La dismissione dei beni obsoleti aziendali

beni obsoleti
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Le imprese nell’esercizio delle proprie attività, dispongono dei beni strumentali, i quali concorrono alla formazione del reddito in base alla loro vita utile. Pertanto, superata la loro vita utile, l’accumulo di beni obsoleti rappresenta una condizione fisiologica, alla quale occorre prestare particolare attenzione, soprattutto dal punto di vista fiscale.

La dismissione dei beni obsoleti

Le cause che possono condurre un operatore economico all’eliminazione dal processo produttivo dei beni obsoleti sono molteplici, e in tutti i casi l’operatore dovrà rispettare una stringente procedura al fine di evitare possibili fenomeni di evasione. In particolare, la società sarà chiamata ad esibire la documentazione probatoria dell’avvenuta eliminazione dei cespiti, in accordo con quanto previsto dalla normativa in materia.

Nello specifico, l’articolo 1 comma 1 del D.P.R. 441/1997, sancisce che “si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, né in quelli dei suoi rappresentanti.

Inoltre, come disposto dal comma 2 del sopra riportato articolo, la presunzione, di cui al comma 1 non opera se è dimostrato che i beni stessi:

  • Sono stati impiegati per la produzione, perduti o distrutti;
  • Sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di contratti di opera, appalto, trasporto, mandato o di altro titolo non traslativo della proprietà.

Al riguardo, la circolare n.198 del 23 luglio 1998, in accordo con il comma 4 dell’articolo 2 del D.P.R. 441/1997, stabilisce, ai fini della prova, una particolare procedura così articolata:

  1. redazione di una comunicazione sull’apposito modello ministeriale che deve essere inviato agli Uffici delle Entrate o in mancanza agli uffici delle Imposte Dirette e ai comandi della Guardia di Finanza. Tale comunicazione deve pervenire agli uffici almeno 5 giorni prima dell’operazione di distruzione o trasformazione;
  2. redazione di apposito verbale compilato dai funzionari dell’amministrazione finanziaria, da ufficiali di polizia tributaria o da notai che hanno presenziato alle operazioni, se l’ammontare dei beni distrutti sia superiore ad euro 10.000;
  3. compilazione obbligatoria del documento di trasporto di cui al D.P.R. 14 agosto 1996 n.472, progressivamente numerato dall’emittente, quando si provveda alla movimentazione dei beni che si ottengono dalla distruzione o dalla trasformazione.

Procedura per la dismissione dei beni obsoleti

Nello specifico, la comunicazione che l’impresa invierà all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, dovrà contenere:

  • luogo, data e ora in cui verranno poste in essere le operazioni;
  • le modalità di distruzione dei beni;
  • la natura, qualità, quantità dei beni medesimi;
  • l’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto, dei beni da distruggere;
  • l’eventuale valore residuale che si otterrà a seguito della distruzione.

Sotto il profilo temporale, la norma prevede che tale comunicazione sia trasmessa almeno cinque giorni prima rispetto alla data prevista per la distruzione dei beni. Inoltre, si ritiene opportuno effettuare la comunicazione anche al collegio sindacale, specificando le motivazioni che hanno spinto l’impresa a procedere per la distruzione dei beni.

Sotto l’aspetto operativo, la norma prevede specifica procedura a seconda che il valore sia superiore o inferiore ad euro 10.000:

  • Se il valore dei beni obsoleti è superiore ad euro 10.000, alla distruzione dei beni dovrà presenziare alternativamente:
    • un incaricato dell’Agenzia delle Entrate;
    • un ufficiale delle Guardia di Finanza;
    • un notaio,

    i quali, al termine dell’avvenuta operazione di distruzione dei beni, devono redigere un apposito verbale.

  • Nel caso in cui, invece, il valore dei beni obsoleti sia inferiore ad euro 10.000, l’azienda, potrà redigere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Infine, dal verbale devono risultare:
    • data, ora e luogo di svolgimento dell’operazione di distruzione;
    • natura, qualità, quantità ed ammontare del costo dei beni obsoleti distrutti.

 

 

 

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