Corrispettivi telematici al via dal 1° luglio 2019: come prepararsi?

corrispettivi telematici
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Corrispettivi telematici al via dal 1° luglio 2019

A partire dal 1 luglio 2019, entrerà in vigore l’obbligo per tutti i commercianti, che presentano un volume d’affari maggiore  di 400.000 euro, di effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi telematici. Tale obbligo, sarà poi successivamente esteso a tutti gli esercenti di attività commerciali a partire dal 1 luglio 2020.

Diversi sono i vantaggi di cui potranno beneficiare coloro che trasmetteranno i corrispettivi telematici. Tra questi è essere esonerati dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi (fatto eccezione per la circostanza in cui sia lo stesso cliente a richiedere l’emissione della fattura) e anche l’esonero dall’obbligo di registrazione dei corrispettivi di cui all’art. 24 del DPR 633/72.

Conseguentemente, sarà possibile ottenere l’abolizione di alcune esecuzioni contabili come la tenuta del registro dei corrispettivi e la cura e conservazione di quei documenti come scontrini e ricevute fiscali.

Corrispettivi telematici e credito d’imposta

Per poter adempiere all’obbligo di invio dei corrispettivi telematici, è necessario che i commercianti utilizzino appositi strumenti moderni definiti “Registratori Telematici”.

A tal fine, l’art. 2 comma 6-quinquies del DLgs. 127/2015, prevede il conferimento di un bonus pari al 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 250 euro in caso di acquisto di un nuovo misuratore fiscale oppure fino alla soglia di 50 euro nel caso di adattamento di quegli strumenti già a disposizione del soggetto. La finalità che si intende raggiungere è incentivare e agevolare il rispetto dell’obbligo di memorizzare e trasmettere i corrispettivi telematici. Il contributo in questione è concesso sotto forma di credito d’imposta, il quale potrà essere ottenuto se e solo se l’acquisto o la modifica delle apparecchiature sia stato generato tramite modalità completamente trasparenti e tracciabili, ovvero:

  • assegni bancari e postali,
  • addebito diretto,
  • bonifico bancario o postale,
  • bollettino postale,
  • carte di debito, di credito o prepagate.

In sintesi tutti quegli strumenti che permettono il pagamento elettronico con l’addebito in conto corrente.

Il credito d’imposta per l’acquisto di apparecchiature per l’invio dei corrispettivi telematici, potrà essere utilizzato in compensazione solo da chi risulti titolare di partita IVA. In aggiunta, bisognerà che sia decorso il tempo della prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui è avvenuta la registrazione concernente l’acquisto o adattamento del misuratore fiscale.

Indicazione del credito d’imposta nella Dichiarazione dei redditi

Il bonus ottenuto per il conseguente acquisto e adattamento degli strumenti per assolvere l’obbligo della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi telematici, dovrà essere inserito sia nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui il commerciante ha sostenuto la rispettiva spesa ed anche nella dichiarazione d’imposta degli anni successivi. Nel dettaglio, il credito d’imposta dovrà essere aggiunto nel quadro RU del modello REDDITI con il codice F9, fino al momento della cessazione dell’utilizzo dell’apparecchiatura stessa.

 

 

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