Fattura elettronica carburanti anche per distributori automatici

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Fattura elettronica carburanti: sempre obbligatoria!

Dal 1° gennaio 2019 la cessione di carburante verso un cessionario che effettua l’acquisto nell’ambito di attività di impresa, arte e professione deve essere documentata, in via generale, con fattura elettronica carburanti, anche nel caso in cui il pagamento sia avvenuto con uno strumento tracciabile. Il cessionario è tenuto a conservare le ricevute del pagamento.

Self Service: obbligatoria la fattura elettronica

Per l’acquisto di carburanti per autotrazione, anche in modalità automatica è necessaria sempre la fattura elettronica carburanti. In tema di carburanti e di obbligo o meno di emissione della fattura elettronica, in occasione di «Telefisco 2019», svoltosi il 31 gennaio scorso, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di rispondere ad alcune domande suscitando agli addetti ai lavori non poche perplessità.

Anche se la norma, ovvero il secondo periodo, del terzo comma, dell’articolo 3 del Dpr 633/1972, disponga che «Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica», è stato chiesto, visto la non completa automazione degli impianti autostradali di distribuzione di carburanti, se in presenza di distributori senza personale e, quindi, in modalità cosiddetta automatica, debba essere necessariamente emessa fattura elettronica.

L’agenzia delle Entrate ha semplicemente risposto che «Dal 1° gennaio 2019 la cessione di carburante verso un cessionario che effettua l’acquisto nell’ambito di attività di impresa, arte e professione deve essere documentata, in via generale, con fattura elettronica, anche nel caso in cui il pagamento sia avvenuto con uno strumento tracciabile. Il cessionario è tenuto a conservare le ricevute del pagamento».

Tale risposta sembra, ancora una volta, creare non pochi problemi di praticità e semplificazione, che ormai sembra essere veramente molto lontana. Basti pensare a coloro i quali per lavoro viaggiano in ogni parte d’Italia e ad ogni ora della giornata. In presenza di un distributore di carburante in automatico, non dotato di lettore «QRCode» il soggetto che effettua rifornimento deve conservare la ricevuta, che solitamente, allo stato attuale, non presenta l’indicazione di una email del gestore dell’impianto, e inviare in qualche modo la ricevuta al distributore indicando i propri dati per l’emissione della fattura elettronica carburanti. Inoltre, altro aspetto da tenere sott’occhio è che dal momento dell’effettuazione dell’operazione, l’impresa o il professionista deve necessariamente, dopo 4 mesi in cui non ha ricevuto la fattura, provvedere, a norma dell’articolo 6 comma 8 del Dlgs 471/1997, ad emettere autofattura, fatta salva la non erogazione delle sanzioni per i primi 6 mesi del 2019. Pertanto, la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate, non tiene conto dell’operatività di imprese e professionisti che gestiscono più di un veicolo, e si trovano molto spesso in situazioni abbastanza complicate, con il solo rischio di incorrere in sanzioni.

Facoltativo riportare la targa

Si richiamano in proposito i chiarimenti forniti con la circolare n. 8/E del 30 aprile 2018, al punto 1.1. Con tale documento di prassi è stato precisato che, con specifico riferimento ai carburanti, gli articoli 21 e 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non individuano tra gli elementi da indicare obbligatoriamente la targa o altro estremo identificativo del veicolo al quale sono destinati, come invece previsto per la cosiddetta “scheda carburante”.
Ne deriva che, ai fini Iva, dal 1° gennaio 2019 la targa non dovrà necessariamente essere riportata nella fattura elettronica carburanti, ferma restando la possibilità di inserimento di tale elemento (laddove utile ai fini di altre imposte) nel campo “AltriDatiGestionali”, secondo le specifiche tecniche disponibili nell’area tematica del sito internet dell’agenzia delle Entrate.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2018, laddove la cessione del carburante abbia avuto luogo senza contestuale compilazione della scheda carburante (utilizzabile sino a tale data) e senza emissione di fattura con indicazione della targa, il pagamento, effettuato utilizzando uno degli strumenti individuati dal provvedimento del Direttore dell’agenza delle Entrate 4 aprile 2018, ha assolto anche agli oneri in tema di deducibilità del costo e detraibilità Iva introdotti dall’articolo 1, commi 922 e 923, della legge 27 dicembre
2017, n. 205.

 

 

 

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