Fattura elettronica: come fare con le dichiarazioni d’intento?

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Con l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica tra i privati a partire dal 1 Gennaio 2019, sono sorti dubbi sulle modalità di compilazione del documento nei casi in cui la fattura elettronica viene emessa senza applicazione dell’IVA nei confronti di esportatori abituali ed in particolare dubbi su dove e come indicare i riferimenti delle dichiarazioni d’intento.

La disciplina delle dichiarazioni d’intento.

Le dichiarazioni d’intento rappresentano ai sensi del Dlgs 175/2014, i documenti trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate dagli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza l’applicazione dell’IVA. Il soggetto esportatore abituale deve poi  consegnare la dichiarazione d’intento e la ricevuta di trasmissione della stessa all’Agenzia delle Entrate, al fornitore che deve emettere fattura senza applicazione dell’IVA.

Va inoltre considerato quanto disposto dall’art. 1 del Decreto Legislativo 746/1983 secondo cui la dichiarazione d’intento va redatta in duplice esemplare , deve essere progressivamente numerata dal dichiarante e dal fornitore o prestatore, annotata entro i quindici giorni successivi a quello di emissione o ricevimento in apposito registro; gli estremi della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa.

Dichiarazioni d’intento e fattura elettronica: le FAQ dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato nella sezione Fatture e Corrispettivi del suo sito due FAQ relative alle modalità  di compilazione della fattura elettronica con indicazione delle dichiarazioni d’intento.

In una prima FAQ l’Agenzia chiarisce che in caso di fatturazione elettronica l’informazione relativa alle dichiarazioni d’intento, può essere inserita utilizzando uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura che le specifiche tecniche lasciano a disposizione dei contribuenti, ad esempio nel campo “Causale”.
Se si utilizza una delle procedure gratuite messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, questo campo è selezionabile nel menù “Altri dati” della sezione “Dati della fattura”

Successivamente, in un’altra FAQ, l’Agenzia ha ripetuto che l ’informazione relativa alle dichiarazioni d’intento può essere inserita utilizzando uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura che le specifiche tecniche lasciano a disposizione dei contribuenti, come ad esempio il campo “Causale”  ma ha aggiunto la possibilità di indicare l’informazione a livello di singola linea fattura, utilizzando il blocco “Altri dati gestionali”.

Dichiarazioni d’intento e fattura elettronica: i suggerimenti di Assosoftware.

Sulle modalità di compilazione della fattura elettronica relativamente ai dati delle dichiarazioni d’intento, sono da prendere in considerazione anche i dettagliati suggerimenti forniti da Assosoftware  che divergono da quanto suggerito dall’Agenzia solo per le modalità di indicazione dei protocolli. Assosoftware ha chiarito che tali informazioni possono essere contenute nel blocco 2.2.1.16 <AltriDatiGestionali> e più precisamente nel campo <TipoDato> denominato “AswDichInt”; <RiferimentoTesto>  va valorizzato con il protocollo della dichiarazione d’intento attribuito dall’Agenzia delle Entrate  seguito da “/” oppure da un trattino e dall’anno della dichiarazione d’intento; Vanno inoltre aggiunti i campi <RiferimentoNumero> da valorizzare con il progressivo della ricevuta  rilasciata dall’Agenzia delle Entrate e <RiferimentoData> da valorizzare con la data della dichiarazione intento.

Conclusioni

L’indicazione dei riferimenti delle dichiarazioni d’intento nelle fatture elettroniche deve, dunque, avvenire  utilizzando lo spazio riservato ai dati generali della fattura oppure il blocco altri dati gestionali. Non sembra, invece, ancora chiaro come indicare i riferimenti dei protocolli della dichiarazione d’intento e della relativa ricevuta emessa dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, in attesa di nuove indicazioni, si suggerisce di indicare il numero di protocollo che è più comodo per l’emittente, considerato che, in ogni caso, i diversi protocolli si riferiscono allo stesso documento.

 

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