Fattura elettronica semplificata: cosa c’è da sapere?

fattura elettronica semplificata
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Il 10 maggio 2019, il Ministro dell’Economia e della Finanza Giovanni Tria, ha firmato il decreto ministeriale con il quale ha innalzato il limite massimo relativo all’ emissione della fattura elettronica semplifica. Infatti, nel precedente sistema fiscale 2013, la fattura elettronica semplificata poteva essere emessa per un valore di massimo 100 euro, limite che oggi è stato aumentato a 400 euro.

Cosa c’è da sapere?

La legge n. 228/2012 ha inserito nel DPR n. 663/1972 l’articolo 21-bis concernente la disciplina dell’emissione della fattura elettronica semplificata, da sostituire a quella ordinaria per operazioni di ammontare minori a 100 euro.

Il DM MEF 10 maggio 2019 porta a 400 euro il limite previsto per usufruire della semplificazione. In tal modo, è possibile aumentare i casi in cui la certificazione delle operazioni avvenga mediante l’utilizzo di un documento fiscale più snello, veloce e in formato elettronico.

Ciò che differenzia la fattura elettronica semplificata da quella ordinaria è che la prima presenta un numero ridotto ed inferiore di informazioni, divenendo di conseguenza molto utile soprattutto per specifiche categorie di lavoratori, come ad esempio per i ristoratori.

Inoltre, tale emissione è limitata dal vincolo di un limite massimo, calcolato in base alla somma dell’imponibile in aggiunta dell’imposta.

La fattura elettronica semplificata deve contenere:

  • la data di emissione e numero progressivo i quali permettono di effettuare l’identificazione della fattura in maniera corretta;
  • ragione o denominazione sociale, ditta, nome e cognome, residenza e/o domicilio del soggetto cedente-prestatore e del soggetto cessionario-committente;
  • numero di partita IVA del cedente-prestatore;
  • indicazione dei beni e servizi offerti;
  • valore del totale documento e dell’imposta;
  • in ipotesi di nota di addebito o di accredito, riferimento alla possibile fattura rettificata.

Tali dati risultano essere obbligatori ai fini della fattura elettronica semplificata.

I vantaggi derivanti da tale semplificazione sono vari. In particolare, essa consente di specificare solo la partita IVA e il codice fiscale del cliente nazionale e il numero di identificazione IVA per il cliente comunitario. Ancora, prevede la specificazione soltanto del totale dell’ammontare complessivo e del dettaglio resi-beni ceduti.

Quali sono i casi di esclusione?

Sono previsti dei casi in cui non è possibile usufruire della fattura elettronica semplificata, ossia nel caso di:

  • cessioni intracomunitarie;
  • vendita a distanza;
  • prestazioni di servizi o cessioni di beni avvenute nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un diverso Stato comunitario in cui l’imposta è dovuta.

 

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