Fattura elettronica 2019: tutte le novità e i chiarimenti

Fattura elettronica 2019
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Fattura elettronica obbligatoria dal 1 Gennaio 2019. Scopriamo tutte le novità.

La c.d. Legge di Bilancio 2018, legge n. 205/2017, ha previsto l’obbligo della fattura elettronica 2019 sia per le operazioni commerciali tra soggetti B2B, che tra B2C, al fine di prevenire e contrastare l’evasione IVA avviando un processo di semplificazione amministrativo e contabile.

Che cos’è la fattura elettronica 2019? Chi è obbligato?

La fattura elettronica 2019 è un documento fiscale informatico, redatto su un formato elettronico e trasmessa al Cliente tramite un sistema di interscambio (S.D.I.). L’obbligo sussiste dal 01.01.2019 per tutte le operazioni aventi ad oggetto cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti passivi IVA purché residenti, stabiliti o identificati in Italia. Da sottolineare che il debutto della fatturazione elettronica è avvenuto in via anticipata dal 01.07.2018 per quanto riguarda le cessioni di benzina e gasolio destinate ad essere utilizzati come carburante all’ingrosso per motori per uso autotrazione, escludendo quindi i rifornimenti di carburanti per imbarcazioni, aeromobili e veicoli agricoli, e prevedendo inoltre dei particolari limiti di deducibilità del costo e detraibilità IVA legate ai mezzi di pagamento utilizzati.

Le fasi della fattura elettronica 2019: come si crea, invia e conserva.

MODALITA TRASMISSIONE FATTURA ELETTRONICA

La fattura elettronica 2019 deve essere predisposta su un programma che permetta la compilazione del file nel formato XML come previsto dal Provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate del 30.04.2018. Infatti come previsto dallo stesso provvedimento del 30 aprile 2018, se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella XML ovvero con modalità diverse dal Sistema di Interscambio, la fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni (di cui all’art. 6 del Dlgs n. 471/1997) a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.

A tal proposito l’A.E. mette a disposizione 3 programmi gratuiti:

  1. “Fatture e corrispettivi”, procedura web sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  2. Software scaricabile sul pc;
  3. “Fatturae”, app per tablet e smartphone scaricabile su app android e apple.

Le fatture elettroniche devono essere trasmesse ai propri clienti attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse. il SDI è una sorta di postino che svolge le seguenti verifiche:

  • ci siano tutti i dati obbligatori ai fini fiscali;
  • la partita iva e il codice fiscale del cedente/prestatore siano esistenti;
  • ci sia l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che la fattura venga recapitata: PEC o “Codice destinatario”.

trasmissione fattura elettronica sdi

In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna la fattura al destinatario, indicando con una “ricevuta di recapito” la data e l’ora di consegna del documento. Un duplicato della fattura elettronica è sempre messo a disposizione sia del cliente che del fornitore nelle loro rispettive aree riservate di “Consultazione – Dati rilevanti ai fini IVA del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Se uno o più dei controlli sopra descritti non va a buon fine, il SdI scarta la fattura elettronica e invia al soggetto che ha trasmesso il file una “ricevuta di scarto“, all’ interno della quale sarà anche indicato il codice e una sintetica descrizione del motivo dello scarto. In tal caso la fattura si considera non emessa. La data di decorrenza della detraibilità dell’Iva, per il cliente, scatterà solo dal momento di visualizzazione/scarico della fattura.

Per quanto riguarda la conservazione elettronica, non basta la semplice memorizzazione su un computer, ma un procedimento regolamentato (CAD). A tal proposito l’Agenzia delle Entrate mette gratuitamente a disposizione un servizio di conservazione elettronica a norma per tutte le fatture emesse e ricevute elettronicamente attraverso il Sistema di Interscambio, accessibile dall’utente dalla sua area riservata dal portale “Fatture e Corrispettivi”.

Chi è davvero esonerato dalla fattura elettronica 2019?

Sono esonerati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica 2019 le imprese e lavoratori autonomi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” (di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190), che però potranno riceverle. A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica. Per quanto riguarda invece i soggetti non residenti in Italia, non è consentito emettere fattura elettronica nei loro confronti, ma in sostituzione sarà previsto un nuovo adempimento: “esterometro“.

Infine, a seguie del D.L. 119/2018, sono esonerati dall’emissione delle fatture elettroniche medici e farmacie. Resta, tuttavia, l’obbligo di ricezione. La novità è stata introdotta dal Senato in sede di esame degli emendamenti al Decreto Fiscale n. 119/2019 e l’esonero si estende anche alle associazioni sportive dilettantistiche fino a 65.000 euro di fatturato.

Semplificazione e riduzione sanzioni nel Decreto Legge del 15 ottobre 2018

Il consiglio dei Ministri riunitosi a Palazzo Chigi ha approvato un Decreto Legge il 15 Ottobre 2018 con disposizioni urgenti in materia di fattura elettronica 2019. Pur rimanendo invariato l’obbligo di fattura elettronica dal 1 Gennaio 2019, per i primi sei mesi sono ridotte le sanzioni per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici. In un’ottica di semplificazione amministrativa viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti, mentre le fatture devono essere annotate nel registro entro il 15 del mese successivo alla loro emissione. Importante sottolineare che nel decreto è prevista la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono, e non più entro le ore 24,00 del giorno di emissione, come previsto inizialmente.

Come gestire le operazioni con Reverse charge?

Relativamente al reverse charge esterno, l’AdE ha precisato che non vi è l’obbligo del committente/cessionario, di emissione dell’autofattura in formato elettronico, dal momento che tali dati dovranno essere riportati nel nuovo adempimento predisposto dalla stessa agenzia, l’esterometro, con scadenza entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione della stessa.

Diversamente, in caso di operazioni con reverse charge interno, ovvero regolate dall’articolo 17 o 74 del D.P.R. 633/1972, la fattura emessa dal cedente, in formato elettronico, dovrà indicare come natura dell’operazione il codice “N6“, con il quale si indicano le operazioni soggette al meccanismo dell’inversione contabile. Il destinatario della fattura dovrà, di norma, integrare la fattura ricevuta con l’aliquota IVA e registrarla sia nel registro Iva vendite che in quello Iva acquisti. Egli, non è obbligato ad inviare la fattura integrata al SdI, ma può inviarla nel caso in cui abbia sottoscritto con l’Agenzia il servizio gratuito di conservazione elettronica.

Come gestire le fatture differite?

L’art. 21 del DPR 633/1972 non è stato modificato dal Decreto legislativo 119/2018 che ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 1 Gennaio 2019 ma i soggetti che emetteranno fattura elettronica differita dovranno comunque fare attenzione ad alcuni aspetti.

In occasione del forum sulla fatturazione elettronica del 12 novembre l’Agenzia delle Entrate  alla richiesta della possibilità di emettere fattura elettronica  differita, ha fornito la seguente risposta:

“L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica non ha modificato le disposizioni di cui all’articolo 21, comma 4,del Dpr 633/72 e quindi è possibile l’emissione di una fattura elettronica “differita”. Secondo la norma si può emettere una fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o prestazioni di servizi.

Quali sono i vantaggi della fattura elettronica 2019?

Spesso ci si chiede quale sarà il vantaggio derivante dell’obbligo di fatturazione elettronica per imprese e privati. Analizzando in modo dettagliato la normativa, abbiamo provato a fare un elenco di quelli che potrebbero essere dei vantaggi per professionisti e privati:

  1. Riduzione dei costi di gestione. Il formato XML rende più rapido il processo di contabilizzazione automatica dei dati  contenuti nelle fatture, riducendo oltre i costi di gestione anche gli errori materiali.
  2. Aumento dell’ efficienza commerciale nei rapporti tra clienti e fornitori essendo certa data e consegna della fattura, mediante anche l’avvio di un processo di digitalizzazione.
  3. Eliminazione del consumo di carta, costi per stampa e conservazione dei documenti, dato il servizio reso gratuito dall’Agenzia delle Entrate.

A questi si aggiunge la possibilità, per ogni contribuente, impresa o consumatore finale, di consultare immediatamente, e acquisire copia delle proprie fatture elettroniche emesse e ricevute, attraverso un semplice e sicuro servizio online messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

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