Regime forfetario 2019: controllo diretto ed indiretto nelle Srl

regime forfetario 2019
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La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto il regime forfetario 2019 apportando importanti modifiche; l’applicazione di tale regime fiscale agevolato è rivolta agli esercenti di attività di impresa, arti o professioni che abbiano conseguito presentato un  totale ricavi o percepito compensi nell’ anno antecedente non superiore ai 65.000 euro, come disposto nella legge n.190 del 2014, art. 1, comma 54.

Al comma 57, dalla lettera a) a d-bis), sono riportate le cause ostative che non concedono la possibilità di entrata nel regime forfetario 2019:

  • la lettera a) prevede l’esclusione dal regime fiscale agevolato per quelle persone fisiche che usufruiscono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • ai sensi della lettera b), non potranno beneficiare del regime forfetario 2019 le persone fisiche non residenti nello Stato;
  • secondo la lettera c), i soggetti che effettuano operazioni di cessione di fabbricati o parti di questi, di terreni edificabili;
  • la lettera d) dispone che i soggetti che svolgono contemporaneamente sia attività di impresa, arti o professioni, o che hanno la partecipazione a società di persone, associazioni o imprese familiari di cui l’articolo 5 del TUIR, non sarà possibile agire per l’applicazione del regime;
  • la lettera d-bis) dispone che le persone fisiche che effettuano attività svolte in maggioranza nei confronti dei datori di lavoro con cui vi sono rapporti lavorativi o vi erano nei due periodi di imposta antecedenti, non possono applicare il regime forfetario 2019.

In riferimento alla lettera d-bis), per il calcolo della prevalenza, si considerano i ricavi conseguiti e i compensi percepiti, che dovranno essere maggiori del 50% per l’integrazione alla causa ostativa.

Causa ostativa: controllo diretto ed indiretto

Il comma 57, alla lettera d) prevede il divieto di applicazione del regime forfetario 2019 per quei contribuenti che possiedono il controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o di associazioni in partecipazioni, le cui attività economiche possano essere ricondotte, in maniera diretta o indiretta, a quelle svolte da chi esercita attività di impresa, arti o professioni.

In assenza di tali requisiti, il regime agevolato può essere applicato.

Definizione di controllo diretto e indiretto

Il codice civile, all’articolo 2359, comma 1 e 2, fornisce una definizione del controllo diretto e indiretto.

In particolare, si considerano società controllate quelle in cui un’altra società sia in possesso di un numero consistente di voti tale da permettergli di esercitare un’influenza significativa nell’ assemblea ordinaria o quando tale società possegga la maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea. Una società può essere controllata anche quando un’ulteriore società eserciti una forte influenza su di essa derivante da determinati vincoli contrattuali stipulati con la società stessa.

Il secondo comma specifica che il controllo indiretto si ottiene nel momento in cui si considerano anche i voti relativi a società controllate, fiduciarie e a persona interposta (tra questi anche i familiari).

 

 

 

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