Avviso bonario: quando decade il beneficio?

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L’Agenzia delle Entrate provvede all’invio di un avviso bonario qualora si siano verificate irregolarità od errori successivamente ai controlli effettuati sulle dichiarazione dei redditi. Grazie all’avviso bonario, il contribuente ha la possibilità di regolarizzare la propria situazione, prima di procedere con l’invio della cartella di pagamento, attraverso il versamento, in un’unica soluzione o con pagamento rateale, dell’importo omesso.

Cos’è l’avviso bonario?

L’avviso bonario consiste in una comunicazione del fisco che sollecita il contribuente a sanare le irregolarità nella dichiarazione dei redditi, in materia sia di debiti fiscali che di contributi INPS non versati, prima di poter incombere in conseguenze più gravi. Prima dell’invio dell’avviso bonario, l’Agenzia delle Entrate predispone un controllo composto da tre differenti tipologie di attività.

La prima consiste nel controllo automatico di cui agli articoli 36 bis del DPR. n. 600/1973 e 54 bis del DPR. n. 633/1972.

In tale fase, si ricerca la sussistenza o meno di eventuali errori nella dichiarazione, in cui, in caso positivo, il contribuente è tenuto al pagamento di quanto dovuto con una riduzione delle sanzioni oppure potrà optare per l’invio di una segnalazione delle ragioni secondo le quali non è tenuto a tale versamento all’Agenzia.

La seconda tipologia di attività è rappresentata dal controllo formale disciplinato dall’articolo 36 ter del DPR. n. 600/1973, che prevede l’analisi della corrispondenza tra i dati concernenti le deduzioni, detrazioni e ritenute presenti nella dichiarazione e la documentazione custodita dal contribuente e i dati ricavati dalle dichiarazioni presentate e dalle informazioni fornite da ulteriori soggetti.

Infine, la terza attività consiste nella liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata, mediante la quale è possibile giungere alla determinazione dell’imposta dovuta su specifici redditi per i quali è stato già effettuato il pagamento delle somme a titolo di acconto. La somma o il rimborso dovuto vengono calcolati in considerazione dei redditi dichiarati all’interno del quadro RM del modello Unico o nel quadro D del modello 730 e di redditi indicati dal sostituto di imposta nel 770.

Se da tale operazione risultano somme da pagare, sarà inviata una comunicazione di richiesta di pagamento al contribuente.

Avviso bonario: unica rata o rateizzazione?

Qualora il contribuente riceva un avviso bonario, sarà tenuto al pagamento di una maggiore imposta ma anche di relative sanzioni ed interessi. È possibile ottenere però una riduzione pari al 10% della sanzione qualora la somma sia pagamento per intero entro 30 giorni.

Il contribuente ha però a disposizione anche la possibilità di effettuare il pagamento suddividendolo in rate e se il pagamento della prima avvenga entro 30 giorni, anche in questo caso avrà luogo la riduzione del 10% della sanzione.

Se il contribuente decida di effettuare richiesta di rateazione, potrà rivolgersi:

  • all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • CAF;
  • ad intermediari abilitati;
  • sulla piattaforma online.

L’articolo 3 bis del D.Lgs. 462/1997 disciplina le due modalità mediante le quali è concesso rateizzare la somma indicata dall’avviso bonario.

Il contribuente ha diritto ad un massimo di 8 rate trimestrali qualora l’importo dovuto non superi i 5.000 euro. In caso di somma maggiore, può usufruire di un massimo di 20 rate trimestrali.

L’Agenzia ha predisposto un servizio online capace di calcolare l’importo della rata, il numero di esse ed il calcolo degli interessi, grazie all’inserimento dei propri dati anagrafici e dei dati relativi all’avviso bonario stesso.

Quando decade il benefico della rateizzazione?

In caso di omesso pagamento, il contribuente rischia di far decadere il beneficio scaturente dalla rateazione con la conseguente iscrizione a ruolo del debito ed invio della cartella di pagamento.

Fondamentale dunque sarà il rispetto dei termini di pagamento delle rate ed in particolare sarà necessario:

  • per ciò che concerne la prima rata, effettuare il pagamento entro 30 giorni dal momento di ricezione della comunicazione;
  • per le rate successive, effettuare il pagamento entro il termine di pagamento della rata seguente;
  • per il pagamento dell’ultima rata, entro 3 mesi.

Il mancato pagamento entro suddetti termini provoca l’iscrizione a ruolo dell’importo.

Il contribuente potrà usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso, qualora non abbia effettuato il pagamento entro la scadenza indicata, nei termini succitati.

In tal caso, oltre al versamento del tributo omesso, sarà tenuto al pagamento delle sanzioni ammontanti:

  • allo 0,2% per ogni giorni per un ritardo inferiore ai 15 giorni;
  • al 3% per un ritardo dal 16 al 30 giorno;
  • al 3,75% per un ritardo superiore ai 30 giorni.

Per ciò che riguarda gli interessi, è previsto il pagamento di questi al tasso legale dello 0,5%.

Il contribuente dovrà munirsi del modello F24 per il pagamento, indicando gli appositi codici tributo:

  • Codice “8929”: relativo alla sanzione, in ipotesi di imposta mancata derivante da controlli automatici;
  • Codice “1980”: relativo agli interessi, in ipotesi di imposta mancata derivante da controlli automatici;
  • Codice “8933”: relativo alla sanzione, in ipotesi di imposta mancata derivante da controlli formali;
  • Codice “1983”: relativa agli interessi, in ipotesi di imposta mancata derivante da controlli formali.

Lieve inadempimento

Vi sono però dei particolari casi di lieve inadempimento in cui la decadenza della rateazione della somma indicata dall’avviso bonario e dei relativi benefici non si presenta, ossia:

  • qualora il pagamento sia effettuato con ritardo ma entro 7 giorni;
  • in caso di insufficiente pagamento della rata per un valore maggiore al 3%.

 

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