La nuova disciplina di bancarotta fraudolenta: cosa si rischia?

bancarotta fraudolenta
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I reati di bancarotta, disciplinati inizialmente dalla Legge Fallimentare, prevedevano innanzitutto la distinzione principale tra bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta. Successivamente, con l’introduzione del nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, contenuto all’interno del D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, si assiste ad una revisione della disciplina, apportando importanti novità in materia di bancarotta.

La bancarotta è il reato tipico della crisi dell’impresa che sussiste qualora un imprenditore o una società dichiarati falliti dall’ autorità giudiziaria, predispongono atti imprudenti danneggiando la posizione detenuta dai creditori. Questa può dunque manifestarsi attraverso un’attività di dissimulazione delle disponibilità economiche reali, di destabilizzazione del proprio patrimonio, volta a produrre uno stato di insolvenza nei riguardi dei creditori.

Nuovo codice della crisi dell’impresa e concetto di bancarotta

Il Titolo IX del Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza si occupa delle “Disposizioni penali”, tra le quali vi è ricompresa la disciplina dedicata al reato di bancarotta ed ulteriori reati fallimentari.

Tra le novità adottate dal nuovo codice, vi è anche un certo adeguamento lessicale che differisce dalla precedente Legge Fallimentare. Di fatto, scompaiono così i termini di “fallimento” e “fallito”, dando spazio al concetto di “liquidazione giudiziale”. È proprio quest’ultima, la dichiarazione di liquidazione giudiziale, l’elemento in comune delle differenti tipologie di bancarotta. Da ciò ne consegue che il fatto diventa rilevante, sotto un punto di vista penale, solo successivamente a tale dichiarazione.

La nuova disciplina di bancarotta fraudolenta

L’articolo 322 del nuovo Codice della crisi dell’impresa è dedicato al reato di bancarotta fraudolenta, prevedendo la condanna alla reclusione per un periodo tra 3 a 10 anni, per l’imprenditore, dichiarato in liquidazione giudiziale, che abbia effettuato, in maniera totale o parziale, la distruzione, l’occultamento, la dissimulazione o dissipazione dei suoi beni, a danno dei creditori, od anche, abbia riconosciuto passività non reali o abbia sottratto, falsificato o distrutto, o abbia tenuti in guisa libri e scritture contabili con la finalità di generare un profitto non spettante o di arrecare pregiudizio ai creditori o di non rendere possibile risalire ai movimenti di affari e poter ricostruire il patrimonio.

Il reato di bancarotta fraudolenta può essere commesso esclusivamente dall’ imprenditore, esercente un’attività economica organizzata finalizzata alla produzione e scambio di beni e servizio, il quali sia stato dichiarato in liquidazione giudiziale.

La bancarotta fraudolenta ha per oggetto i beni posseduti dall’ imprenditore o il patrimonio, inteso come totalità dei rapporti giuridici economicamente valutabili detenuti dall’ imprenditore in questione.

Le tipologie di condotta

Secondo quanto disciplinato dal nuovo codice, si incorre in reato di bancarotta fraudolenta qualora l’imprenditore distrugga, occulti, dissimuli o dissipi i propri beni.

È possibile quindi distinguere, in base alla condotta adottata:

  • la distruzione: la quale attiene al tipo di azioni volte alla disgregazione o annientamento materiale del bene, privandone così del suo valore economico;
  • l’occultamento: fa riferimento all’occultamento di materiale dei beni in guisa in modo tale che gli organi competenti allo svolgimento della procedura della liquidazione giudiziale, non siano in grado di apprendere i beni in questione;
  • la dissimulazione: il soggetto attivo, usufruendo di negozi giuridici simulati, rende impossibile l’apprensione dei beni facendo si che questi risultino esser di proprietà di altri;
  • la dissipazione: la quale si riferisce alla distruzione giuridica della ricchezza tramite atti a titolo gratuito od oneroso o atti di adempimento ad obbligazioni naturali;
  • la distrazione: si ha qualora l’imprenditore provochi l’uscita di una parte dei propri beni, conferendogli una destinazione differente da quella giuridicamente prevista, peggiorando in tal modo lo stato di insolvenza.

Bancarotta fraudolenta documentale

Ogni soggetto, nel momento in cui decide di intraprendere l’esercizio di un’attività commerciale, dovrà effettuare la compilazione e conservazione di specifici libri contabili.

In ipotesi di distruzione, falsificazione o sottrazione di questi, finalizzato alla realizzazione di un ingiusto profitto o di un pregiudizio ai creditori, si entra nel campo della disciplina del reato di bancarotta fraudolenta documentale.

Le condotte distinguibili sono dunque:

  • la sottrazione: intesa come comportamento volto a eliminare la capacità in capo all’ organo di liquidazione giudiziale di consultare i libri e scritture contabili, agendo attraverso atti che provochino l’annientamento materiale del documento;
  • la falsificazione: fa riferimento alla creazione di un documento falso o nella sostituzione di uno originario con uno artefatto;
  • l’esposizione o il riconoscimento di passività inesistenti: per il quale si attiene alla predisposizione di atti o dichiarazione false, generando avversità al momento della verifica da parte dell’organo di fallimento sull’effettiva esistenza di passività nel patrimonio;
  • tenuta caotica del libri e scritture contabili: consistente nella tenuta irregolare dei libri contabili tale da non permettere la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti bancari della società.

Le pene derivanti dal reato di bancarotta fraudolenta ricadono sugli amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società che sono state dichiarate in liquidazione giudiziale.

Bancarotta fraudolenta preferenziale

La bancarotta fraudolenta preferenziale si verifica qualora il soggetto o la società soggetta a fallimento, precedentemente o durante la procedura fallimentare, effettua pagamento solo nei confronti di alcuni creditori, danneggiandone altri. La pena corrispondente consiste nella reclusione da 1 a 5 anni. 

Caratteristica della bancarotta fraudolenta preferenziale è la tutela dell’interesse dei creditori in relazione alla distribuzione del patrimonio secondo il criterio della par conditio creditorum, secondo il quale ciascun creditore ha diritto a soddisfare i proprio interessi sul patrimonio del soggetto fallito a condizioni paritarie.

La condotta può rifarsi al pagamento oppure alla simulazione di titoli di prelazione.

Bancarotta semplice

Nel caso di reato di bancarotta semplice, il soggetto dichiarato fallito non intende danneggiare i creditori volontariamente, ciò non esclude però la presenza di una gestione imprudente caratterizzata da:

  • elevate spese personali superiori alle disponibilità economiche reali;
  • svolgimento di azioni finanziarie imprudenti;
  • operazioni imprudenti per ritardare il fallimento;
  • mancato adempimento delle obbligazioni derivanti da una precedente procedura fallimentare;
  • mancata compilazione dei libri contabili per i tre anni precedenti al fallimento.

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