Definizione agevolata degli atti di accertamento

definizione agevolata degli atti di accertamento
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La definizione agevolata degli atti di accertamento permetterà di definire avvisi di accertamento, di liquidazione, di rettifica, gli atti di recupero, l’invito al contraddittorio e l’accertamento con adesione.

I vantaggi della definizione agevolata degli atti di accertamento.

La definizione agevolata degli atti di accertamento introdotta dall’articolo 2 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, è la forma di pace fiscale che prevede la possibilità di definire una serie di atti quali gli avvisi di accertamento, gli avvisi di liquidazione, gli avvisi di rettifica, gli atti di recupero, l’invito al contraddittorio e gli accertamenti con adesione. Il vantaggio della definizione agevolata degli atti di accertamento risiede nella possibilità di pagare esclusivamente  le somme dovutea titolo di imposta, senza la corresponsione di sanzioni, interessi ed eventuali accessori relativamente agli avvisi di accertamento, agli avvisi di liquidazione, agli avvisi di rettifica ed agli atti di recupero che alla data del 24 Ottobre 2018 sono stati già notificati, sono impugnabili e non impugnati. Lo stesso beneficio, ovvero la definizione mediante il pagamento delle sole imposte, senza sanzioni ed interessi, può essere ottenuto mediante la definizione degli inviti al contraddittorio che sono stati notificati entro il 24/10/2018, data di entrata in vigore del decreto fiscale 2019. Lo stesso beneficio è, inoltre, previsto  per gli accertamenti con adesione sottoscritti prima  del 24/10/2018.

Definizione agevolata degli avvisi di accertamento, rettifica, liquidazione e atti di recupero.

L’art.2 del DL 119/2018 recante disposizioni in materia di definizione agevolata degli atti di accertamento dedicata il primo comma alla definizione degli avvisi di accertamento, degli avvisi di rettifica, degli avvisi di liquidazione e degli atti di recupero. Detto comma, dispone prima di tutto che gli atti siano impugnabili ma non impugnati ovvero che non sia stato proposto ricorso avverso all’atto ma che comunque non siano decorsi i termini per impugnare lo stesso atto.  Un altro aspetto da sottolineare è che, come già detto, gli atti devono essere notificati entro e non oltre la data di entrata in vigore del decreto (24/10/18) e, pertanto, sembra chiaro che la definizione agevolata non si applichi agli atti che sono stati notificati ai contribuenti successivamente a tale data.

Il Contribuente, dunque, potrà usufruire della definizione agevolata degli atti di accertamento mediante pagamento del modello F24 oppure F23 allegato all’atto, utilizzando però solo i codici tributo relativi alle imposte e non anche quelli relativi alle sanzioni ed agli interessi, dovranno comunque essere indicati il codice atto o numero di riferimento, il codice ufficio e l’anno di riferimento.

Definizione degli inviti al contraddittorio.

Il comma 2 della normativa in materia di definizione agevolata degli atti di accertamento, disciplina la definizione degli inviti al contraddittorio. La norma, dunque, disciplina la possibilità di definire le somme contenute all’interno degli inviti al contraddittorio di cui all’art.1 del decreto legislativo 218/1997 notificati entro il 24 Ottobre 2018, mediante il pagamento delle sole imposte e dunque, anche in questo caso, senza corrispondere sanzioni, interessi ed eventuali accessori.  Atto necessario ai fini della definizione sarà, pertanto, il versamento di questi importi mediante modello F24, utilizzando solo i codici tributo relativi alle somme dovute a titolo d’imposta, il codice ufficio contenuto nell’invito ricevuto,  l’anno di riferimento ed il codice atto 99999999107. Nel caso il pagamento avvenga mediante modello F23 sarà necessario indicare, oltre ai codici tributo relativi alle sole somme dovute a titolo d’imposta ed al codice ufficio contenuto nell’invito al contraddittorio, nel campo 10 “Estremi dell’atto o del documento” l’anno 2018 ed il numero 99999999107.

Definizione dell’accertamento con adesione.

Il terzo comma del DL 119/2018 recante disposizioni in materia di definizione agevolata degli accertamenti con adesione di cui agli artt. 2 e 3 del decreto legislativo 218/1997, dispone il perfezionamento di tali atti mediante il pagamento, anche in questo caso delle sole imposte, senza sanzioni ed interessi, purchè l’atto sia stato sottoscritto entro la data di entrata in vigore del decreto fiscale ovvero il 24 Ottobre 2018.

Termini e perfezionamento della definizione agevolata degli atti di accertamento.

La definizione agevolata degli atti di accertamento si perfeziona con il versamento in un’unica soluzione o della prima rata delle somme dovute a titolo d’imposta. E’ possibile rateizzare il versamento di dette imposte nel limite massimo di venti rate trimestrali di pari importo, tenendo presente che sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali a partire dal giorno successivo a quello del termine per il pagamento della prima rata.

In particolare il versamento delle suddette somme deve avvenire nei seguenti termini:

  • entro il 23 Novembre 2018 per la definizione degli avvisi di accertamento, di liquidazione, di rettifica e degli atti di recupero. Per gli atti per i quali al 23 Novembre 2018 non sono ancora decorsi i termini per proporre ricorso, è possibile perfezionare la definizione mediante il versamento delle somme entro tali termini.
  • entro il 23 Novembre 2018 per la definizione agevolata degli inviti al contraddittorio
  • entro il 13 Novembre 2018 per la definizione agevolata degli accertamenti con adesione.

Entro il termine di 10 giorni dall’avvenuto versamento delle somme  a mezzo modello F24/F23 il contribuente è tenuto a consegnare all’ufficio competente la quietanza dell’avvenuto pagamento.  In caso di mancato perfezionamento della definizione degli atti di accertamento, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate proseguono con le attività relative a ciascun procedimento

Conclusione.

La definizione agevolata degli atti di accertamento costituisce, dunque, una concreta alternativa per i contribuenti  che potranno valutare di definire detti atti in alternativa alla proposizione di un ricorso che costituisce sempre una strada non priva di rischi ed in alternativa anche all’ipotesi di accertamento con adesione che comporta la riduzione ad un terzo della sanzione e la possibilità di una riduzione anche dell’imposta.  Tale definizione è pero da considerare, rispetto alle altre forme di Pace Fiscale, come la Rottamazione Ter o la definizione agevolata delle liti pendenti, una misura a vantaggio di pochi contribuenti, visiti i ristretti termini di applicazione.

 

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