Definizione agevolata delle liti pendenti: le novità post conversione

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La definizione agevolata delle liti pendenti ha subito alcune modifiche in sede di conversione in legge del decreto fiscale 2019. Il 13 Dicembre 2018, infatti, è stato definitivamente convertito in legge il Decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio, che ha previsto una serie di modifiche al testo originario, alcune delle quali hanno rispettato le anticipazioni di qualche settimana fa.  Le novità introdotte in sede di conversione in legge hanno riguardato anche la definizione agevolata delle liti pendenti, in cui l’Agenzia delle Entrate è parte, ed in particolare sono state rimodulate le somme dovute nei vari gradi di giudizio ai fini della definizione dei procedimenti tributari.

Le novità sulla definizione agevolata delle liti pendenti.

L’articolo 6 del decreto collegato alla legge di Bilancio prevede la possibilità di definire le controversie tributarie, anche in cassazione a seguito di rinvio, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate e che hanno per oggetto avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni ed ogni altro atto di imposizione.

Il nuovo testo, dunque, al comma 1 bis prevede la possibilità di definire le liti pendenti iscritte nel primo grado con il pagamento del 90% del valore della lite.  La disciplina, inoltre, modifica gli importi da versare per la definizione della lite in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate; se si tratta di  soccombenza nella pronuncia di primo grado la controversia può essere definita mediante il pagamento del 40% del valore della lite mentre se si tratta di soccombenza nella pronuncia di secondo grado la percentuale scende al 15 %. Infine, per quanto riguarda le liti pendenti in Cassazione, alla data del 24 Ottobre 2018, dove l’Agenzia delle Entrate è stata parte soccombente in tutti i gradi di giudizio precedenti, la controversia può essere definita mediante il pagamento del 5% del valore della lite.

Conclusioni.

Le novità introdotte nella disciplina della definizione agevolata delle liti pendenti, in conclusione, hanno sostanzialmente  variato le percentuali di valore della lite da versare nei vari gradi di giudizio ai fini della definizione. Si è infatti passato dal 100% al 90% in caso di definizione delle liti iscritte in primo grado, dal 50% al 40% in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nella pronuncia di primo grado,  dal 20% al 15% nel caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado ed, infine, è stata introdotta la possibilità di definire le liti pendenti davanti la Corte di Cassazione con il pagamento del 5% del valore della lite

 

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