Conversione Decreto 119/2018: le modifiche alla Pace fiscale.

modifiche alla pace fiscale
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Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019  ha ottenuto  l’approvazione del Senato il 28 Novembre 2018, subendo, in sede di conversione in legge, una serie di  interventi che hanno portato all’introduzione anche di modifiche alla Pace Fiscale. Le modifiche hanno riguardato temi come l’aumento delle rate della Rottamazione Ter, la cancellazione del condono, l’introduzione della sanatoria degli errori formali e la riduzione degli importi dovuti per definire le liti pendenti.

Modifiche alla Pace Fiscale: come cambia la Rottamazione Ter

Tra le modifiche alla Pace Fiscale, portate dalla conversione in Legge del Decreto Fiscale 119 del 24 Ottobre 2018, ci sono anche le novità in materia di Rottamazione Ter che prevede l’estinzione dei ruoli affidati all’agente della Riscossione tra il 2000 ed il 2017, senza versare interessi di mora e sanzioni. Il Testo arrivato alle camere prevedeva la possibilità di dilazionare l’importo dovuto ai fini della rottamazione in 10 rate semestrali, quindi due rate ogni anno per 5 anni da versarsi il 31 Luglio ed il 30 Novembre di ogni anno. Le modifiche alla Pace Fiscale hanno invece previsto una maggior numero di rate, ovvero 18. Gli importi della Rottamazione Ter rateizzati dovranno dunque essere versati in 2 rate nel 2019 (pari al 10% del totale), ovvero 31 Luglio e 30 Novembre ed in 4 rate annuali per i successivi quattro anni da versarsi nelle date del 28 Febbraio, 31 Maggio, 30 Giugno e 30 Novembre di ogni anno.

Le modifiche alla Pace Fiscale hanno riguardato anche il rilascio DURC , che potrà essere rilasciato in seguito alla presentazione della domanda di Rottamazione Ter,  in deroga alle regole INPS che prevedono la possibilità di rilasciare il documento unico di regolarità contributiva solo al momento dell’adozione di un piano di rateizzo.  Le modifiche hanno previsto anche che qualora il contribuente pagasse una delle rate della Rottamazione Ter con un ritardo non superiore a 5 giorni e, in ogni caso, versando gli interessi dovuti, l’agevolazione non decadrà ed il contribuente potrà continuare a versare le somme della rottamazione.

La cancellazione del Condono  e la sanatoria degli errori formali.

Le modifiche del decreto operate dal Senato in fase di conversione in Legge, hanno sancito prima di tutto la cancellazione del Condono ovvero della dichiarazione integrativa speciale che permetteva di regolarizzare redditi non dichiarati mediante l’applicazione di una aliquota del 20%. E’ stata però introdotta la cosiddetta sanatoria degli errori formali che permetterà ai contribuenti di sanare le pendenze con il fisco derivanti da errori formali delle dichiarazioni presentate, pagando una somma a forfait di 200 € per anno.

Modifiche alla Pace Fiscale: sconti per chiudere le liti pendenti.

Le recenti modifiche alla Pace Fiscale hanno riguardato anche la definizione agevolata delle liti pendenti , prevedendo degli ulteriori sconti sulle somme dovute ai fini della definizione della lite tributaria. Il testo arrivato in parlamento prevedeva per il contribuente la possibilità di definire le liti pendenti in cui l’Agenzia delle Entrate è parte, mediante il versamento del valore della lite, quindi con l’esclusione di sanzioni ed interessi. Il testo prevedeva inoltre la possibilità di definire la controversia con il pagamento di  metà del valore della lite in caso di soccombenza in primo grado oppure il pagamento di un quinto del valore dopo la pronuncia di secondo grado.

Il nuove testo prevede invece di poter definire le liti tributarie con il pagamento del 90% del valore della lite a ricorso presentato e rateizzando in 5 anni gli importi dovuti. In caso di vittoria nel primo grado di giudizio le somme dovute sono pari al 40% del valore della lite, mentre in caso di vittoria in secondo grado, la percentuale scende al 15%.  La disposizione introduce anche una aliquota minima al 5% per il contribuente che abbia vinto nei giudizi in cui è parte l’Agenzia delle Entrate sia in primo che in secondo grado.

Conclusioni.

Le modifiche alla Pace Fiscale hanno dunque portato dei cambiamenti principalmente nei numeri del Decreto Fiscale 119/2018 piuttosto che nella struttura delle disposizioni. I cambiamenti operati con l’emendamento omnibus, infatti, hanno semplicemente ridotto le somme dovute dai contribuenti e reso più lunghi e flessibili i termini dei versamenti. Bisogna invece fare un discorso diverso per quanto riguarda l’eliminazione della dichiarazione integrativa speciale, da ricondurre molto probabilmente a motivi di ordine politico, considerato che la disposizione è stata molto discussa da tecnici e non.

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