Pace Fiscale: cos’è e come funziona la definizione delle liti tributarie

pace fiscale
Condividi

La Pace Fiscale è una  delle principali novità introdotte dallo schema di Decreto Legge del 13/10/2018. Ecco tutto quello che c’è da sapere e quando si potrà fare domanda.

La Pace Fiscale, insieme alla Rottamazione Ter e alla fatturazione elettronica, rappresenta una delle novità più importanti introdotte dal decreto fiscale collegato alla manovra economica 2019. La pace fiscale, tanto attesa dai contribuenti, permetterà di definire le controversie tributarie in cui l’Agenzia delle Entrate è parte, anche in caso di pronuncia della Commissione Tributaria, con la possibilità di pagamenti rateali e con un sensibile risparmio per il contribuente.

La Pace Fiscale: cos’è.

La Pace Fiscale è stata disciplinata dal secondo articolo dello schema di Decreto Legge recante disposizioni in materia di definizione agevolata delle controversie tributarie.  La Pace Fiscale riguarderà, dunque, la definizione delle liti attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, aventi ad oggetto atti impositivi  pendenti ed in ogni stato e grado di giudizio. La definizione ai fini della Pace Fiscale può avvenire solo a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo o eventualmente di chi vi è subentrato o comunque ne abbia legittimazione.  La definizione avviene mediante il pagamento da parte del contribuente di una somma pari al valore della controversia il quale è stabilito dall’art.12 c.2 del Dlgs n.546  del 31/12/1992.

La disciplina detta disposizioni anche per la definizioni delle liti tributarie in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate  al momento della presentazione della domanda, sia nella pronuncia di primo grado della Commissione Tributaria, sia che nella pronuncia di secondo grado.  In particolare è previsto il pagamento della metà del valore della lite in caso di soccombenza in primo grado oppure il pagamento di un quinto del valore dopo la pronuncia di secondo grado.

I termini di presentazione della domanda di Pace Fiscale

La disciplina della Pace Fiscale è stata limitata alle controversie per le quali il ricorso di primo grado è stato notificato all’altra parte entro la data di entrata in vigore del decreto e per le quali  alla data di presentazione della domanda non c’è stata ancora una pronuncia definitiva.  La domanda di definizione  dovrà essere presentata entro il 31 Maggio 2019 per ogni controversia, esente da marca da bollo e  dovrà essere eseguito nello stesso termine un distinto versamento per ciascuna domanda.  L’eventuale rigetto della domanda deve essere notificato  al contribuente entro il 31 Luglio 2020 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego rappresenta un atto impugnabile nel termine di 60 giorni davanti all’organo presso il quale pende la controversia.

Il pagamento degli importi della Pace Fiscale

La Pace Fiscale prevede la possibilità di rateizzare l’importo di definizione con un massimo di 20 rate trimestrali a partire dal 31 Maggio 2019, esclusivamente nei casi in cui l’importo dovuto non sia inferiore a 1.000 €. Le scadenze trimestrali previste sono: 31 Agosto, 30 Novembre, 28 Febbraio e 31 Maggio.  Sulle rate successive alla prima verranno calcolati gli interessi di dilazione ed il perfezionamento della domanda di Pace Fiscale  avviene con il pagamento di tutti gli importi dovuti, della prima rata o alla presentazione della domanda laddove non sia dovuta alcuna somma. Ovviamente dalle somme dovute andranno scomputate quella già versate nel rispetto della normativa in materia di riscossione in pendenza di giudizio.  La definizione non dà però luogo al rimborso di somme versate in pendenza di giudizio anche se eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.

Per quelle controversie che prevedono solo interessi di mora o sanzioni non connesse al tributo, esse possono essere definite attraverso il versamento del 15% del valore delle stesse in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate  nell’ultima o unica pronuncia, oppure  con il pagamento del 40% del valore negli altri casi.

Pace fiscale: come calcolare il risparmio

Per il calcolo del risparmio derivante dalla domanda di Pace Fiscale bisogna tenere presente che sia per le liti per le quali non c’è stata ancora alcuna pronuncia, sia per le liti, per le quali c’è stata una pronuncia di primo o secondo grado il valore di riferimento è rappresentato dal valore della lite. Per la determinazione di detto valore lo schema di decreto legge rinvia al Dlgs 546/1992 recante disposizioni sul procedimento tributario ed in modo particolare all’art. 12 comma 2 definisce  il valore della lite come l’importo del tributo al netto degli interessi  e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato. Pertanto, il risparmio per il contribuente, derivante dalla definizione della lite, sarà pari al valore delle sanzione e degli interessi nel caso non ci sia stata ancora alcuna pronuncia della Commissione Tributaria oppure  sarà pari all’importo delle sanzioni e degli interessi maggiorato della metà del valore del tributo o dei due terzi del valore del tributo rispettivamente se c’è stata una pronuncia di primo grado o di secondo grado.

La sospensione dei termini in seguito alla domanda di Pace Fiscale

Il contribuente che vuole fare domanda di Pace Fiscale deve tener presente che le liti tributarie definibili non vengono sospese, a meno che egli non faccia istanza al Giudice richiedendo di volersi avvalere delle disposizioni in materia di definizione delle controversie tributarie. In tal caso il processo viene sospeso fino al 10 Giugno 2019, termine entro cui dovrà essere presentata copia della domanda di definizione e dei relativi versamenti, così facendo il processo resterà sospeso fino al 31 Dicembre 2020. Sono sospesi invece per nove mesi i termini di impugnazione delle liti rientranti nella pace fiscale che scadono dalla data di entrata in vigore del ricorso fino al dal 31 Luglio 2019.

Pace Fiscale: differenze con la Rottamazione Ter e lo stralcio dei debiti tributari.

E’ bene precisare l’ importante differenza tra le varie disposizioni previste dal decreto fiscale 2019 e  le terminologie associate a tali disposizioni. Pertanto, distinguiamo la Pace fiscale, illustrata in questo articolo, dalla Rottamazione Ter che consiste nella possibilità di estinguere, senza corrispondere sanzioni ed interessi di mora, i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1 Gennaio 2000 al 31 Dicembre 2017. La Pace Fiscale va inoltre distinta anche dallo stralcio dei debiti tributari che prevede la cancellazione automatica dei debiti con il fisco  relativi al periodo 2000-2010 con importo residuo fino a 1000 euro.

Pace Fiscale: conclusioni

In conclusione la Pace Fiscale rappresenta un particolare strumento deflattivo del contenzioso che porterà al contribuente un risparmio simile a quello ottenuto per la rottamazione delle cartelle esattoriali, permettendo ai contribuenti di risparmiare in termini di sanzioni ed interessi e permettendo inoltre alla giurisdizione tributaria di ridurre sensibilmente il numero di procedimenti in corso.

La disciplina della Pace Fiscale, qui descritta, è aggiornata alla bozza di Decreto Fiscale varata del Consiglio dei Ministri del 20 Ottobre 2018  e potrà essere suscettibile ancora di alcune variazioni, in modo particolare per quanto riguarda i termini previsti dallo stesso decreto. Pertanto saranno riportati in questo articoli tutti gli aggiornamenti relativi alla Pace Fiscale.

 

 

 

 

 

 

 

Sottoscrivi la nostra newsletter per ricevere notizie e approfondimenti

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata