L’AdE comunica tramite PEC redditi omessi e non dichiarati

redditi omessi
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Comunicazioni per redditi omessi e non dichiarati

Con il provvedimento 37776/2019 pubblicato il 15 febbraio 2019, l’Agenzia ha stabilito le modalità con cui mette preventivamente a disposizione dei contribuenti e della Guardia di finanza, gli elementi e le informazioni dai quali, in base ai dati dell’Anagrafe tributaria, risultano redditi omessi o dichiarati soltanto in parte.

Elementi e informazioni a disposizione del contribuente

L’Agenzia delle Entrate, con il suddetto Provvedimento, mette a disposizione del contribuente, le informazioni riguardanti possibili anomalie relative a diverse tipologie di redditi omessi o dichiarati soltanto in parte. Il Provvedimento, ha lo scopo di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il Fisco e i contribuenti, al fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili. Ormai, si va sempre di più verso la versione di un “Fisco-amico” per disincentivare fenomeni evasivi ed elusivi, che caratterizzano il modus operandi della maggior parte dei contribuenti.

Le possibili anomalie sono relative alle seguenti tipologie di redditi:

  • redditi dei fabbricati di cui agli artt. 25 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), derivanti dalla locazione non finanziaria di fabbricati imponibili a tassazione ordinaria, ovvero per opzione, al regime di tassazione previsto dall’art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Cedolare secca sugli affitti), alternativo al regime
    ordinario;
  • redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 49 e seguenti del TUIR;
  • assegni periodici di cui agli artt. 50 e seguenti del TUIR;
  • redditi di partecipazione ex artt. 5 e 6 del TUIR, nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria, di cui all’art. 116 del TUIR;
  • redditi diversi, ex art. 67 del TUIR;
  • redditi di lavoro autonomo abituale e professionale, di cui all’art. 53, c. 1, del TUIR imponibili a tassazione ordinaria ovvero ai regimi di tassazione previsti dall’art. 27, commi 1 e 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 e dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  • redditi di lavoro autonomo abituale e non professionale, di cui all’art. 53, c. 2, del TUIR;
  • redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’Ires e proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza ex art. 44, c.1, lett. e) e lett. f) del TUIR e redditi di capitale corrisposti a soggetti residenti assoggettati alla ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 26, c. 5, decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600.

Modalità di comunicazione ai contribuenti

L’Agenzia delle entrate trasmette una comunicazione, contenente le informazioni riguardanti redditi omessi e dichiarati soltanto in parte agli indirizzi di posta elettronica certificata,  attivati dai contribuenti ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’art. 5, comma 1, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.
Nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco denominato Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’invio è effettuato per posta ordinaria.

Pertanto, i contribuenti si vedranno recapitare, via pec o in alternativa via posta ordinaria, una comunicazione in cui vengono comunicate eventuali redditi omessi o dichiarati soltanto in parte, gli estremi del modello presentato dal quale non risultano i redditi percepiti oggetto della comunicazione e l’importo omesso complessivamente.

Cosa fare dopo aver ricevuto la comunicazione?

Dopo aver ricevuto la comunicazione si possono chiedere chiarimenti all’Agenzia o fornire ulteriori elementi o segnalare fatti e circostanze sconosciuti al Fisco, tramite i Cam o gli uffici provinciali dell’Agenzia, seguendo le indicazioni della comunicazione stessa. È inoltre possibile trasmettere documentazione utilizzando il canale di assistenza Civis.
Gli eventuali  errori si possono sanare attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, utilizzando i dati presenti nell’avviso ricevuto presentando una dichiarazione integrativa e versando le imposte, gli interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni contestate. Ricordiamo che, il ravvedimento è possibile anche se l’irregolarità è stata già constatata o nel caso in cui siano in corso accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo delle quali gli interessati abbiano avuto formale conoscenza.

 

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