Addio 80 euro di Renzi: il Governo taglia il sussidio alle famiglie

80 euro di Renzi: il Governo vara la riforma
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80 euro di Renzi saranno solo un ricordo per le famiglie italiane: il Governo è pronto ad una manovra per dare maggiori aiuti economici alle famiglie italiane, dilaniate dalla crisi economica che non accentua ad arrestarsi

80 euro di Renzi: quali novità sono in arrivo?

L’Istat ha calcolato che sono circa 10 milioni i cittadini italiani che hanno beneficiato e che ancora oggi usufruiscono del cosiddetto bonus Renzi, ritrovandosi una maggiorazione dello stipendio di 80 euro direttamente in busta paga.

Tale misura, contestata negli anni per la somma ritenuta esigua, si è rilevata in realtà un ottimo sostegno per le famiglie italiane, costrette a fare a botte con i continui rincari delle imposte e beni primari.

Oggi però tale misura è ritornata al centro dell’attenzione mediatica, per via della volontà espressa dall’attuale Governo di imporre un cambio di programma

Il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha annunciato la possibilità di un probabile addio al bonus degli 80 euro di Renzi.

In realtà, le dichiarazioni del ministro sono state mal interpretare: più che una vera e propria eliminazione del bonus, l’idea che sta prendendo forma, è quella di riassorbire gli 80 euro di Renzi con la prossima riforma fiscale al fine di evitare un incremento dell’IVA.

Allo stesso tempo, poi, si provvederà ad attuare una nuova misura di sostegno alle famiglie, che potenzialmente porterebbe gli italiani a vedersi accreditare in busta paga, una somma anche maggiore rispetto agli 80 euro di Renzi

Gli 80 euro di Renzi: cosa sono e chi ne usufruisce

Gli 80 euro di Renzi sono un incremento netto che viene corrisposto direttamente in busta paga. La platea di coloro che beneficiano di tale agevolazione è piuttosto vasta e comprende tutti i lavoratori dipendenti e chi percepisce un reddito assimilato, come ad esempio:

  • i soci lavoratori delle cooperative;
  • i disoccupati;
  • chi in mobilità o in cassa integrazione;
  • chi effettua lavori socialmente utili;
  • chi lavora per un progetto a tempo determinato;
  • chi lavora all’interno delle forze dell’ordine;
  • i sacerdoti.

Affinché si possa beneficiare della misura degli 80 euro di Renzi è necessario però che vengano rispettati alcuni requisiti: a tali soggetti, infatti, è richiesto un reddito di entità non superiore ai 24.600 euro annui per l’ottenimento del bonus integrale e 26.600 euro per ottenerlo in maniera parziale.

Orbene, la programmazione del Governo è quella di garantire un compenso maggiore rispetto agli 80 euro di Renzi. Per questo, tutti questi cittadini, non subiranno alcuna limitazione del loro diritto con l’addio agli 80 euro di Renzi.

È d’uopo ribadirlo: non si sfocia in un concreto taglio del bonus bensì sarà riassorbito nell’ambito di una futura revisione del prelievo fiscale.

La posizione del Ministro dell’Economia: riassorbimento del bonus

Il Ministro Giovanni Tria, ha descritto il bonus Renzi come “un provvedimento tecnicamente sbagliato”, il quale, mediante la prossima riforma fiscale, andrebbe riassorbito.

Sul punto, per meglio chiarire il suo concetto, ha definito ha definito l’introduzione degli 80 euro di Renzi “una scelta sbagliata” in quanto rappresenta una spesa gravante sulle spalle dello Stato, anziché un prelievo.

Infatti, scendendo nei dettagli tecnici, per concedere a tutti i cittadini richiedenti il bonus Renzi, che in altre parole consiste in un credito Irpef rilasciato in busta paga, vengono utilizzati più di 9 miliardi di euro all’anno, rappresentando uno delle spese fiscali più corpose, pesando fortemente sul bilancio dello Stato.

In particolare, il ministro Tria vorrebbe sfruttare le risorse a disposizione per il bonus in questione, agendo per l’introduzione di nuovi sconti fiscali e nuovi sostegni alle famiglie in difficoltà) (vedi qui Salario minimo e bonus e agevolazioni per le famiglie 2019)

Di conseguenza, gli 80 euro non verranno eliminati, piuttosto trasformati in una riduzione fiscale, che consentirebbe ugualmente ai cittadini di trarne vantaggio.

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