Alcoltest, Cassazione: “Senza avvocato la sanzione è nulla”

Alcoltest: la sanzione è nulla se non è presente l'avvocato
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Prima di sottoporsi all’alcoltest, l’automobilista ha diritto di essere avvertito che può chiedere la convocazione di un difensore. Senza dare tale avvertimento, i risultati dell’esame non sono validi e la sanzione è nulla.

Un’importante sentenza della Cassazione, sull’Alcoltest, stravolge il sistema previgente: le forze dell’ordine hanno l’obbligo di comunicare all’automobilista che, prima di effettuare l’Alcoltest, ha diritto di chiedere l’intervento del suo legale.

Alcoltest: il caso

Le forze dell’ordine hanno l’obbligo di avvertire l’automobilista, prima che venga sottoposto all’alcoltest, della facoltà che gli è riconosciuta dalla Legge, di poter convocare il proprio difensore.

La mancata informativa da parte dei dipendenti del Ministero degli Interni, va a condonare anche le sanzioni penali a cui sarebbe esposto l’automobilista, qualora rifiutasse di eseguire l’esame dell’Alcoltest.

Gli Ermellini si sono pronunciati su una situazione da tempo al centro di grande diatribe. Una normativa che tutela gli utenti ma che trova pochissima se non nulla applicazione, tra le forze dell’ordine. I cittadini raramente vengono informati dei propri diritti e sono costretti a subire quelli che sono dei veri e propri abusi di potere.

La Cassazione, con sentenza del 22 marzo, ha accolto le motivazioni di un automobilista che era stato precedentemente condannato ad otto mesi e euro 1.800 di ammenda, perché si era rifiutato di sottoporsi all’Alcoltest, ma le forze dell’ordine non gli avevano comunicato la facoltà di convocare prima il proprio avvocato. La decisione della Suprema Corte ha ribaltato la decisione del giudice di appello, motivando la sua decisione sul presupposto che “il mancato avviso al ricorrente della facoltà di farsi assistere da un difensore nel momento in cui venne formalizzata la richiesta di effettuare il test alcoleminco”, rappresenta una grave inadempienza delle forze dell’ordine tale da conseguire l’annullamento della sanzione accordata.

Alla luce della sentenza pronunciata dalla Consulta, l’avviso da parte della forze dell’ordine di poter convocare il proprio legale, è un elemento imprescindibile: mancando tale comunicazione, il conducente che deciderà di rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest non potrà essere giudizialmente perseguito

Inquadramento generale della normativa sull’Alcoltest

L’Alcoltest è un test grazie al quale le forze dell’ordine sono in grado di conoscere il valore di alcol presente nel sangue, al fine di verificare se superi o meno i limiti normativamente previsti per poter mettersi al volante.

L’Alcoltest può svolgersi secondo due modalità:

  1. Mediante l’etilometro (che è la procedura maggiormente diffusa)
  2. Mediante prelievo ematico.

L’Alcoltest che viene effettuato con l’uso dell’etilometro, consente di misurare il valore dell’alcool nel sangue mediante l’area valvolare espirata. Può essere di tre tipi:

  1. Etilometro chimico, ossia il test con il palloncino
  2. Etilometro elettronico, ossia un boccaglio nel quale soffiare, collegato ad un macchinario e sul display dello stesso compare il valore di alcool presente nel sangue.
  3. Etilometro salivare, ovverosia un tampone salivare con il quale viene prelevata la saliva e poi strofinato su una striscia reattiva.

 

Quali sono i limiti dell’Alcoltest

Procediamo ad analizzare nel dettaglio quali sono le soglie di concentrazione alcolica che sono tollerate dal nostro ordinamento e quali sanzioni comportano il superamento dei predetti limiti.

Il limite massimo che è consentito dalla nostra Legge, per potersi mettere alla guida è pari a 0.50 g/l. Per i neopatentati, il limite è molto più stringente: per risultare negativi all’Alcoltest, il valore dovrà essere pari a 0,00 g/l.

Una volta superata la soglia legislativamente prevista, l’automobilista sarà chiamato a pagare una sanzione di valore parametrizzato al tasso di alcool presente nel sangue:

  • Se il valore è compreso tra 0,5 e 0,8 g/l, la sanzione prevista e da € 532 a euro 2.127 e la sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • Se il valore è compreso tra 0.8 e 1,5 g/l, la sanzione sarà compresa tra 800 € e 1.500€, l’arresto fino a sei mesi e sospensione della patente da sei mesi ad un anno;
  • Se il valore è superiore a 1,5 g/l, la sanzione sarà compresa tra i 1.500 € e i 6.000 €, arresto da sei mesi ad un anno, sospensione della patente da uno a due anni (o da due a quattro se il veicolo appartiene a persone estranea al reato) e sequestro preventivo del veicolo e sua confisca (salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato).

Queste sanzioni verranno raddoppiate nel caso in cui il soggetto conducente, con un tasso alcolemico superiore a quello consentito, abbia anche provocato un incidente stradale. In questo caso, le sanzioni accessorie prevedono il fermo del veicolo fino a centottanta giorni, salvo sempre che il veicolo non appartenga a persona estranea all’illecito.

Alcoltest: quando è previsto il ritiro della patente

Quando il conducente risulta positivo all’Alcoltest, è sempre prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, per un periodo che varia in base al tasso di alcool nel sangue.

In determinati casi, particolarmente gravi, è ipotizzabile anche il ritiro della patente.

Sono tre i casi previsti dalla normativa:

  1. Nel caso in cui il conducente di un autobus o di un veicolo destinato al trasporto merci (con massa complessiva a pieno carico superiore alle 3,5 t), si metta alla guida del suddetto veicolo con un tasso di alcool nel sangue pari o superiore a 1,5 g/l;
  2. Nel caso di recidiva biennale, ossia nel caso in cui il soggetto commessa più violazione nell’arco di due anni;
  3. Nel caso in cui il conducente con valore alcolico superiore a 1,5 g/l, abbia provocato un incidente

Quando è possibile rifiutare l’Alcoltest

L’utente può scegliere di non sottoporsi all’Alcoltest solamente nel caso in cui non è presente il suo legale. In tutti gli altri casi, il rifiuto di sottoporsi al controllo delle forze dell’ordine, comporta l’applicazione di una sanzione, salvo che il fatto non costituisca più grave reato. Nel dettaglio, il rifiuto di sottoporsi all’Alcoltest comporta l’ammenda da 1.500 € a 6.000 € e l’arresto da sei mesi ad un anno. È prevista, inoltre, anche la possibilità di applicare una sanzione accessoria, qual è la sospensione della patente di guida, per un periodo che va da sei mesi a due anni, e la confisca dell’auto, sempre salvo che il veicolo non appartenga a persona estranea alla violazione della norma del Codice della strada. Se il soggetto è già stato condannato nei due anni precedenti per lo stesso reato, è prevista un aggravio della sanzione che comporta la revoca della patente di guida

 

AGGIORNAMENTO: Con ordinanza n. 24689 dell’8 ottobre 2018, la Corte di Cassazione ha statuito che la nullità della sanzione per aver violato i limiti di alcol nel sangue, quando vi sia stato il mancato avviso al conducente del veicolo, prima dell’Alcoltest, della facoltà di farsi assistere dall’avvocato, può essere tempestivamente dedotta sino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado.

 

Gli Ermellini, infatti, ritengono che il mancato avvertimento al conducente ella facoltà di farsi assistere dal proprio difensore dà luogo ad una nullità a regime intermedio, la quale verrebbe poi sanata qualora non fosse dedotta prima del compimento dell’atto o, in caso di impossibilità, immediatamente dopo il compimento del medesimo atto, con memoria o richiesta.

E’ da escludere comunque che la nullità debba essere eccepita direttamente dal soggetto fermato, a pena di decadenza, nell’immediatezza dall’atto nullo o anche successivamente, dal momento che il soggetto non ha le conoscenze tecniche indispensabili per poter accertare se il compimento delle attività da parte delle forze dell’ordine sia o meno conforme alla norme in vigore, e per di più che egli debba attivarsi per eccepire ciò, entro certi termini, a pena di decadenza.

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