Animali domestici: di cosa sono responsabili i proprietari?

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Animali domestici: le responsabilità dei padroni devono assolvere a molteplici doveri e incombenze, imposti al fine di tutelare gli animali stessi, persone che possano subire danni a causa di essi oppure per il perseguimento dei doveri di comportamento civico.

Animali domestici: quali doveri per i padroni?

In capo ai proprietari di animali domestici, la legge riconosce l’obbligo di agire per l’identificazione mediante l’apposizione del microchip, che rappresenta l’unico sistema identificativo su territorio nazionale da applicare ad ogni tipologia di cane.

Adempiuto tale obbligo preliminare, sarà necessario procedere con la registrazione dell’animale presso l’anagrafe canina, in cui sono comprese tutte le informazioni relative ai cani identificati in modo da contrastare il fenomeno del randagismo e poter mettere a disposizione direttamente online informazioni d’aiuto per il rintracciamento in caso di smarrimento del cane.

Le due azioni dovranno essere effettuate tra i 30 giorni e i 2 mesi di vita del cane. Qualora l’identificazione e registrazione avvengano successivamente, i proprietari di tali animali domestici saranno puniti con una sanzione pecuniaria

Qualora si sia in presenza di rinvenimento di un cane, bisognerà consultare la medaglietta o il tatuaggio per comprendere chi sia il proprietario.

In caso negativo, sarà necessario denunciare ai vigili urbani o alle forze dell’ordine l’accaduto.

Tale denuncia acquisisce grande spessore in quanto colui che consegna ad una struttura pubblica il cane smarrito senza l’apposita denuncia, ne diventa proprietario con le conseguenti spese da sopportare per il mantenimento presso la struttura in questione.

La struttura potrà inoltre provvedere per l’affidamento provvisorio nel periodo di tempo in cui si intenderà comprendere se l’animale fosse stato smarrito o piuttosto abbandonato.

Analogamente accade per i gatti, differenziando unicamente nella mancanza dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe.

Ulteriori doveri in capo ai proprietari degli animali domestici sono relativi al comportamento.A tal proposito, la legge prevede delle disposizioni volte a limitare il rischio di possibili danni provocati da animali nei confronti di persone o cose.

Da qui ne consegue l’obbligo di utilizzo del guinzaglio nelle aree urbane e nei luoghi pubblici.

Si aggiunge inoltre, l’obbligo di utilizzo della museruola da utilizzare in modo tale da ridurre il rischio di eventuali danni a persone o animali.

La legge prevede poi che il cane sia affidato a persone che siano in grado di gestirlo e di provvedere a quest’ultimo in maniera corretta ed efficace.

Tra i più importanti adempimenti che i proprietari di animali domestici sono tenuti a fare, vi è l’obbligo di vaccinazione da eseguire nei primi 45 giorni di vita dell’animale.

In particolare, i cani dovranno presentare la vaccinazione contro il cimurro, la parvovirosi, l’epatite, parainfluenza e leptospirosi.

Per ciò che concerne invece i gatti, questi sono tenuti al vaccino contro la gastroenterite felina, la rinotracheite infettiva e la calcivirus. Va ad aggiungersi il vaccino per la leucemia felina e per la clamidosi qualora il gatto sia abituato a vagare anche al di fuori dell’abitazione.

Per entrambi gli animali, è obbligatorio agire per la verminazione.

Tale procedura in genere è da effettuare duranti i primi giorni di vita dell’animale e da somministrare nuovamente a distanza di 15 o 20 giorni.

In relazione a specifici cani, ossia quei cani inseriti nel registro conservato dai servizi veterinari conseguentemente ad atti di aggressione, la legge prevede particolari obblighi aggiuntivi. Primo tra questi, vi è l’obbligo di stipulazione di polizza di assicurazione di responsabilità civile in ipotesi di eventuali danni arrecati a terzi.

I cani qui in questione non possono avere come proprietari:

  • delinquenti;
  • soggetti per i quali sono state previste azioni di prevenzione personale o di sicurezza personale;
  • soggetti che presentano una condanna per delitto non colposo punibile con più di due anni in prigione o chiunque abbia una condanna per reati contrastanti la tutela degli animali;
  • i minorenni, gli interdetti e gli inabili per infermità mentale.

Infine, per i conducenti di un veicolo incorre l’obbligo di fermarsi e di intervenire in maniera immediata per il soccorso agli animali che in ipotesi di incidente abbiano presentato ferite o danni. Qualora tale obbligo non venga rispettato, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Sempre in materia di codice stradale, è importante anche essere a conoscenza delle regole relative al trasporto di animali domestici in un’autovettura.

È permesso esclusivamente il trasporto di animali domestici che siano custoditi in apposita gabbia o contenitore e che comunque siano predisposti in modo tale da non generare alcun tipo di impedimento o pericolo per la guida.

È possibile che però gli animali vengano tenuti liberi sui sedili posteriori. In tal caso bisognerà munirsi di una rete o strumenti simili in grado di separare il posto di guida con il luogo in cui si trova l’animale.

Animali e condomini: tra controversie e regole da rispettare

Essere proprietario di un animale domestico può divenire piuttosto complicato nel momento in cui si è tenuti alla gestione dell’animale all’interno di contesti condominiali in cui i vicini non sempre accettano volentieri la loro presenza.

Nonostante le possibili persone contrarie la convivenza tra animali e persone all’interno di un contesto condominiale è ammessa in ogni caso purché si sia sempre nel rispetto del buon senso e degli spazi comuni, giungendo così alla liberalizzazione degli animali domestici all’interno dei condomini.

Il legislatore dunque introduce un’importante novità consistente nel principio del vietato vietare, facendo riferimento agli annunci di locazione o di vendita che non concedevano ai nuovi inquilini di avere con sé animali domestici.

La legge 220/2012 del codice civile ha subito una modifica mediante l’aggiunta dell’articolo 16, la quale prevede che i regolamenti condominiali non abbiano il potere di vietare il possesso o la convivenza con animali domestici o di compagnia nella propria abitazione.

Nonostante l’ultima novità rappresentata dall’introduzione del principio vietato vietare, il possesso di animali domestici dovrà essere operato sempre nel rispetto dei propri vicini e dei loro spazi comuni e privati nell’ambito condominiale.

È importante infatti che i proprietari di animali domestici facciano attenzione agli spazi comuni senza provocare danni agli altri condomini.

Tale normativa non trova però applicazione nell’ipotesi in cui l’inquilino viva in un’abitazione in affitto. Qui, sarà tenuto al rispetto di quanto pattuito dal contratto di locazione con l’eventualità di divieto di coabitazione con animali domestici.

Nel contratto dunque sarà presente in tal caso una clausola di non intromissione di animali domestici la quale dovrà essere ben specificata e non potrà essere aggiunta successivamente alla stipula.

Responsabilità in caso di rissa tra cani

La Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, nell’ordinanza dell’11 Dicembre 2018-29 agosto 2019, numero 21772, ha definito che in ipotesi di danni e ferite provocate dall’animale domestico a causa di rissa tra cani, la responsabilità ricade sulla proprietaria che non ha provveduto all’utilizzo della museruola o del guinzaglio.

Si fa riferimento in particolare alla morte di un uomo, accompagnato dal suo cane di razza Siberian Husky al guinzaglio, il quale era stato coinvolto in una rissa con il cane di una donna in bicicletta. L’uomo, per proteggere il proprio cane dall’aggressione e nel tentativo di allontanare il cane della signora, è caduto urtando con violenza la testa.

La sentenza si conclude con l’accoglimento del ricorso presentato dagli eredi e coeredi dell’uomo, da parte della Cassazione.

Gli Ermellini, infatti, hanno ritenuto sussistente il nesso di casualità tra il comportamento del cane della donna, che era privo di museruola e guinzaglio, e la caduta dell’uomo, che battendo la testa ha subito una grave commozione celebrale che lo ha portato alla morte.

I giudici hanno ritenuto che sia l’uomo che l’huski abbiano agito in risposta al comportamento dell’altro cane, per poter difendersi dall’aggressione subita.

 

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