Assegno di incollocabilità 2019: sostegno per chi non trova lavoro

assegno di incollocabilità
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Assegno di incollocabilità consiste in una prestazione economica nei confronti di chi, a causa di mutilazioni o invalidità per infortunio o ancora, per malattia professionale, risultano impossibilitati nell’ottenimento di un posto occupazionale.

Chi sono i destinatari dell’assegno di incollocabilità?

I soggetti che hanno la possibilità di usufruire dell’assegno di incollocabilità sono coloro che risultano titolari di rendita diretta con le seguenti caratteristiche:

  • di età inferiore ai 65 anni;
  • il grado di inabilità non sia minore del 34% e che sia stato riconosciuto dall’INAIL secondo le tabelle allegate al Testo Unico (d.P.R. 1124/1965) per infortuni sul lavoro o malattie professionali cui denuncia è stata effettuata entro il 31 dicembre 2006;
  • il grado di menomazione dell’integrità psicofisica/danno biologico sia maggiore del 20% ai sensi delle tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000 relativo agli infortuni e malattie professionali denunciate a partire dal 1° gennaio 2007.

Come usufruire dell’assegno di incollocabilità?

Per poter beneficiare dell’assegno di incollocabilità, il lavoratore è tenuto alla presentazione della propria domanda presso la sede dell’INAIL di appartenenza.

La domanda in questione dovrà contenere:

  • dati anagrafici;
  • descrizione dell’invalidità;
  • fotocopia del documento di identità.

In ipotesi di invalidità extralavorativa, occorrerà allegare alla domanda la certificazione rilasciata dalla ASL competente.

Ai fini dell’ottenimento dell’assegno di incollocabilità, il lavoratore dovrà effettuare la presentazione della richiesta oppure inoltrare la domanda alla Sede competente, oppure recandosi agli sportelli della Sede competente, della posta ordinaria o della Posta Elettronica Certificata.

Il soggetto titolare della rendita ha la facoltà di farsi assistere da un patronato, oppure il riconoscimento dell’assegno di incollocabilità può essere effettuato anche dal medico INAIL, tenuto all’accertamento del danno permanente.

Per poter giovare del beneficio, prima della concessione di questo, l’INAIL dovrà verificare i requisiti sanitari e amministrativi necessari e successivamente procedere per l’acquisizione dal Centro per l’impegno competente della certificazione di incollocabilità.

Erogazione dell’assegno di incollocabilità

Conclusasi la verifica relativa alla sussistenza o meno dei requisiti in capo al richiedente, si potrà procedere all’erogazione della somma, la quale avrà luogo a partire dal mese seguente al momento in cui è stata generata la richiesta.

L’erogazione dell’assegno di incollocabilità avviene su base mensile insieme alla rendita tramite accredito su conto corrente bancario o postale, libretto di deposito nominativo bancario o postale, carta prepagata munita di codice IBAN, o attraverso gli Istituti di credito convenzionati con l’INPS.

Per importi al di sotto dei 1.000 euro, il lavoratore ha la facoltà di ritirare in contanti la somma dovutagli presso gli sportelli bancari o postali.

L’erogazione cessa al compimento di 65 anni.

Assegno di incollocabilità: la rivalutazione del 2019

Ogni anno, tramite decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si procede alla rivalutazione dell’importo dell’assegno di incollocabilità, prendendo in considerazione la volatilità dei prezzi al consumo.

Nell’anno 2017, l’importo fissato era pari al 256,39 euro.

La rivalutazione avvenuta il 1 luglio 2018 ha portato il valore dell’assegno a 259,21 euro mentre il 1 luglio 2019, con una nuova rivalutazione, l’assegno di incollocabilità è aumentato sino a 262,06 euro.

 

 

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