Diete: carcere per chi istiga le giovani all’anoressia

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Diete rappresentano oggi una moda più che un’esigenza. Bulimia, anoressia e tutti gli altri disturbi alimentari sono una delle pieghe del nostro secolo. Ma come educare tante giovani al rispetto del proprio corpo. Una proposta di legge vuole sensibilizzare e scuotere l’opinione pubblica su questo tema.

Diete: la proposta di Legge

Solo in Italia, più di tre milioni di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare, generando preoccupazione e sconforto in chi gli sta accanto.

La realtà contemporanea è invasa da maghi e stregoni che propongono diete miracolose, in grado in poco tempo di ottenere risultati strabilianti. La tv e i social sono piene di pseudo medici, di istruttori di palestre o peggio ancora di influencer che propongono prodotti, a loro dire naturali, in grado di far dimagrire in pochissimo tempo.

E se i canoni di bellezza che tv e social ci propongono, per molte ragazzine sono inarrivabili, alcune di loro, pur di apparire come le società le vuole, sono disposte a tutte, affidandosi a faziosi di dubbia preparazione e reputazione. Le conseguenze sono casi, sempre più numerosi di anoressia e bulimia, tentativi di portare all’estremo le reazioni del corpo e determinando, in alcuni casi, anche la morte di queste povere giovani

Da questo contesto, ne è derivata la proposta di legge, al vaglio della Commissione Sanità del Senato, volta a regolare la moda delle Diete.

La finalità di tale provvedimento è quello di introdurre, nel codice penale del nostro paese, il reato di istigazione al ricorso di abitudini alimentari che possano indurre ad anoressia o bulimia.

La proposta di Legge per la regolazione delle Diete, prevede la reclusione fino ad un anno, accompagnata da una sanzione amministrativa compresa tra i 10.000 e i 50.000 euro, per “chiunque incrementi l’intenzione altrui nel ricorrere a pratiche alimentarti che possano sfociare in anoressia o bulimia, agendo attraverso qualsiasi modalità possibile, come mezzi telematici e non.”

Sono introdotte, inoltre, circostanze aggravanti, nel caso in cui il reato sia stato commesso nei confronti di una persona che risulti incapace di intendere e volere, oppure che sia minorenne, o che in generale sia in una situazione di debolezza psichica. In questi casi, chi propone diete ai soggetti individuati dalla norma, la reclusione sarà innalzata fino i due anni mentre la sanzione sarà compresa tra € 20.000 e € 100.000.

Il ruolo delle istituzioni

 

Il disegno di legge, che vuole regolarizzare una pratica come quelle delle diete che ha invaso la quotidianità di tutte le persone, prevede un ruolo centrale delle Province autonome e delle Regioni, chiamate ad occuparsi di individuare le modalità di intervento, che ritengono più consone, al fine di migliorare la prevenzione di malattie sociali.

La polizia postale, dal canto suo, avrà il compito di monitorare tute le attività online come il controllo dei siti e della messaggistica, che possono costituire un pericolo di istigazione ai gravi disturbi alimentari.

L’essere magre come simbolo di bellezza

 

Oltre a porre l’attenzione sulle diete, un’altra questione, su cui si sofferma la proposta di legge, è il peso influente che la moda e in particolar modo, l’immagine femminile utilizzata per le campagne pubblicitarie, riesce a generare, provocando un’istigazione ad avere comportamenti anoressici per poter raggiungere i livelli di magrezza proposti.

Oltre alla sanzione relativa al reato di istigazione a diete che possono portare ad anoressia, le agenzie di moda e pubblicitarie saranno soggette anch’esse sottoposte a sanzioni nel caso in cui ricorrano a collaborazioni con modelle che non presentano il certificato medico o che tale certificato attesti che si sia in una condizione di grave sottopeso.

In questi casi, la norma prevede una multa, che può arrivare fino a 75.000 euro, oltre, nei casi più gravi, la reclusione fino ai sei mesi.

La proposta intende introdurre un livello di massa corporea pari a 18,5, al di sotto del quale modelli e modelle non potranno sfilare o effettuare campagne pubblicitarie.

Per meglio combattere questo tipo di disturbi alimentari, il ministero dell’istruzione intende impegnarsi al fine di garantire una più efficace cultura sulla corretta alimentazione, in abito locale, regionale e nazionale, al fine di sensibilizzare le giovani ad amare e a rispettare il proprio corpo.

È necessaria, inoltre, un’attenta attività di monitoraggio, affinché si possano rapidamente individuare chi soffre dei disturbi alimentari e chi sottopone a diete improbabili, al fine di poter salvaguardare la salute delle più giovani.

 

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