Finanziamento infruttifero soci: ecco cosa sapere.

finanziamento infruttifero soci
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Il finanziamento infruttifero soci è un tipo di finanziamento che prevede il prestito di una certa somma da restituire senza maggiorazioni, dunque senza la produzione di interessi.

Per quanto riguarda le S.r.l., sarà possibile ottenere un finanziamento infruttifero soci se lo statuto della società prevede tale eventualità e se il socio detenga la carica da almeno tre mesi e risulti iscritto al Registro delle Imprese. Inoltre, dovrà possedere una partecipazione del minimo 2% del capitale sociale rilevata nell’ultimo bilancio approvato.

Le forme di finanziamento infruttifero: prestito e versamento.

Per apportare i mezzi necessari in società, i soci possono usufruire di due tipologie di versamento: il prestito e il versamento.

Il prestito è un finanziamento erogato dalla banca per poter fronteggiare spese personali. Non è previsto, in questo caso, alcun tipo di vincolo di destinazione, ossia di dover utilizzare tale denaro per una specifica finalità o una specifica spesa, ma si è tenuti all’ osservanza di un vincolo di restituzione, cui dettagli vengono stabiliti al momento della stipula degli accordi precontrattuali.

In particolare, nel caso di prestiti soci, per i quali si intendono apporti di denaro o capitale da parte degli stessi alla società, che risulta trovarsi in una situazione di difficoltà economica, i soci possono effettuare tali prestiti in base alle loro quote di partecipazione al capitale sociale.

Il ricorso a tale tipo di prestito, piuttosto che il prestito concesso dalla banca, è giustificato dalla presenza di condizioni economiche maggiormente vantaggiose per la società, la quale sarà soggetta ad interessi, spese e commissioni di importo inferiore rispetto ad un finanziamento ottenuto dalla banca.

Se il socio non ottiene il rimborso del prestito in 5 anni, tale diritto non sarà più esercitabile in quanto cadrà in prescrizione.

Il secondo tipo di finanziamento è rappresentato dal versamento soci, consistente sempre in apporti di denaro da parte dei soci per far fronte a perdite di bilancio.

È possibile distinguere tre tipologie di versamenti soci:

  • versamenti in conto capitale;
  • versamenti a copertura perdite;
  • versamenti in conto futuro aumenti di capitale.

La decisone dei soci di finanziare la società, tramite prestito o versamento, deriva essenzialmente dalla condizione della società, la quale può risultare pesantemente indebitata rispetto al patrimonio netto, oppure quando la società è in disagio economico ragionevole.

Dunque per poter procedere all’ accettazione del conferimento da parte dei soci, la società deve necessariamente ritrovarsi in uno stato di crisi economica, considerando anche il settore economico in cui esercita la sua attività.

Rimborso e restituzione del finanziamento infruttifero soci.

Successivamente al momento in cui creditori siano stati soddisfatti, i soci possono agire per il rimborso delle somme conferite alla società, secondo quanto previsto dall’articolo 2467 del codice civile.

L’articolo disciplina quindi la postergazione del finanziamento, secondo la quale i soci otterranno il rimborso solamente dopo che i creditori risultino soddisfatti dalle loro pretese creditorie. Se tale rimborso avviene prima della dichiarazione di fallimento della società, le somme ottenute dovranno essere restituite.

Il finanziamento infruttifero soci viene restituito in caso di postergazione del rimborso e quando il prestito è stato erogato nell’ anno precedente alla dichiarazione di fallimento.

Nonostante ciò, il socio ha la facoltà di rinunciare alla restituzione affinché tale importo possa contribuire all’i ncremento del capitale sociale

Finanziamento infruttifero soci: quale forma utilizzare?

Per il finanziamento infruttifero soci è preferibile adottare la forma scritta, in garanzia di una maggiore tutela nei riguardi degli stessi soci.

L’articolo 1284 del codice civile prevede obbligatoriamente la forma scritta in caso di interessi maggiori alla misura legale.

La forma scritta è utilizzata anche per ridurre la circolazione del denaro contante e, ancora, mediante tale modalità, è possibile dimostrare la natura di carattere non fruttifera del finanziamento conferito.

 

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