Diritto di voto agli anziani: perché andrebbe eliminato?

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Diritto di voto agli anziani: il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha lanciato sul suo blog personale un dibattito che ha lasciato inevitabili strascichi.

Diritto di voto agli anziani: perché eliminarlo?

All’interno del suo blog, il leader carismatico dei 5 Stelle Beppe Grillo ha fornito il suo punto di vista su un argomento che mai era entrato prima nella dialettica politica: eliminazione del diritto di voto agli anziani.

“E se togliessimo il voto agli anziani?” questo è quanto proposto da Grillo, riallacciandosi ad una proposta precedentemente effettuata dal filosofo ed economista belga, Philippe Van Parijs.

Innanzitutto, il punto iniziale e focale della provocazione di eliminare il diritto di voto agli anziani, fa rifermento allo scemare dell’interesse da parte delle persone anziane in riferimento al futuro sociale, politico ed economico. Avendo già vissuto tante esperienza, secondo Grillo, una persona anziana presta poca attenzione alle vere esigenze delle future generazioni, con poca apertura mentale e chiusura verso le novità.

Al contrario solo i giovani, proprio perché direttamente coinvolti, sarebbero interessati alle sorti del Paese ed essendo loro i futuri abitanti, sono coloro che possono prendere le migliori decisioni per ciò che verrà.

Il diritto di voto agli anziani andrebbe eliminato, secondo quanto sostenuto dal garante del M5S, in quanto “è necessario che le decisioni future siano assunte da chi possiede un reale interesse di quanto accadrà nel futuro in quanto dovrà viverlo in prima persona a differenza di chi abbia raggiunto una determinata età.”

 Grillo prosegue enunciando la sua proposta di eliminare il diritto di voto agli anziani, affermando che gli elettori sono mossi dai propri obiettivi personali e una delle motivazioni alla base del numero limitato di giovani attivi nel sistema politico può risalire nel loro modo di sentirsi distaccati dallo stesso poiché gestito da soggetti “che non considerano della loro stessa natura”.

Inoltre, a difesa della sua tesi, Beppe Grillo afferma che tale misura non comporterebbe alcun tipo di discriminazione in quanto non si verrebbero a creare differenze di trattamento tra più gruppi poiché tutti, prima o poi, diventeremo anziani. Non si tratterà di ingiustizia dunque perché tale disposizione toccherebbe tutti in egual modo.

Nel suo discorso online, Grillo aggiunge alcuni parametri ISTAT in cui si evince che in Italia:

  • più di 13 milioni e mezzo di persone sono ultra 65enni e si ritrovano in età prossima alla pensione o già acquisita;
  • la classe più vasta comprende soggetti di età tra i 65 e i 69 anni;
  • 630 soggetti sono centenari;
  • nel 2015, successivamente ai 65 anni, una persona su cinque non coltiva interessi politici e tale percentuale aumenta ad 1 persona su 3 per i soggetti di età superiore ai 75 anni.

Le risposte alla proposta di Grillo

La proposta di Beppe Grillo ha creato, inevitabilmente, dei fortissimi scossoni all’interno del mondo politico. Il dibattito in materia di eliminare il diritto di voto agli anziani ha suscitato inevitabili tensioni e repliche dai toni particolarmente accessi.

L’opposizione ha reagito negativamente affermando che quanto enunciato da Grillo rappresenta solo una provocazione.

Il diritto al voto è sacro, sancito dalla Costituzione, è i nostri padri hanno donato la loro stessa vita per il suffragio universale e diretto. È questa la sintesi del pensiero espresso da tutte le altre forze politiche.

Il leader della Lega, Matteo Salvini entra a gamba tesa, con il linguaggio colorito che lo contraddistingue: “A me sembra da ricovero” mentre il presidente della Comunità Papà Giovanni, Giovanni Paolo Ramonda considera tale proposta una “grave violazione dei diritti fondamentali di un’ampia parte di popolazione italiana, nonché un tradimento della Costituzione”.

Al riguardo anche il premier Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Bruxelles, si espresso con grande imbarazzo, ironizzando sulla proposta di eliminare il voto agli anziani, “facciamo i sondaggi, vediamo l’orientamento di voto e poi decidiamo”.

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