Haters: i rischi per i leoni da tastiera del web

haters: cosa rischiano gli odiatori del web
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Haters sono uomini e donne di ogni tipo che, nascondendosi dietro allo schermo di uno smartphone o di un computer, diffondo critiche e insulti, rendendo tale situazione un’emergenza sociale di non poca rilevanza

 

Il web, ed in particolare i social network, considerato il luogo in cui è concesso scambiare liberamente le proprie idee ed opinioni, si sta trasformando in una piattaforma in cui dare libero sfogo all’odio e alle critiche più forti e pesanti da parte degli odiatori professionisti

 

 

Haters: chi è colpito e chi colpisce?

Gli haters sono caratterizzati da un atteggiamento di costante disprezzo, sfociante in provocazioni immotivate, che portano ad una serie di insulti e commenti ricchi d’odio online.

Tale sentimento è capace di creare quello che viene definito “echo chamber”, ossia l’effetto gregge da cui da un insulto iniziale, altri si agganciano e si uniscono ad esso contribuendo all’offesa.

 

Sono state individuate sei categorie di individui verso i quali si riferiscono in particolare modo gli attacchi degli haters:

  • le donne (63% di insulti negativi su Twitter);
  • gli omosessuali (10,8%);
  • i migranti (10%);
  • i diversamente abili (6,4%);
  • gli ebrei (2,2%).

 

Gli argomenti trattati, in cui si dilettano con la propagazione di odio, sono correlati alla morte, alla violenza fisica e al sesso.

 

In alcuni casi, le azioni degli haters possono avere una valenza anche dal punto di vista del marketing. Gli haters discutono, generano voci e fanno parlare, si creano dibattiti tra gli haters ed i sostenitori, generando e incrementando il successo e la visibilità generale.

 

Rischi legali per gli haters

Il codice penale prevede, a danno di coloro che si impegnano nella diffusione di odio online, una serie di incriminazioni.

 

Si incorre nel reato di diffamazione, aggravata dall’utilizzo del web, nel momento in cui vengano espresse critiche ed insulti tramite un linguaggio dispregiativo e provocatorio, in modo pubblico nei confronti della persona offesa.

In questo caso la pena prevista risulta uguale alla reclusione da sei mesi ai tre anni o una sanzione superiore ai 516 euro.

 

Altro reato, punibile con una multa che può raggiungere i 1.032 euro, è la minaccia di azione violenza e pericolosa.

 

Molti haters utilizzano account anonimi per nascondere la propria identità. In questa circostanza, si rientra nel campo di applicazione del reato di sostituzione di persona nel caso in cui questi account vengano usufruiti per atti illeciti o molestie nei riguardi altrui, con pena di reclusione fino ad un anno.

 

Puniti sono anche tutte quelle azioni rivolte all’incitamento alla discriminazione razziale, generando sentimenti di superiorità o di risentimento e odio derivanti da motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose.

 

La reazione tedesca agli haters

A partire dal 1 ottobre 2017, il parlamento tedesco ha applicato una legge al fine di limitare, o quantomeno, controllare il fenomeno degli haters.

Questa prevede multe che possono raggiungere anche i 50 milioni di euro per coloro che non rispetteranno le regole stabilite.

Tale provvedimento mira anche ad avere un tempo di reazione più veloce per la rimozione di post e commenti inappropriati.

 

Chiaramente, riuscire a responsabilizzare gli utenti sui social media non è semplice. Importante è dunque l’insegnamento nelle scuole del rispetto per gli altri e per la dignità di quelle persone che sempre più spesso vengono ferite online.

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