Infortunio sul lavoro: le tutele previste per i lavoratori

infortunio sul lavoro: le tutele previste per i lavoratori
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Infortunio sul lavoro: come comportarsi se un dipendente si fa male al lavoro. Viaggio nel mondo delle tutele e assistenze sanitarie

 

Infortunio sul lavoro: che cos’è

 

L’infortunio sul lavoro è un evento lesivo, scaturito in virtù di una causa violenta in occasione dello svolgimento dell’attività lavorativa.

L’infortunio sul lavoro deve essere tenuto ben distinto dalla “malattia professionale”, che invece “avviene per causa lenta”, cioè è determinata da una serie di eventi, connessi al prolungato svolgimento di una specifica attività, o della prolungata esposizione a determinate sostanze o permanenza in un certo ambiente.

 

Affinché l’infortunio si possa qualificare sul lavoro, quindi indennizzabile dall’Inail, la legge stabilisce che non è sufficiente che si realizzi sul posto di lavoro, ma deve in occasione del lavoro, cioè a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa. Infatti, un infortunio sul lavoro non è detto che debba avvenire presso la sede dell’azienda, l’importante è che si concretizzi durante l’attività svolta: ad esempio, viene risarcito l’incidente che avviene nel tragitto casa-lavoro, o in un luogo al di fuori dell’azienda in cui il dipendente si reca per svolgere le proprie mansioni.

 

La procedura da attuare

 

Nel caso in cui il lavoratore si ammali o rimanga vittima di un infortunio sul lavoro, l’assicurazione dell’Inail, obbligatoria per la generalità dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori, risarcisce il danno patito. Nel dettaglio, l’attività dell’Inail consiste nel corrispondere al lavoratore ammalato o infortunato, un’indennità economiche e ulteriori prestazioni.

Il lavoratore ha obbligo di notiziare immediatamente il datore dell’infortunio sul lavoro, anche se di non rilevante entità, indicando i necessari riferimenti del certificato medico, cioè il numero identificativo, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso.

Qualora il lavoratore non adempia celermente a tale obbligo, o addirittura non adempia proprio, rischia di incorrere in una sanzione che può arrivare a 7.745 euro.

 

Dal suo canto, il datore di lavoro è chiamato ad adempiere una procedura ben delineata: deve denunciare infortunio sul lavoro all’Inail se la prognosi assegnata al lavoratore infortunato è superiore a 3 giorni, a prescindere dalla quantificazione dell’indennizzo che spetta al lavoratore.

 

La procedura prevista è tutta telematica: il datore di lavoro o il suo consulente delegato, invia la denuncia d’infortunio all’Inail, tramite il servizio online “Comunicazione/ denuncia di infortunio”, entro:

2 giorni dalla data di ricezione del certificato medico;

24 ore dall’evento, in caso di morte o pericolo di morte del lavoratore.

 

Qualora l’infortunio sul lavoro non sia particolarmente grave ma di lieve entità tale da determinare un’assenza del lavoratore compresa tra uno e tre giorni, in capo al datore non sussiste alcun obbligo di inviare all’Inail la denuncia, ma si deve limitare ad inviare un’apposita comunicazione telematica.

Questa comunicazione ha una finalità meramente statistica ed informativa, d’infortunio, al fine di rendere noti alla comunità le condizioni dei lavoratori, gli obblighi di sicurezza e quali leggi applicare per migliorare e garantire maggior sicurezza ai lavoratori.

Se poi, successivamente, a chi ha subito l’infortunio sul lavoro viene prolungata la prognosi, facendogli superare le 3 giornate, il datore di lavoro si deve attivare per proporre denuncia di infortunio, integrando la comunicazione già inviata con le informazioni necessarie ai fini assicurativi.

 

Denuncia all’autorità di pubblica sicurezze

 

La legge obbliga, qualora il lavoratore sia rimasto vittima di un infortunio mortale o gli sia stata data una prognosi superiore a 30 giorni, di denunciare l’incidente all’autorità locale di pubblica sicurezza.

Il datore di lavoro si deve limitare a presentare la denuncia telematica all’Inail: sarà poi questa, nei casi prevista dalla norma, a darne notizia all’autorità pubblica.

 

Se il datore di lavoro non presenta la denuncia d’infortunio o la presenta con colpevole ritardo, incorre in una sanzione che è compresa tra i 1.290 euro e i 7.745 euro.

Se il datore di lavoro, non viene informato dal lavoratore dell’infortunio sul lavoro e. pertanto, non presenta nei tempi imposti dalla Legge la denuncia all’Inail, il lavoratore perde le indennità per i giorni antecedenti a quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell’infortunio.

 

Per omessa comunicazione all’Inail, relativamente agli infortuni di durata superiore a 3 giorni, la sanzione oscilla tra 1.116,82 euro e 5.025,71 euro.

Per omessa comunicazione all’Inail, relativamente agli infortuni di durata da 1 a 3 giorni, la sanzione oscilla tra 558,41 euro e 2.010,28 euro

 

L’assistenza ulteriore per il lavoratore

 

Il lavoratore rimasto vittima di un infortunio sul lavoro, che diventa inabile all’attività svolta temporaneamente o permanentemente, in modo parziale o totale, ha diritto a diverse prestazioni da parte dell’Inail, sia economiche che di altra tipologia.

Innanzitutto ha diritto al risarcimento subito e ad una pensione di invalidità, in base al pregiudizio patito e alle successive possibilità di trovare un’idonea collocazione lavorativa che gli consente di svolgere un’attività economicamente uguale o migliore a quella precedente.

Poi ha diritto anche al totale rimborso delle spese mediche (medicinali, operazioni, riabilitazione) e anche ad eventuali ausili o nei casi più gravi, alle protesi.

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