Mantenimento alla ex moglie: non è dovuto se è giovane che lavora

mantenimento alla ex moglie
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Mantenimento alla ex moglie è entrato ormai nella quotidianità delle famiglie italiane. I litigi tra i coniugi dopo che si è risolto l’idillio matrimoniale, sono sempre più frequenti e dai toni particolarmente aspri. L’ordinanza in oggetto della Cassazione, pertanto è destinata a far discutere.

Mantenimento alla ex moglie: la vicenda

Con l’ordinanza n. 13902/2019, la Cassazione effettua la dichiarazione di inammissibilità del ricorso effettuato da una donna la quale richiedeva il riconoscimento dell’assegno di mantenimento.

La vicenda del mantenimento alla ex moglie trae origine dalla precedente pronuncia della Corte d’Appello di Napoli, nell’agosto del 2017, la quale ebbe modo di pronunciarsi statuendo sulla separazione di due coniugi, ma senza che fosse prevista senza la corresponsione di un assegno di mantenimento nei confronti dell’ex moglie.

Le motivazioni proposte, giustificative del mancato mantenimento alla ex moglie, sono innanzitutto l’autosufficienza economica di cui disponeva la donna in giovane età, la breve durata del matrimonio e la mancanza di prove idonee a dimostrare che il tenore di vita dei coniugi fosse sostanzialmente differente prima della separazione.

Di conseguenza, la donna si rivolge ai giudici della Cassazione, lamentando:
• la valutazione del materiale probatorio offerto non era stata effettuata dalla Corte d’Appello;
• la violazione dell’art. 156 del codice civile, poiché la Corte non aveva preso in considerazione l’effettiva capacità della donna di generare reddito, così come la durata non breve della coabitazione ed infine, l’elevato divario tra i redditi dei due coniugi;
• l’omissione di fatti decisivi, in quanto il giudice non aveva agito per l’esame delle contestazioni del ricorrente in giudizio.

Decisione della Cassazione

Il ricorso sollevato dalla donna, al fine di ottenere il riconoscimento al mantenimento alla ex moglie (–> vedi anche mantenimento al figlio maggiorenne) è dichiarato inammissibile dall’ordinanza n. 13902/2019 della Cassazione poiché volto a riproporre un nuovo giudizio di fatto, non permesso in sede di legittimità.

La sentenza della Corte d’Appello è dunque considerata dalla Cassazione come puntuale, corretta e perfettamente idonea, avendo considerato gli aspetti fondamentali della vicenda, tali da permettere l’individuazione del procedimento logico-giuridico che rappresenta il fondamento della vicenda in questione e avendo applicato i principi giuridici elaborati in materia.

Respingendo il ricorso, i giudici hanno quindi confermato quanto precedentemente stabilito dalla Corte d’Appello.

Dalla decisione assunta, dunque è possibile rivelare il più recente orientamento giurisprudenziale concernente il riconoscimento dell’assegno di mantenimento alla ex moglie.(–> vedi anche annullamento del matrimonio)
Ne consegue che principale importanza viene conferita all’indipendenza economica presente o meno del coniuge, e non più al tenore di vita risultante precedentemente alla separazione.

Sarà quindi il reddito posseduto il fattore determinante per l’attribuzione dell’assegno di mantenimento e la capacità di produzione di questo in relazione alla propria formazione, all’età e alle esperienze lavorative collezionate.

È possibile notare come tale disciplina presenta forti analogie con quanto predisposto per i figli maggiorenni, in quanto anche in questo caso la corresponsione dell’assegno di mantenimento dipende dal grado di autosufficienza economica.

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