Pignoramento del conto corrente: cosa si rischia?

pignoramento del conto corrente
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Pignoramento del conto corrente è un rischio in cui incorre chi non adempie i propri debiti

Vediamo quali sono le conseguenze e come è possibile tutelarsi da azione illegittime

 

Pignoramento conto corrente: la procedura

Il primo passaggio che il creditore è chiamato a compiere, prima di poter azionare la procedura per il pignoramento del conto corrente (vedi qui pignoramento – la principale procedura esecutiva)è munirsi di un titolo esecutivo valido. Per titolo esecutivo si intende un atto giudiziario ufficiale, vidimato da un giudice (una sentenza, un decreto ingiuntivo non opposto ma anche un assegno una cambiale scaduti) che certifichi che il credito per cui si agisce è certo, liquido ed esigibile. Solamente quando il creditore abbia il materiale possesso di un titolo esecutivo valido ed efficace, che può agire per il pignoramento del conto corrente del proprio debitore.

 

Qualora il creditore sia privo di un valido titolo per agire, deve presentare istanza in Tribunale per poter ottenere il riconoscimento del credito e il conseguente decreto ingiuntivo.

La procedura da attuare richiede però tempi molto lunghi. Già per il rilascio del decreto ingiuntivo ci vogliono in media 18 mesi, tranne nel caso in cui vi sia una prova scritta del credito, dove sono necessari dai 2 a 6 mesi per ottenere il titolo esecutivo.

Dopo questo primo passaggio, il titolo deve essere notificato al debitore, il quale ha 40 giorni per adempiere o proporre opposizione. Nel caso in cui proponga opposizione, si apre un nuovo giudizio, che ha anch’esso una durata particolarmente estesa.

Infine, se non è fatta opposizione o una volta chiuso il procedimento scaturito dall’opposizione stessa, è necessario il rilascio della “spedizione in formula esecutiva. E in questa fase sono necessari almeno ulteriori 4 mesi

Invece, se non c’è una prova scritta, il creditore deve notificare l’atto di citazione e avviare un processo. Qui i tempi possono arrivare anche a tre o quattro anni. (vedi anche i tempi per il pignoramento immobiliare)

Terminata questa prima fase, prima di poter procedere con il pignoramento del conto corrente, il creditore deve procedere alla notifica del precetto, con il quale vengono concessi ulteriori 10 giorni al debitore per poter adempiere. La particolarità di tale fase è rilevata dal fatto che il precetto va notificato a mezzo dell’ufficiale giudiziario, per tale motivo, i tempi della notifica potrebbero estendersi. Dalla notifica del precetto al debitore, iniziano a decorrere i 10 giorni concessi per consentirgli l’adempimento

Pertanto, solo allo scadere di questo ultimo termine, il creditore potrà procedere alla notifica del pignoramento del conto corrente.

I tempi del pignoramento del conto corrente

L’atto di pignoramento, redatto e firmato dall’avvocato di fiducia, deve essere consegnato agli ufficiali giudiziali.

Sarà poi compito di questi procedere alla notifica del pignoramento del conto corrente presso la banca o la posta.

I termini per compiere tali formalità, variano caso per caso, ma è da tener sempre presente che ogni prolungamento dei termini per espletare tali formalità costituisce un vantaggio per il debitore che potrà nel frattempo svuotare i propri conti.

Dal momento in cui l’atto di pignoramento viene notificato, il creditore ottiene il blocco del conto corrente del debitore. Con il pignoramento del conto corrente si verifica quanto segue:

  • se sul conto è presente una cifra uguale o inferiore al debito, l’intero rapporto è “congelato”;
  • se sul conto è presente una cifra superiore a quella del pignoramento, il debitore avrà la disponibilità solamente di tale parte eccedente

La legge tutela però chi utilizza il proprio conto, di cui viene chiesto il pignoramento, solamente per ricevere redditi di lavoro dipendente o pensione. In queste eventualità, può agire per il pignoramento del conto corrente nei limiti imposti dalla legge.

  • per le somme che si trovano già depositate all’atto della notifica del pignoramento, il “blocco” può riguardare solo la parte del deposito che eccede il triplo dell’assegno sociale (che per quest’anno è 457,99)

 

  • per le somme che, invece, vengono accreditate successivamente alla data di notifica del pignoramento (sempre ovviamente a titolo di stipendio o pensioni) il pignoramento può avvenire nella misura di un quinto.

 

Vi è però un unico caso in cui la procedura descritta non trova applicazione; quando la richiesta di pignoramento del conto corrente proviene dall’Agenzia delle Entrate –  Riscossione. (vedi qui: Pignoramento prima casa da parte dell’Agenzia delle Entrate)

L’iter prevede che non il passaggio per il Tribunale sia solo una fase eventuale e successiva: una volta decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto, le somme pignorate vengono stornate sul conto dell’esattore.

 

L’assegnazione delle somme

 

Conclusa questa fase, ha inizio l’ultimo passaggio per completare la procedura, ossia l’accredito delle somme, destinandole al soggetto richiedente.

Il giudice, in un’udienza ad hoc, dispone che le somme accantonate vengano versate al creditore procedente, nei limiti del debito, aggravato degli interessi moratori.

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