Pignoramento della pensione: come difendersi dagli abusi?

pignoramento della pensione
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Pignoramento della pensione rappresenta uno degli strumenti a disposizione dei creditori per poter recuperare le somme che gli spettano. Purtroppo numerosi sono gli abusi a danno dei cittadini che non hanno dimestichezza con le norme.

Pignoramento della pensione: qual è l’importo pignorabile?

Il pignoramento della pensione deve avvenire nel rispetto di rigidi parametri, che sono disposti con legge ordinaria.

In via preliminare, va rammentato che la pensione non è pignorabile per intero, né da un creditore né tantomeno da una molteplicità di creditori: il pignoramento della pensione deve avvenire consentendo al soggetto che la percepisce di conservare idonee risorse per avere una sopravvivenza dignitosa.

Il pignoramento della pensione, così come il pignoramento del contro corrente, rientra nell’alveo del pignoramento presso terzi. A differenza del pignoramento della prima casa, in questo caso il creditore attiva la procedura di espropriazione forzata che ha ad oggetto beni che entreranno in futuro nel patrimonio del debitore come stipendi o pensione.

Il pignoramento presso terzi è disciplinato dall’art. 543 c.p.c., il quale indica due ipotesi di pignoramento presso terzi:

  1. quella in cui il terzo sia in possesso di beni del debitore, ovvero;
  2. o quella in cui quest’ultimo vanti crediti nei confronti del terzo.

La quota pignorabile è stabilita dall’articolo 545. Comma 1 del codice di procedura civile, il quale stabilisce che “le somme dovute a titolo di pensione non possono essere pignorate per un importo pari alla misura massima dell’assegno sociale aumentata della metà”.

Dunque, il calcolo va effettuato partendo dall’ammontare dell’assegno sociale erogato dall’INPS, che per l’anno 2019 è pari a 458 euro, e va poi aumentato della metà. Di conseguenza, il minimo di sopravvivenza impignorabile ammonta a 687 euro.

La parte di pensione che eccede tale ammontare è pignorabile in base alla natura del creditore e dal tipo di credito. La regola generale prevede che non è possibile pignorare più di 1/5 della pensione della differenza tra la pensione percepita e il minimo vitale

Qualora il creditore procedente, che attivala procedura di pignoramento della pensione fosse Agenzia delle entrate riscossione (vedi qui –> pignoramento della casa da parte dell’Agenzia), può pignorare:

  • 1/5 della pensione solo se il trattamento previdenziale supera i 5.000 euro mensili;
  • 1/7 della pensione se il trattamento previdenziale è compreso tra i 2.500 ed i 5.000 euro mensili;
  • 1/10 della pensione se il trattamento previdenziale è fino a 2.500 euro mensili.

Non tutti i crediti possono essere però oggetto di pignoramento, ma la legge pone alcuni limiti determinanti. Sono impignorabili, infatti:

  • i crediti alimentari, tranne che per le cause di alimenti;
  • i crediti aventi come oggetto sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri o dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.

Pignoramento della pensione: la procedura

Il pignoramento della pensione inizia con l’atto di ingiunzione, con il quale si proibisce di compiere atti dispositivi sui beni e sui crediti che sono sottoposti a pignoramento. L’ingiunzione deve contenere:

  • l’indicazione, almeno generica, delle cose e delle somme dovute;
  • l’intimazione al terzo di non disporne se non per ordine del giudice;
  • la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente;
  • l’indicazione dell’indirizzo Pec del creditore procedente;
  • la citazione del debitore a comparire dinanzi al giudice competente, indicando un’udienza nel rispetto del termine dilatorio di pignoramento di cui all’articolo 501 c.p.c.;
  • l’invito al terzo a rendere entro 10 giorni al creditore procedente la dichiarazione prevista dall’articolo 547 c.p.c., con l’avvertimento che in caso contrario, la stessa dovrà essere resa comparendo in un’apposita udienza e che se il terzo non compare o, sebbene comparso, non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore si considereranno non contestati nell’ammontare o nei termini indicati dal creditore.

Il pignoramento della pensione può avvenire con due modalità:

  1. aggredendo la pensione del debitore direttamente presso l’ente erogatore, dunque direttamente presso l’Inps o un altro ente previdenziale, prima che l’importo venga corrisposto al pensionato;
  2. aggredendo la pensione del debitore dopo che la stessa è stata accreditata sul conto corrente bancario o postale del pensionato.

In quest’ultimo caso, il terzo pignorato non è l’Inps, ma la banca o le poste.

Il concorso di crediti per cause diverse

Il pignoramento della pensione porta con sé, come nel caso del pignoramento immobiliare, la necessità di dirimere la questione circa il concorso di più creditori che agiscono per cause diverse.

Sul punto, si rammenta un recente intervento del Tribunale di Siracusa, il quale si è pronunciato in questi termini: “nel caso di concorso di crediti per cause diverse … può procedersi all’assegnazione della quota ancora disponibile sino alla concorrenza dell’importo massimo pignorabile e cioè la metà di quanto eccede il minimo garantito“.

Tale limite, che viene individuato dei giudici, dovrà essere comunque parametrato al netto delle ritenute di legge.

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