Pignoramento: la principale procedura esecutiva

pignoramento: la principale procedura esecutiva
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Il pignoramento è il primo atto esecutivo con il quale si dà inizio all’esecuzione forzata. Vediamo nel dettaglio le modalità con cui viene adoperato e i tempi da rispettare.

Pignoramento: come funziona

Il pignoramento, come detto, è l’atto iniziale della procedura di espropriazione forzata: “Consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario, fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i bene che si assoggettano all’espropriazione e ai frutti di essi” (art. 492 c.p.c.)

Dunque, la vendita di un bene pignorato o qualsiasi altra attività giuridica sugli stessi, sono inefficaci nei confronti del creditore procedente e degli altri creditori intervenuti nella procedura.

Se l’oggetto dell’espropriazione sono cose soggette a pegno o ipoteca, allora non è applicabile la procedura in oggetto.

Nella sostanza, il pignoramento si manifesta come vincolo giuridico che va ad incidere non sull’utilizzo del bene ma sul suo valore di scambio.  Il debitore conserva la possibilità di disporre del bene ma è tenuto ad avere comportamenti che non possano determinare la distruzione, la sottrazione o il deterioramento del bene stesso.

Il codice disciplina tre forma di pignoramento:

  • immobiliare, avente ad oggetto beni immobili;
  • mobiliare, avente ad oggetto beni mobili;
  • presso terzi, avente ad oggetto crediti o beni del debitore che sono nella disponibilità del terzo.

Modalità di attuazione

Il pignoramento deve contenere, innanzitutto, l’invito per il debitore, di effettuare presso la cancelleria del Giudice dell’esecuzione, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio, in uno dei comuni del circondario ove ha sede il giudice competente per l’esecuzione.

Altresì, deve contenere l’avvertimento per il debitore, che può richiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati, una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che delle spese di esecuzione, sempre che, a pena di inammissibilità, sia stata da lui depositata in cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione del bene, la relativa istanza unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti, indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti o versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale.

La procedura da seguire

Per iniziare la procedura, a monte, il creditore deve avere un titolo esecutivo, come ad esempio lo è una sentenza.  Lo stesso creditore è tenuto a notificare il titolo esecutivo e il precetto al debitore. Entro 90 giorni da tale notifica, può essere disposto il pignoramento. Il pignoramento è un atto dell’ufficiale giudiziario e nell’atto che viene presentato al debitore deve indicare esattamente il credito per cui si agisce e i beni che saranno sottoposti a pignoramento.

Qualora i beni che vengono individuati non siano sufficienti a soddisfare il credito o la liquidazione di questi beni sarà lunga e dispendiosa, l’ufficiale giudiziario inviterà il debitore ad indicare altri beni che potrebbero essere oggetto di pignoramento, i luoghi dove questi diversi beni si trovino e le generalità di eventuali terzi che dispongano di beni del debitore o siano a loro volta debitore del soggetto che subisce il pignoramento.

Nel caso in cui il soggetto che viene pignorato sia un imprenditore commerciale, la norma prevede in aggiunta l’obbligo, di mettere a disposizione di un professionista, le scritture contabili, per poter individuare ulteriori beni o crediti da pignorare.

A fronte dello sviluppo dei mezzi tecnologici, il codice di procedura civile prevede oggi anche la possibilità di ricercare i beni da sottoporre a pignoramento con modalità telematiche. Per avviare questa procedura è necessario che l’istanza venga proposta dal debitore e autorizzata dal presidente del Tribunale.

Con il provvedimento autorizzativo, l’ufficiale giudiziario ha accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni e quelle degli enti previdenziali per acquisire le informazioni necessarie per individuare beni e crediti potenzialmente pignorabili.

Oltre alla possibilità, già citata, di convertire e ridurre il pignoramento, è prevista anche la possibilità di pagare nelle mani dell’ufficiale giudiziario per evitare il pignoramento. Il debitore deve versare una somma pari al debito più le spese, incaricando l’ufficiale di consegnarla al creditore.

Se il pignoramento ha ad oggetto cose, il debitore può consegnare all’ufficiale giudiziario una somma di denaro che sia pari all’importo del credito e delle spese, aumentato di due decimi.

Infine, il pignoramento perde efficacia quando non ci sono richieste per l’assegnazione o la vendita entro 45 giorni dal suo compimento.

 

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