Riattivati i Tutor: multe salate in arrivo per gli automobilisti

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Riattivati i Tutor su tutta la rete autostradale: la Cassazione ha accolto le richieste proposte da Autostrade. Ma la società titolare del brevetto dei Tutor annuncia battaglia.

Riattivati i tutor: cosa succede ora?

La Cassazione ha dato ragione alle rimostranze prodotte da Autostrade contro la società Craft, titolare del brevetto dei tutor, consentendo, di fatto, che siano riattivati i tutor sulle strade italiane.

Aspi – Autostrade per l’Italia, ha infatti comunicato che sarebbero stati riattivati i Tutor a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, che ha ritenuto infondata la sentenza della Corte di Appello di Roma che si era espressa in questi termini “il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, viola le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e deve essere rimosso.”

Aspi rammenta come “La sentenza di appello fa seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale“.

Aspi, pertanto, in attesta che fossero riattivati i Tutor, ha provveduto allo sviluppo di un sistema alternativo, che però non ha garantito gli stessi risultati. Per questo, non appena è stata resa nota la sentenza della Suprema Corte, si sono adoperati per un repentino ripristino dei sistemi di rilevamento della velocità.

Riattivati i Tutor, Aspi ha l’opportunità di garantire il controllo della sicurezza stradale ma questo significa che torneranno fioccare le multe, piuttosto salate, per gli automobilisti indisciplinati (–> vedi qui come fare ricorso), che in questi mesi di vuoto normativo hanno spesso e deliberatamente approfittato per superare i limiti di velocità. Il ritorno alla vecchia situazione potrebbe, difatti, cogliere di sorpresa molti automobilisti, ancora distratti dalle vacanze e pochi attenti alle novità in arrivo.

In più, vengono riattivati i Tutor proprio nei giorni del controesodo e per molti italiani ci saranno inaspettate sorprese a settembre.

Tutor: i dati sulla sicurezza stradale

Riattivati i Tutor, gli automobilisti si interrogano sulla sua effettività utilità: se sia un mezzo per ridurre gli incidenti ed aumentare la sicurezza sulle strade o al contrario un becero sistema per estorcere denaro.

I dati resi pubblici da Aspi protendono per la prima soluzione: sulle tratte in cui sono operativi i sistemi di rilevamento SICVe, gli incidenti mortali sono stati ridotti di oltre il 50%.

L’applicazione, inoltre, di numerosi piccoli e grandi accorgimenti, ha contribuito a ridurre di oltre un quarto l’incidentalità mortale su tutta la rete autostradale.(–> vedi qui: in arrivo maggiori tutele per gli automobilisti)

Sembra infatti che gli automobilisti si disciplinino solo sotto la costante minaccia di sanzioni e che non siano in grado da sé di autoregolarsi: si rispettano le norme solo se vi è la certezza di una sanzione.

Autostrade per l’Italia, nella sua nota, evidenzia proprio questo suo ruolo centrale, di garante della sicurezza stradale e  specificando che la sua rete è l’unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso.

L’Aspi evidenzia come “La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale”.

Anche il Codacons si è espresso sulla pronuncia della Cassazione, evidenziando la sua approvazione “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”.

Craft diffida Autostrade: “Non li riaccendete, il brevetto è nostro”

Dal canto suo, la società Craft, titolare del brevetto dei tutor, ha diffuso una nota:

“Gentili signori, vi ricordiamo che la Cassazione ha cassato con rinvio e dunque la controversia è ben lontana dall’essere chiusa. Infatti nei termini di legge il processo sarà riassunto di fronte alla Corte d’Appello di Roma che potrà ritenere sussistente la contraffazione. Poiché continuiamo a pensare, anche dopo la sentenza del 14 agosto 2019, che i vostri sistemi costituiscano contraffazione del nostro brevetto, vi diffidiamo dal riattivare i Tutor e, comunque, dal compiere atti lesivi dei nostri diritti, riservandoci, comunque ed in ogni caso, ogni più ampia tutela, anche per il passato”

Una diatriba che è solo all’inizio, destinata a produrre ulteriori strascichi. In questa lotta intestina tra chi debba prevalere, in mezzo ci sono gli automobilisti, che senza una normativa chiara, saranno chiamati a pagare sanzioni salate.

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