Salario minimo: cos’è e come funziona la nuova Legge?

salario minimo : cos'è e come funziona
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Salario minimo è una delle proposte più discusse del Movimento Cinque Stelle, rivolta a quei lavoratori che si ritrovano al di sotto della soglia di povertà.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la proposta di Legge

 

Le proposte di legge a favore del salario minimo

Secondo l’Istat, in Italia circa il 12,2% degli occupati sono a rischio povertà.

Nel 2017, in ben 22 su 28 paesi dell’Unione Europea esistono leggi regolamentanti la retribuzione dei lavoratori, con la previsione di un salario minimo.

L’obiettivo della proposta di Legge sul salario minimo è garantire a chi ha un’occupazione, un reddito sufficiente a poter sopravvivere dignitosamente.

Il senatore M5S Nunzia Catalfo, ha così spiegato l’obiettivo della proposta di Legge “ottenere un salario proporzionato e sufficiente alla quantità e qualità del lavoro prestato”.

 

Quella del salario minimo è una proposta trasversale: al vaglio delle Camere ci sono due proposte di Legge.

Questi due disegni di legge, numero 310 presentato dal Partito Democratico e 658 dal M5S, si pongono come obiettivo quello di inserire un salario proporzionale e consono alla qualità e quantità del lavoro svolto, al fine di assicurare una vita più dignitosa e soddisfacente per tutte le categorie di lavoratori.

La proposta del Pd prevede il salario minimo orario pari a 9 euro netti mentre il M5S considera il salario minimo sempre di 9 euro ma lordi, considerando solo i lavoratori subordinati e collaboratori.

 

In più, nella proposta di Legge 310 del PD, viene anche proposta l’applicazione di pesanti sanzioni economiche, comprese tra i 5.000 euro ai 15.000 euro, per i datori di lavoro che non si impegnano al rispetto del minimo legale.

 

I meccanismi di rivalutazione automatica sono previsti da ambe le proposte, tramite i quali l’ammontare del salario minimo andrà ad aumentare anno per anno in base all’indice di variazione dei prezzi al consumo tra i vari paesi dell’Unione Europea.

Soggetti benefattori del salario minimo

La legge del salario minimo è stata ideata per contrastare il fenomeno del working poors, ovvero di coloro che percepiscono una retribuzione tale da considerarsi al di sotto della soglia di povertà.

L’INPS ha constatato infatti che il 22% dei dipendenti privati percepisce una retribuzione inferiore ai 9 euro all’ora, corrispondente proprio al salario minimo che il M5S intende introdurre.

Particolarmente, risultano danneggiate specifiche categorie di lavoratori, che potranno beneficiare del salario minimo, tra queste:

  • le donne, cui 23% si trova al di sotto della soglia di povertà;
  • i lavoratori del Sud Italia;
  • gli apprendisti, cui 32,6% è sotto la media del minimo legale;
  • gli impiegati nel settore artigianale;
  • i lavoratori esercenti attività nel settore alberghiero, della ristorazione, del travel, del noleggio, dell’arte e dello sport.

 

Stefano Sacchi, presidente dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, ha dichiarato che dai dati raccolti è emerso che il 14,6% degli occupanti gioverebbero della proposta M5S.

 

La posizione dei sindacati

L’introduzione del salario minimo avrà come conseguenza l’aumento della retribuzione minima spettante ai lavoratori da parte dei propri datori.

A tal proposito, i sindacati sottolineano che i salari minimi sono determinati dalla contrattazione nazionale mentre questi mirano ad una maggiore valorizzazione dei contratti collettivi.

Nonostante ciò, la legge del salario minimo non si occupa di alcuni aspetti come turni, riposi, diritti sindacali, orari e formazione.

Nella sostanza la proposta di Legge va ad introdurre una misura necessaria per garantire equità sociale a tanti lavoratori che non riescono a far fronte alle loro esigenze primarie. Ma il mondo del lavoro necessiterebbe di una riforma strutturale ed organica, per rilanciare l’economia di un Paese che sembra non trovare una soluzione alla profonda crisi che l’attanaglia.

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