Spazzacorrotti: la nuova legge per contrastare la corruzione

spazzacorrotti: la nuova legge anticorruzione
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Spazzacorrotti finalmente è legge: all’esito di una tornata parlamentare lunga e aspramente combattuta, il Governo è riuscito a far approvare la nuova legge anti corruzione. Analizziamo nel dettaglio le principali novità di questa nuova legge

 

Spazzacorrotti: cosa prevede la norma

 

La nuova legge anticorruzione, denominata spazzacorrotti, si pone come obiettivo quello di contrastare i reati contro la pubblica amministrazione, le norme sulla prescrizione del reato e sulla trasparenza dei partiti e movimenti politici.

 

Vediamo nel dettaglio quali sono i provvedimenti adottati e le modifiche di legge che sono state apportate dal legislatore.

 

Il primo provvedimento, quello più rilevante, riguarda l’introduzione del daspo a vita sia per i corrotti che per i corruttori. Nella sostanza, viene applicata una modifica all’art. 317 bis del codice penale, viene ampliamento l’elenco dei reati che comportano, quale pena accessoria, interdizione perpetua dai pubblici uffici.

 

Vengono aggiunti i reati di:

 

  • corruzione impropria;
  • corruzione propria aggravata;
  • induzione indebita a dare o promettere utilità;
  • corruzione di persona incaricata di pubblico servizio;
  • corruzione attiva;
  • istigazione alla corruzione;
  • reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri;
  • traffico di influenze illecite.

 

Questi reati, si aggiungono ai precedenti indicati dalla norma

 

  • peculato;
  • concussione;
  • corruzione propria;
  • corruzione in atti giudiziari.

 

Nel caso in cui intervengano condanne per i reati di peculato, corruzione in atti giudiziari e traffico di influenze illecite commessi in danno o a vantaggio di un`attività imprenditoriale si determinerà, come ulteriore conseguenza, l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

Spazzacorrotti: le altre novità della riforma

 

Una delle novità più discusse, oggetto di un accesso dibattito tra le forze di maggioranza, è legato alla sospensione della prescrizione. La nuova norma dispone che, con la sentenza di primo grado, si interrompe il corso della prescrizione. Ma questa norma entrerà in vigore solo a partire dal 2020.

 

Per incentivare a denunciare, il Ddl introduce un nuovo articolo del codice penale, l’art. 323 ter. Questa nuova norma statuisce che non è passabile di condanna chi si è macchiato del reato di corruzione ma lo denuncia volontariamente o se fornisce comunque una serie di informazioni, utili e concrete, con le quali poter procedere all’individuazione degli altri responsabili e poter conseguire materialmente le prove del reato commesso.

Sono richieste però due condizioni, per poter sfuggire alla condanna:

 

  1. Il soggetto si autodenunci prima che il suo nome venga iscritto nel registro degli indagati;
  2. Non oltre 4 mesi dalla commissione del fatto.

 

La nuova legge prevede un irrigidimento delle condizioni detentive per chi subisce una condanna per i reati di peculato, concussione e corruzione. In particolare, i condannati, non potranno godere di alcune agevolazioni, normalmente concesse ai detenuti per alleviare la dura vita in prigione, come la possibilità di poter uscire dal carcere per svolgere un lavoro, la possibilità di godere di permessi premio o ancora la possibilità di poter usufruire di tipologie detentive alternative alla detenzione.

 

Viene, infine, introdotta una nuova figura ispettiva: l’agente sotto copertura per i reati di corruzione. Nella sostanza si estende anche al contrasto alla corruzione la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura. Di conseguenza, se l’agente sotto copertura, al fine di acquisire materiale probatorio, dovesse commettere condotte passibili di denuncia penale, viene esclusa la punibilità nei suoi confronti.

 

Spazzacorrotti: le novità per partiti e fondazioni

 

I partiti politici, con lo spazzacorrotti, saranno obbligati a di indicare sul proprio sito internet i dati di chi dà un contributo economico superiore a 500 euro. Tale obbligo si estende anche alle liste di candidati a sindaco che partecipano alla competizione elettorale nei comuni con una popolazione superiore a 15 mila abitanti.

 

Viene però introdotta un’esenzione per “le attività a contenuto non commerciale, professionale o di lavoro autonomo di sostegno volontario all’organizzazione e alle iniziative del partito o movimento politico, fermo restando per tutte le elargizioni l’obbligo di rilasciare la ricevuta la cui matrice va conservata”.

Gli obblighi, così introdotti dalla nuova normativa anti-corruzione, sulla pubblicità dei contributi, sulla rendicontazione e la trasparenza, saranno estesi ulteriormente anche alle “fondazioni, associazioni e comitati collegati a un partito o movimento politico” che nell’articolo 15 del ddl vengono equiparate a partiti e movimenti politici.

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