Targhe straniere: possono circolare sul territorio italiano?

targhe straniere:possono circolare?
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Targhe straniere, con l’entrata in vigore, a partire dal mese di dicembre, del Decreto sicurezza ha portato con sé il divieto di circolazione in Italia con targhe estere. Ma la legge presenta una vistosa falla

Targhe straniere: cosa prevede la norma?

Il Decreto sicurezza ha stabilito il divieto assoluto di circolazione sulle strade nazionali delle auto non immatricolate in Italia o immatricolate in Italia ma con le targhe straniere.

La finalità ultima di tale provvedimento è quello di limitare la circolazione di automobili straniere sul territorio nazionale, in quanto lo Stato non è in grado di riscuotere le tasse, come il Bollo o il Superbollo, così come non potrà applicare sanzioni pecuniarie per le auto con targhe estere, come ad esempio le multe.

A tal proposito, sono stati previsti maggiori controlli da parte del Fisco, con la possibilità di applicazione di gravi restrizioni e pesanti sanzioni.

Fino a questo momento, i cittadini italiani avevano la possibilità di usufruire di veicoli immatricolati all’estero anche su territorio nazionale in modo da evitare l’applicazione delle multe e delle tasse.

Tali soggetti potevano beneficiare di tariffe più basse per le polizze assicurative, passaggi di proprietà e tasse di possesso, dando vita al fenomeno, sempre più frequente, dell’esterovestizione.

Quest’ultimo consiste nel trasferimento fuori Italia delle sedi legali delle società in questione in maniera fittizia, continuando ad effettuare operazioni specialmente in Italia mediante targhe straniere.

La nuova legge impone forti sanzioni e controlli per limitare tale situazione per chi risiede in Italia per oltre 60 giorni ed è colto in flagrante a guidare un’auto non immatricolata nel paese, anche in ipotesi di prima notifica dell’infrazione.

La multa amministrativa può arrivare fino a 712 euro, in aggiunta del sequestro della vettura.

La confisca della vettura avviene qualora dopo 180 giorni dal compimento della infrazione, non si agisca per la sua immatricolazione in Italia con apposita targa o non lo si esporti in maniera definitiva.

Targhe straniere: la falla della Legge

Nonostante l’approvazione del decreto sicurezza e delle modifiche da esso apportate, gli automobilisti che hanno stipulato un contratto di leasing o noleggio di medio-lungo termine con agenzie e operatori esteri, non residenti in Italia, possono circolare su territorio italiano anche con targhe straniere.

È questa la grande falla della nuova normativa, che consente pertanto di circolare con le targhe straniere qualora le auto non siano di proprietà ma di società di leasing o prese a noleggio da società che non hanno la propria sede sul territorio italiano.

I contratti in questione son da considerarsi legittimi e, in questo caso, non è necessaria la reimmatricolazione del veicolo, con l’obiettivo di agevolare la notificazione delle multe e la riscossione del Bollo e Superbollo.

Questo tipo di azione, che rappresenta una delle poche eccezioni del divieto succitato, provoca un danno non solo per il fisco in Italia, in quanto consente di circolare con targhe straniere, ma anche per gli operatori italiani che esercitano attività nel settore del leasing e del noleggio. Difatti, a parità di condizione, l’automobilista sceglierà sempre di rivolgersi alla società estera, mandando in bancarotta l’intero sistema

L’auspicio è che vi sia un pronto intervento del legislatore, volto a coprire anche tale ipotesi e a garantire che tutti paghino le imposte e le sanzioni pecuniarie, per evitare che chi sa di restare impunito posta deliberatamente trasgredire la legge e creare enormi danni ai cittadini coscienziosi.

 

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