Taser: da Giugno in dotazione alle forze dell’ordine

taser: a breve sarà dato in dotazione alle forze dell'ordine italiane
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Taser è la pistola elettrica che a breve sarà data in dotazione alle forze dell’ordine. Uno strumento che già da molti anni fa parte dell’equipaggiamento delle forze di polizia straniere. Vediamo come il legislatore ha regolamentato il suo utilizzo.

Taser: cos’è e come funziona

Con il taser, o altresì denominato “pistola elettrica”, è possibile lanciare delle scariche elettriche, capaci di immobilizzare istantaneamente la persona colpita.

Esso infatti, tramite l’interazione con il sistema nervoso, genera una paralisi muscolare temporanea.

Proprio per la rapida di azione che lo contraddistingue, il taser si pone sia come un’efficace strumento di difesa da parte dei cittadini (per esempio per le donne che potrebbero utilizzarlo per allontanare malintenzionati) sia come uno strumento d’azione dei poliziotti per fronteggiare quelle situazioni in cui il ricorso ad armi letali non risulta necessario.

 

È necessario però che vengano prese le dovute precauzioni, onde evitare un cattivo uso dello strumento: prima dello sparo, è importante che il colpo sia rivolto in zone come le gambe o parte inferiore del torace, in modo tale da evitare parti del corpo delicate come la testa, il petto, la gola o gli occhi.

 

Rischi e possibilità

Il conferimento di un’arma non letale, come il taser, alle forze dell’ordine può generare vantaggi per la miglioria della sicurezza della collettività, senza ricorrere a misure estreme. Diventa così un ottimo sostituto della classica arma da fuoco in quelle circostanze di minor gravità, ma nonostante ciò, esistono dei rischi in cui si può incorrere.

 

Gli studi affermano che l’uso del taser potrebbe danneggiare, anche gravemente, coloro che rilevano problemi al cuore o assumono sostanze alteranti, come la cocaina.

Per coloro che non presentano gravi problemi salutari, i danni si limitano ad eventuali lividi e lesioni.

 

L’Amnesty International afferma che, a partire dal 2001, a causa del taser sono state provocate circa un migliaio di morti.

Al riguardo, è importante sottolineare la netta posizione assunta dall’ONU, il quale ha definito tale dispositivo come uno “strumento da tortura”.

 

Uso del taser in Italia

Il vicepremier e ministro degli interni Matteo Salvini conferma che dal mese di giugno è prevista l’introduzione dei taser come strumento in dotazione a tutte le forze dell’ordine.

Già da settembre, 12 città italiane (Torino, Napoli, Caserta, Milano, Bologna, Padova, Genova, Firenze, Palermo, Catania, Reggio Emilia e Brindisi) hanno sperimentato l’utilizzazione dei taser da parte della polizia, carabinieri e guardia di finanza.

 

Nei mesi di sperimentazione, si sono verificati 48 casi in cui si è usufruito del taser.

 

Il Decreto Sicurezza prevede inoltre la sperimentazione nei comuni con più di 100.000 abitanti di conferire a due poliziotti municipali pistole a scariche elettriche.

Tale misura riguarda 45 città italiane per un periodo di sei mesi.

 

Il taser nel mondo

Benché solamente a partire da giugno si assisterà all’impiego del taser anche in Italia, questo strumento è utilizzato già in 107 paesi in tutto il mondo.

 

In Europa, è stato il Regno Unito il primo Stato ad introdurre l’uso della pistola elettrica nel 2004 per un numero limitato di operazioni che prevedevano un elevato grado di pericolo per gli agenti e la sicurezza pubblica.

 

Negli Stati Uniti, dove la normativa per l’uso delle armi è parecchio permissiva, anche prevedono la disposizione del taser per gli agenti.

Il suo utilizzo, però, nel Paese a stelle e strisce, ha generato un’aspra disputa: infatti, in molti, chiedono di limitare e meglio regolamentare l’utilizzo di tale strumento.

Alla base di tale richiesta vi è un importante studio, con il quale si è costatato che, con l’entrata in vigore del taser, c’è stato un utilizzo inappropriato di tale arma, con il moltiplicarsi dei casi di violenza gratuita e reazioni spesso sproporzionate.

La conseguenza è che aumenta così anche il rischio che gli stessi agenti possano essere soggetti ad attacchi, inducendo ad un aumento dell’aggressività da parte del sospettato.

 

Conclusione

 

L’introduzione del taser rappresenta un passo in avanti per garantire a chi è tutti i giorni per strada di essere adeguatamente tutelato. L’aspettativa è che chi ha l’idea di delinquere, già sa che corre un grave rischio e che aumentano le possibilità che il suo gesto non rimanga impunito.

L’auspicio però è che si faccia un buon e regolare utilizzo di tale strumento, onde evitare lo scatenarsi del far west cittadino (vedi qui la Riforma della legittima difesa), ben consapevoli che al primo caso di morte, monteranno inevitabilmente le polemiche.

 

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