Detrazione Iva 2018 : novità e approfondimenti

Detrazione Iva 2018
Condividi

La nuova disciplina della Detrazione Iva

 

Inquadramento normativo

Le novità in tema detrazione Iva 2018, sono riportate dal decreto-legge 24 aprile 2017, convertito con modificazioni dalla legge n.96 del 21 giugno 2017, alla luce dei chiarimenti forniti dall’ Amministrazione finanziaria con la Circolare 17 gennaio 2018, n. 1/E.

Come noto, l’articolo 2, comma 1 del citato decreto ha modificato l’articolo 19, comma 1, del D.P.R. 633/1972, riducendo il termine entro cui i soggetti passivi dell’imposta possono esercitare il diritto alla detrazione Iva 2018 relativa ai beni ed ai servizi acquistati o importati. È stata altresì modificata la disciplina relativa la registrazione delle fatture, nello specifico l’articolo 25, comma 1, del D.P.R. 633/1972, concernente il termine ultimo.

A seguito del richiamato intervento, l’articolo 19, comma 1, D.P.R. 633/1972, prevede oggi che il diritto alla detrazione Iva 2018 sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione Iva è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del medesimo diritto. Precedentemente, il diritto alla detrazione poteva essere esercitato, al più tardi con la dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto.

Come evidenziato, il D.L. 50/2017, ha modificato anche l’articolo 25, comma 1, del D.P.R. 633/1972, il quale, nella versione vigente, prevede che la fattura di acquisto debba essere annotata «in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno».

La decorrenza delle nuove disposizioni si applica per le fatture e le bollette doganali emesse dal 1 gennaio 2017; pertanto per le fatture relative al 2015 e 2016 si rende applicabile la previgente disciplina.

Esercizio del diritto alla detrazione Iva 2018

Da una prima lettura molto restrittiva delle nuove disposizioni, si era giunti alla conclusione poco condivisibile che l’Iva esposta nelle fatture datate 2017 poteva essere portata in detrazione soltanto se la registrazione delle stesse fosse avvenuta entro il termine di trasmissione della dichiarazione Iva e, quindi, al più tardi entro il 30 aprile 2018.

Tuttavia, detto approccio evidenziava un mancato coordinamento tra quanto previsto dall’articolo 19, comma 1, del D.P.R. 633/1972, nel quale si prevede che il diritto alla detrazione Iva 2018 può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione Iva relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto, e l’articolo 25, comma 1, del D.P.R. 633/1972, in base al quale le fatture di acquisto devono essere annotate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Inoltre, l’interpretazione restrittiva delle nuove disposizioni risultava non coerente con l’articolo 178 della Direttiva comunitaria IVA la quale prevede tra le condizioni formali per l’esercizio del diritto alla detrazione Iva 2018 il possesso della fattura. Anche la Corte di Giustizia europea (Sentenza 29 aprile 2004, C-152/02, ha ritenuto che il diritto alla detrazione Iva 2018 deve essere esercitato nel periodo d’imposta in cui si verificano entrambi i requisiti previsti dalla Direttiva e cioè che l’operazione sia avvenuta e che il soggetto passivo sia in possesso della fattura di acquisto.

Anche in considerazione dei principi richiamati, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 1/E/2018, è intervenuta sul tema ed ha chiarito che «il coordinamento tra le due norme non possa che essere ispirata ai principi dettati per il diritto alla detrazione dal legislatore unionale, così come declinati dalla Corte di Giustizia». Partendo da tale assunto, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che l’applicazione dei principi unionali determina quindi, in sede di coordinamento delle disposizioni contenute negli articoli 19, comma 1, e 25, comma 1, del D.P.R. 633/1972, che il momento da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione deve essere individuato allorquando, in capo al cessionario/committente, si verificano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • SOSTANZIALE: avvenuta effettuazione dell’operazione, ovvero la cessione di beni e la prestazione di servizi abbia avuto luogo.
  • FORMALE: il soggetto d’imposta sia in possesso della fattura.

Per quanto sopra, l’Agenzia delle Entrate conclude che «il diritto alla detrazione potrà essere esercitato nell’anno in cui il soggetto passivo, essendo venuto in possesso del documento contabile, annota il medesimo – ai sensi del citato art. 25, primo periodo – in contabilità, facendolo confluire nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre del periodo di competenza».

Detto diritto può essere esercitato al più tardi entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui il soggetto ha ricevuto la fattura di acquisto.

Al fine di meglio chiarire quanto sopra esposto, di seguito, riportiamo un esempio concreto:

  • Un contribuente riceve il giorno 22 gennaio 2018 fattura relativa a consegna merci effettuata nel mese di dicembre 2017.
  1. Il contribuente potrà annotarla in contabilità entro il 30 aprile 2019, ovvero entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno 2018.
  2. Se il contribuente decidesse di registrare tale fattura il giorno 22 aprile 2018, l’IVA confluirà nella liquidazione IVA di aprile 2018 o del II trimestre 2018.
  3. Se, invece, il contribuente decidesse di registrare la fattura nei primi 4 mesi del 2019, dovrà effettuare la registrazione in un’apposita sezione del registro IVA acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, al fine di evidenziare che l’imposta, non computata nelle liquidazioni periodiche IVA 2019, concorre alla determinazione del saldo della dichiarazione annuale relative all’anno 2018.
  • Se, invece il contribuente avesse ricevuto fattura nel mese di dicembre 2017, ma non avesse provveduto a registrarla, lo stesso deve registrare la fattura entro il 30 aprile 2018, in un’apposita sezione nel registro IVA acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017. Tale credito IVA concorrerà a formare il saldo relativo alla dichiarazione annuale IVA relativa al 2017.

Come si evince dall’esempio sopra riportato, al fine di poter “allungare” il diritto alla detrazione Iva 2018, diviene di fondamentale importanza provare la data di ricezione delle fatture di acquisto. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la data di ricezione può essere attesta tramite PEC o altri sistemi che dimostrino la ricezione del documento, ad esempio la ricezione tramite mail, fax, posta se risulta la data dal timbro postale. Nel caso in cui manchi la richiamata documentazione, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che la ricezione della fattura deve emergere da una corretta tenuta della contabilità, cosi come disposto dall’articolo 25 comma 1 del D.P.R. 633/1972, «in cui viene espressamente fatto obbligo al contribuente di numerare in ordine progressivo le fatture e le bolle doganali ricevute».

Un ulteriore aspetto che merita di essere sottolineato riguarda le condizioni di esercizio del diritto alla detrazione Iva 2018 nel caso in cui le fatture siano ricevute in un periodo successivo rispetto a quello di effettuazione dell’operazione. Al riguardo, è bene evidenziare che la detrazione Iva 2018 dovrà essere esercitata secondo le condizioni esistenti nel periodo in cui l’imposta è divenuta esigibile. Pertanto, nel caso di pro rata di detraibilità, il contribuente dovrà detrarre l’Iva secondo la percentuale dell’anno in cui l’operazione è stata effettuata e non secondo quella dell’anno in cui è esercitato il diritto alla detrazione. Al fine di meglio chiarire quanto esposto, si consideri la seguente ipotesi:

  • acquisto di beni nel 2017;
  • pro rata di detraibilità 2017 pari al 50%;
  • ricevimento della fattura ed esercizio della detrazione nel 2018;
  • pro rata di detraibilità 2018 pari al 90%;
  • il contribuente dovrà esercitare il diritto alla detrazione applicando il pro rata 2017 pari al 50%.

Termine di emissione delle note di credito

In ossequio alle modifiche apportate all’articolo 19, comma 1, del D.P.R. 633/1972, si è ridotto anche il termine di emissione delle note di credito ai sensi dell’articolo 26, comma 2, del medesimo decreto. Nello specifico, in caso di venir meno dell’operazione a seguito di «dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67,terzo comma,lettera d),del medesimo regio decreto n.267 del 1942,pubblicato nel registro delle imprese o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente» le note di variazione devono essere emesse, al più tardi, entro la data di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui si è verificato il presupposto per l’emissione della nota di credito. Pertanto, qualora il presupposto si verifichi nel corso del 2018, la nota di credito dovrà essere emessa entro il 30 aprile 2019 (a condizione che la dichiarazione Iva venga presentata in tale data e non in epoca antecedente).

Regolarizzazione fatture non pervenute

Per completezza è opportuno evidenziare che, in caso di mancato ricevimento della fattura entro 4 mesi dall’effettuazione dell’operazione, il contribuente è tenuto a regolarizzare la posizione secondo la procedura di cui all’articolo 6, comma 8, lettera a), del D.Lgs. 471/1997. Detta procedura impone l’emissione di un’autofattura in duplice esemplare che deve essere presentata, previo versamento dell’imposta dovuta, all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente entro trenta giorni dall’emissione.

L’inadempimento di tale obbligo è sanzionato per effetto dell’articolo 6, commi 8 e 9-bis ultima parte, del D.Lgs. 471/1997. In base a detta disposizione, in caso di mancata regolarizzazione, il contribuente è punito con una sanzione pari al 100% dell’imposta relativa all’operazione non regolarizzata ovvero con una sanzione compresa tra il 5% ed il 10% nel caso di operazioni soggette al regime dell’inversione contabile.

Dichiarazione integrativa a favore

Da ultimo, giova ricordare che – come confermato anche dall’Agenzia delle Entrate nella circolare richiamata – il contribuente che non abbia esercitato il diritto alla detrazione IVA 2018 nei termini può recuperare l’imposta presentando dichiarazione integrativa a favore entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Conclusioni

Sulla base di quanto esposto è possibile concludere che:

  1. al fine di esercitare il diritto alla detrazione, devono coesistere le seguenti condizioni: l’operazione si deve poter considerare effettuata ed il contribuente deve essere in possesso della fattura.
  2. fermo restando le condizioni di cui al punto 1., il diritto alla detrazione potrà essere esercitato al più tardi entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno in cui il contribuente ha ricevuto la fattura;
  3. nel caso di operazioni effettuate nell’anno precedente (n-1) e fattura ricevuta nell’anno (n), il diritto alla detrazione potrà essere esercitato nelle liquidazioni relative al mese in cui il documento viene registrato. Qualora la registrazione sia effettuata nei primi quattro mesi dell’anno successivo (n+1), il documento dovrà essere inserito in un apposito sezionale e l’imposta non dovrà concorrere alla liquidazione del mese di registrazione, ma dovrà essere indicata nella dichiarazione Iva dell’anno precedente (n);
  4. è necessario fornire prova che la ricezione del documento sia avvenuta nell’esercizio successivo rispetto a quello di effettuazione dell’operazione. A tal fine, è opportuno allegare alla fattura apposita documentazione atta a comprovare la data di ricezione (es. PEC, mail di trasmissione, busta con timbro postale, ecc.);
  5. in ogni caso, il diritto alla detrazione deve essere esercitato secondo le condizioni esistenti nell’anno in cui l’imposta è divenuta esigibile;
  6. per effetto della modifica normativa si è ridotto anche il termine per l’emissione delle note di credito ai sensi dell’art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972. Detti documenti dovranno essere emessi entro la data di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui si è verificato il presupposto per l’emissione della nota di credito;
  7. nel caso di mancata ricezione della fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, resta fermo in capo al contribuente l’obbligo di regolarizzare l’operazione mediante la procedura di cui all’articolo 6, comma 8, del D. Lgs. 471/1997;
  8. in relazione alle fatture ricevute entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione e non registrate nei termini di cui all’articolo 25 del D.P.R. 633/1972, resta ferma la possibilità per il contribuente di esercitare il diritto alla detrazione mediante presentazione della dichiarazione integrativa relativa c.d. “a favore” entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata