Le novità sulla cedolare secca contenute nel Decreto Crescita

cedolare secca
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Il Decreto Crescita ha portato molteplici novità in tema di locazioni immobiliari tra le quali figura anche la modifica del sistema sanzionatorio in materia di cedolare secca sugli affitti.

Cedolare secca: abrogazione sanzione comunicazione proroga

L’articolo 3-bis del decreto disciplina l’abrogazione delle sanzioni applicabili in caso di non osservanza dell’obbligo di comunicazione della proroga dei contratti di locazione in regime di cedolare secca, di cui all’art. 3, comma 3, D.Lgs. 23/2011. A tal proposito, va precisato che per proroga si intende il prolungamento dell’arco temporale di vita del contratto dopo che è trascorso il periodo di durata minima obbligatoria. Tale durata minima obbligatoria  varia in base alla tipologia di contratto di locazione perfezionato (ad esempio:  6 anni nelle locazioni commerciali;  4 anni nei contratti di locazione ad uso abitativo a canone libero; 3 anni nelle locazioni ad uso abitativo a canone concordato).

La norma prevede che nel caso di proroga del contratto, scatti l’obbligo di comunicazione della stessa all’Amministrazione finanziaria entro trenta giorni presso l’ufficio in cui è stata effettuata la registrazione del contratto di locazione, secondo quanto sancito dall’art. 17, comma 1, D.P.R. 131/1986.  Tale obbligo, non è stato rimosso dal Decreto Crescita e pertanto vige ancora l’obbligo di comunicazione della proroga all’Agenzia delle Entrate sia per i contratti in regime ordinario che in cedolare secca.

Il Decreto Crescita però, esclusivamente per i contratti in cedolare secca, ha previsto l’abrogazione delle sanzioni in caso di mancata comunicazione della proroga entro i 30 giorni stabiliti.  Di fatto il decreto ha previsto un’indiretta abrogazione dell’obbligo di comunicazione della proroga per i contratti con cedolare secca, mentre rimane sanzionabile la mancata comunicazione nei termini stabiliti della proroga di un contratto in regime ordinario.

Mancata comunicazione e revoca del regime sostitutivo

Va chiarito che il regime sanzionatorio, di fatto abrogato dal decreto in oggetto, prevedeva anche la sanzione accessoria della revoca del regime sostitutivo del 21% o del 10% previsto dalle disposizioni in materia di cedolare secca. Con la normativa vigente, invece, nel caso in cui non venga effettuata nei termini previsti la comunicazione della proroga del contratto di locazione in cedolare secca, non scatta la revoca del regime sostitutivo, purché il comportamento del contribuente sia concludente, tramite ad esempio il pagamento dell’imposta sostitutiva entro le scadenze previste.

Cedolare secca: abrogazione sanzione comunicazione risoluzione

Ulteriore novità introdotta dal Decreto Crescita, è l’abrogazione delle sanzioni applicabili in caso di mancata comunicazione della risoluzione del contratto di locazione in regime di cedolare secca. La mancata comunicazione, tuttavia, potrebbe provocare complicazioni sul piano fiscale per il locatore, in quanto quest’ultimo, in assenza di registrazione della risoluzione del contratto, risulterebbe ancora percepire i canoni di locazione. Con la registrazione della risoluzione ne deriverebbe, invece, sia la cessazione del contratto che la cessazione dell’obbligo dichiarativo dei canoni di locazione.

Infine, bisogna evidenziare che l’abrogazione delle sanzioni ha efficacia retroattiva ed avrà validità anche in presenza di cedolare secca commerciale.

 

 

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