Corte di Cassazione: legittimo accertamento delle vendite su eBay

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Con la sentenza n. 26987 del 2019 la Corte di Cassazione si esprime relativamente alle vendite su eBay e sulla possibilità di considerare quest’ultime componenti da prendere in considerazione al momento dell’accertamento del reddito imponibile in mancanza di dichiarazione fiscale.

Accertamento vendite su eBay: la vicenda

La sentenza della Corte di Cassazione deriva dalla vicenda che vede un contribuente presentare ricorso contro un avviso di accertamento inviatogli dall’Agenzia delle Entrate, la quale, mediante lo stesso, ha effettuato l’accertamento dei ricavi delle risultanze di un processo verbale di constatazione in maniera induttiva, formulato dalla Guardia di Finanza.

Successivamente, si ha agito mirando alla ricostruzione del volume di affari del contribuente che non ha predisposto la presentazione delle dichiarazioni dei redditi o non ha tenuto le apposite scritture contabili, usufruendo di elementi informativi ottenuti dalla società EBAY EUROPE SARL. Questa fa riferimento alle aste e alle vendite su eBay generate dal soggetto stesso conclusasi nel periodo compreso tra il 2004 e il 2009.

Nel momento in cui la CTR accoglie l’appello del contribuente, l’Agenzia delle Entrate effettua ricorso per cassazione, richiamando la violazione ed erronea applicazione di quanto enunciato dagli articoli 38 e 41-bis del D.P.R. n. 600/1973.

L’Amministrazione finanziaria si espone affermando che all’interno del PVC della GDF sussisteva l’indicazione delle informazioni correlate alle vendite su eBay relative al periodo 2004-2009. Tra questi elementi era possibile distinguere le vendite perfezionate, ossia quelle vendite in cui era stato effettivamente consegnato il bene oggetto dello scambio.

Questo ha reso possibile ritenere idonee presuntivamente le informazioni in questione per procedere all’accertamento, nonostante la insussistenza di scritture contabile e la mancata presentazione delle dichiarazioni di redditi da parte del soggetto.

La decisione della Corte di Cassazione

Il Collegio di legittimità ha considerato il ricorso e la sua motivazione fondati, agendo poi con il rigetto con rinvio della sentenza. La Corte di Cassazione esplica che è possibile da parte dell’ufficio effettuare l’accertamento induttivo del reddito imponibile del contribuente anche qualora le informazioni ottenute scaturiscano da “presunzioni prive dei requisiti della gravità, precisione e concordanza”.

Ne consegue che è da considerarsi legittimo l’accertamento del reddito imponibile basato sulle vendite su eBay, poiché queste risultano essere tracciabili dal punto di vista del pagamento ed anche della consegna delle merci. Le vendite su eBay rappresentano dunque presunzioni idonee per ricostruire il reddito del contribuente in via induttiva e in capo a quest’ultimo ricade anche l’onere di fornire prova contraria alla pretesa erariale.

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