AdE: Facoltativo l’invio Sdi delle integrazioni Reverse Charge

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L’Agenzia delle Entrate con l’aggiornamento del 19 luglio 2019 della FAQ n. 36, ha sposato la tesi già in precedenza prospettata da Assosoftware, ANC e Confimi Industria, secondo la quale l’invio allo Sdi dei documenti integrativi relativi alle fatture di acquisto in Reverse Charge è da considerarsi facoltativo.

Integrazioni reverse charge: le novità

Per le operazioni che risultano essere soggette a Reverse Charge interno, come noto, la tecnica contabile da applicare  resta quella dell’integrazione del documento ricevuto, la quale si concretizza:

  • nell’indicazione sul documento dell’aliquota e della relativa imposta;
  • nella generazione della protocollazione e annotazione nel registro delle vendite o corrispettivi;
  • nell’annotazione nel registro acquisti dell’operazione, in modo tale da poter usufruire della detrazione.

Con l’introduzione della fattura elettronica, l’integrazione del documento XML non può essere materialmente realizzata. Pertanto, le soluzioni prospettate finora dagli addetti ai lavori sono state sostanzialmente due: la generazione di un nuovo documento integrativo in formato XML da inviare all’Agenzia delle Entrate oppure la generazione di un documento integrativo in formato analogico così da astenersi dall’utilizzo del formato XML e dalla trasmissione del documento allo Sdi.

La risposta dell’Agenzia: autofattura e integrazione reverse charge

L’Agenzia delle Entrate già nella circolare 14/E/2019 aveva chiarito come il cessionario/committente potesse, anche qualora non fosse stata  effettuata la materializzazione analogica e successivamente alla predisposizione di un ulteriore documento, inviare quest’ultimo al Sdi in modo da ottenere una riduzione degli oneri di conservazione e consultazione. Considerato che l’Agenzia si era espressa in termini di possibilità, ne derivava, sebbene non espressamente indicato, che il contribuente avesse comunque l’ulteriore possibilità di stampare la fattura elettronica ricevuta ed effettuare l’integrazione direttamente sul documento cartaceo.

L’Agenzia nella FAQ n. 36 recentemente aggiornata,  ha chiarito che il documento integrativo reverse charge non deve essere obbligatoriamente inviato al SdI, ma se l’operatore vuole inviarlo al Sistema di Interscambio e, qualora l’operatore usufruisca del servizio gratuito di conservazione elettronica offerto dall’Agenzia delle Entrate, il documento verrà portato automaticamente in conservazione. Inoltre è stato ricordato che non vi è alcun obbligo di invio del documento cosiddetto “autofattura” al cedente/prestatore

L’integrazione nelle varie casistiche reverse charge

L’integrazione dei documenti in reverse charge  può essere effettuata, anche in assenza del relativo invio allo Sdi, sia ipotesi di reverse charge interno sia in presenza di reverse charge intracomunitario. Chiaramente, nel secondo caso, va preso in considerazione l’obbligo di indicazione della fattura nell’esterometro. Infine, in ipotesi di reverse charge per acquisti territoriali da paesi al di fuori dell’Unione Europea, è prevista l’emissione dell’autofattura art. 17, comma 2.

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