IVA non versata: cosa cambia dal 2020?

IVA non versata
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Omettere il versamento delle imposte per far fronte ad altri impegni finanziari ed attendere l’azione di riscossione coattiva dell’ Amministrazione Finanziaria. Cosa si richia? Cosa cambierà con il nuovo codice della crisi di impresa?

Spesso le imprese “decidono” di omettere il versamento IVA, attendendo un’azione di riscossione dell’Agenzia delle  Entrate o Agente della riscossione per rateizzare il debito, adottando quindi una sorta di politica di autofinanziamento. In tal modo l’impresa può rispettare altri impegni finanziari assunti e provvede alla rateizzazione dell’IVA non versata tramite:

  • avviso bonario, 8 rate trimestrali o 20 rate trimestrali se il debito supera i 5.000,00 euro (art. 36 Bis);
  • rateizzazione cartella di pagamento Agente della riscossione con 72 rate mensili o 120 rate con piano straordinario.

Oltre a stare attenti alla soglia penale di 250.000,00 euro per periodo di imposta in caso di omesso versamento IVA, cosa rischia l’impresa?

Il nuovo codice di crisi di impresa, oltre all’obbligo di nomina del revisore contabile al superamento di determinati limiti, prevede novità interessanti anche in caso di omesso versamento IVA (entrata in vigore prevista per il 15 Agosto 2020). Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza si pone due finalità fondamentali, quali consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze. A tal proposito sono stati introdotti strumenti di allerta che consistono in segnalazioni di difficoltà aziendali all’ OCRI ( Organismo di Composizione della Crisi costituito presso la Camera di Commercio) che alcuni soggetti sono tenuti ad eseguire. Chi sono questi soggetti?

  1. Organo di controllo, revisore contabile o società di revisione;
  2. Creditori pubblici qualificati: Agenzia delle Entrate, Inps, Agente della riscossione;

L’Agenzia delle Entrate invierà un avviso tramite PEC al debitore in cui verrà segnalato che è stato superato il limite del debito per IVA non versata: se entro 90 giorni non verrà regolarizzata la posizione verrà fatta una segnalazione all’ OCRI.

Qual è il limite del debito per IVA non versata? Bisogna tenere in considerazione 2 parametri che devono sussistere congiuntamente:

  1. il debito per IVA non versata che emerge dalla liquidazione periodica deve essere almeno il 30% del volume di affari del medesimo periodo;
  2. il debito per IVA non versata deve essere non inferiore:
  1. a 25.000,00 euro se il volume di affari dell’anno precedente non supera 2 milioni di euro;
  2. a 50.000,00 euro se il volume di affari dell’anno precedente non supera 10 milioni di euro;
  3. a 100.000,00 euro se il volume di affari dell’anno precedente supera 10 milioni di euro;

Dunque, in conclusione, un debito per IVA non versata inferiore a 25.000,00 euro non sarà oggetto di segnalazione per l’Agenzia delle Entrate.

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