Mini IRES 2.0: ecco le novità del Decreto Crescita

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Mini IRES: scopriamo le novità

Il governo con il Decreto Crescita procede all’abrogazione della tassazione agevolata degli utili reinvestiti in beni strumentali, proponendo una nuova versione della mini IRES. L’obiettivo della nuova misura è volta a spronare le imprese a “mantenere” gli utili nella propria disponibilità, nonostante le loro modalità di impiego.

Cosa prevede la mini IRES 2.0?

La novità apportata dal Decreto consiste nella diminuzione dello sconto IRES pari a quattro punti percentuali, relativi agli utili accantonati e presenti nelle disponibilità dell’impresa, oppure reinvestiti. Viene dunque eliminata la riduzione di nove punti percentuali sull’imposta al reddito d’impresa agevolato, che consisteva quindi nel decremento dal 24% al 15% dell’aliquota IRES, bensì sarà prevista la diminuzione di soli quattro punti percentuali di cui potranno beneficiare i soggetti passivi d’imposta.

La nuova mini IRES concerne solo il reimpiego degli utili, tralasciando i riferimenti riguardanti gli investimenti o gli incrementi occupazionali.

 

Quando si potrà usufruire della mini IRES?

Si potrà godere della nuova mini IRES solamente a partire dal 2022. Fino ad allora però, il Decreto Crescita ha previsto una serie di aliquote ridotte che fungano da passaggio a quella definitiva che si avrà nel 2022. In particolare:

  • nel 2019 la diminuzione dell’aliquota IRES sarà pari a 1,5 punti percentuali, cosicché questa scenda al 22,5%;
  • nel 2020, la diminuzione sarà uguale a 2,5 punti percentuali e la riduzione dell’aliquota IRES ammonterebbe al 21,5%;
  • nel 2021 invece, la diminuzione sarà di 3,5 punti percentuali, con l’assestamento dell’aliquota IRES al 20.5%.

Gli utili da rilevare saranno quelli generati a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018.

 

Limite massimo

Gli utili agevolativi non dovranno superare la soglia di un certo limite, uguale alla differenza risultante tra il patrimonio netto derivante dalla redazione del bilancio di esercizio del periodo di riferimento, e il patrimonio netto dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2018.

In altre parole, il limite sarà quindi pari all’incremento del patrimonio netto.

Di conseguenza, è possibile notare come il beneficio della mini IRES sia applicabile solo relativamente agli utili prodotti nel periodo di imposta precedentemente accantonato, cui computabilità si verifica solo se il patrimonio incrementi.

Nel caso in cui le imprese non rilevassero redditi imponibili che permettano di usufruire dell’agevolazione nell’anno in cui si sia verificato l’accantonamento degli utili dell’esercizio precedente, potranno ugualmente beneficiare della mini IRES nel periodo successivo.

 

 

 

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