Flat tax 2019: le 3 cose più importanti da sapere.

Flat tax dal 2019
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Confermata nella Legge di Bilancio 2019 la Flat Tax per le partite Iva. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Dopo numerosi annunci e proposte durante la campagna elettorale, Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021, confermando l’introduzione a partire dal 1 Gennaio 2019 della Flat tax.

Che cos’è la flat tax?

Si sente spesso parlare della flat tax, di aliquote, di risparmio e di crescita economica, ma in realtà che cos’è la flat tax? La flat tax, ideata per la prima nel 1956 dall’economista Milton Friedman, è un’ imposta fissa che colpisce il reddito familiare o di impresa in un sistema fiscale non progressivo. L’ IRPEF invece soddisfa perfettamente il principio costituzionale della progressività, ovvero colpire la ricchezza in modo più che proporzionale all’aumentare del reddito: l’aliquota IRPEF si divide infatti in 5 scaglioni dal 23 % al 43% in base al reddito prodotto proprio per il principio della progressività.

A chi si applica?

Da quanto pubblicato nel Decreto Legge dell’ultimo Consiglio dei Ministri, è possibile iniziare a fare chiarezza sul percorso di evoluzione che seguirà la Flat tax:

  • Flat tax al 15 % dal 2019 SOLO per le Partite Iva con ricavi fino a 65.000,00 €.
  • Flat tax al 20 % dal 2020 per Partite Iva con ricavi fino a 100.000,00 € con conseguente riduzione del numero di aliquote IRPEF.
  • flat tax  dal 2021 per le famiglie con doppia aliquota.

Dunque dalle indiscrezioni sull’ambito di applicazione appare evidente che l’obiettivo del Governo è quello di estendere la Flat Tax in modo progressivo durante gli anni, si parla infatti di estensione anche delle locazioni commerciali (cedolare secca).

Le 3 cose più importanti da sapere.

  •  La Flat tax 2019 per Partite Iva è SOLO un’estensione del regime forfettario.

Come prima cosa è opportuno evidenziare che, così come configurata, la Flat tax 2019 altro non è che una semplice estensione dell’attuale Regime forfettario, con l’unica differenza che verrà aumentato il limite dei ricavi a 65.000,00 euro per rimanere nel regime contabile. Di seguito viene riportata l’attuale tabella con i limiti di ricavi, in base al codice ateco delle attività, come requisito fondamentale per restare nel regime forfettario.

flat tax e regime forfettario

Ma che cos’è il regime forfettario? E’ un regime contabile che permette di applicare un’ imposta sostitutiva ai fini IRPEF del 5 % per i primi 5 anni (fase di start up) e 15 % per i successivi su un utile fiscale calcolato in modo forfettario, ovvero applicando un coefficiente di redditività al totale ricavi / fatturato, che varia in base al codice ateco delle attività così come riportato precedentemente in tabella, quindi senza tenere in considerazione i costi effettivamente sostenuti dal Soggetto Passivo D’Imposta.

  •  A chi conviene la Flat tax ?

La Flat Tax come tutte le misure economiche e fiscali presenta vantaggi e svantaggi, proviamo ora a capire quali elementi tenere in considerazione per una corretta valutazione. Il primo errore da non commettere è confrontare soltanto le due aliquote, 15 % Flat Tax e 23% IRPEF, perchè le 2 imposte hanno alla base due meccanismi di imposizione diversa. La Flat Tax è un’imposta fissa e netta calcolata sul totale fatturato moltiplicato per un coefficiente di redditività, mentre il 23 % IRPEF è un’imposta lorda che va applicata all’ utile (totale componenti positivi di reddito – totale componenti negativi di reddito) a cui vengono sottratte le detrazioni di imposta. E’ quindi intuitivo che la flat tax conviene a chi sconta l’IRPEF elevata ( per esempio ultimo scaglione al 43 % ) e chi non ha deduzioni e detrazioni. Da precisare però che altre valutazioni andranno fatte per la flat tax famiglia dal 2021, in quanto si prevede un sistema dual tax (a doppia aliquota) con deduzioni forfettarie in base al reddito, per soddisfare il principio costituzionale della progressività.

  •  Mini IRES per le società di capitale.

Nel decreto legge è prevista una sorta di flat tax anche per le società di capitale che scontano l’imposta IRES. In particolare si prevede una riduzione dell’ IRES dal 24 % al 15 % per le imprese che rinvestono gli utili in assunzioni a tempo determinato o indeterminato, che dovranno essere incrementali rispetto al personale dipendente conteggiato al 30 Settembre 2018.

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