Fusione per incorporazione: chi versa gli acconti?

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Fusione per incorporazione

La fusione societaria è l’operazione attraverso la quale più società, dotate di una propria soggettività giuridica, vengono unite in un unico ente collettivo, preesistente alla fusione o creato ex novo. In particolare nella fusione per incorporazione, una società definita incorporante incorpora un’altra società che si estingue definita incorporata.

Continuazione del consolidato a seguito di operazioni straordinarie.

Con riferimento alla continuazione del consolidato a seguito della fusione per incorporazione tra incorporante inclusa nel consolidato e incorporata, non inclusa nel consolidato, l’art. 11 co.3 del Decreto del 1 marzo 2018 – Revisione del regime di tassazione del consolidato nazionale di cui agli artt. 117 a 128 del Tuir, Decreto 9 giugno 2004 – stabilisce che “la fusione per incorporazione di società non inclusa nel consolidato in società inclusa nel consolidato non interrompe la tassazione di gruppo, qualora permangono i requisiti di cui all’art. 117 del TUIR” (requisito di controllo).
A riguardo si è espressa l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.40/E del 26 settembre 2016, dettando chiarimenti in merito alla continuazione del consolidato in caso di operazioni straordinarie. Nello specifico l’Agenzia stabilisce al par.9 che “l’art. 11 del decreto attuativo individua le operazioni straordinarie che non interrompono la tassazione di gruppo“. Ad avvalorare tale tesi vi è anche la Risoluzione n.103/E del 20 marzo 2008, in cui l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un’istanza di interpello, afferma che ” la fusione per incorporazione di una società esterna al consolidato da parte di una società consolidata, non rappresenta un’ipotesi di interruzione del regime di tassazione consolidata, sempre che permangono i requisiti di cui all’art. 117 del Tuir”.
Pertanto, appare chiaro che l’operazione di fusione per incorporazione tra società inclusa nel consolidato e società non inclusa nel consolidato, non rientra tra le ipotesi di interruzione del regime di tassazione consolidata.

Versamento Saldo e Acconti IRES ed IRAP a seguito della fusione per incorporazione.

L’art. 4 co.1 del D.L. 11 marzo 1997 n.50, convertito nella L. 122 del 1997, ha stabilito che ” nelle operazioni di fusione e scissione, gli obblighi di versamento, inclusi quelli relativi agli acconti d’imposta, dei soggetti che si estinguono per effetto delle operazioni medesime, sono adempiuti dagli stessi soggetti fino alla data di efficacia della fusione o scissione; successivamente a tale data, i predetti obblighi si intendono a tutti gli effetti trasferiti alla società incorporante, beneficiaria o comunque risultante dalla fusione o scissione”.
In particolare, la C.M. 12 novembre 1998 n. 263 precisa che i versamenti in acconto della società incorporante scadenti successivamente alla data di perfezionamento dell’operazione, devono essere calcolati tenendo conto anche dell’imposta liquidata dalla società incorporata nella dichiarazione di tali soggetti riferita al periodo d’imposta antecedente a quello in cui interviene la fusione.
Inoltre, la Circolare Assonime n.60 del 1997, in commento all’art. 4 del DL n.50, afferma che tale norma impone alla società incorporante di determinare gli acconti non ancora scaduti al momento della data di efficacia dell’operazione, ponendo a riferimento non solo l’imposta del suo ultimo periodo, ma anche quella dell’ultimo periodo della società incorporata. Naturalmente gli acconti eventualmente già versati dall’incorporata possono essere scomputati dalla società incorporante.
Infine, con la Risoluzione 119/E del 25 settembre del 2017, l’Agenzia delle Entrate ha previsto nei casi in cui l’incorporante effettuata versamenti per conto dell’incorporata, l’attivazione del codice identificativo 74 da indicare nel modello F24 e l’inserimento nella sezione “Contribuente”  sia del codice fiscale del soggetto estinto nel campo “Codice fiscale“, sia del codice fiscale del soggetto risultante dalla fusione nel campo” Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore o curatore fallimentare“.

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