Contributi previdenziali non versati dal datore: multa o reato penale?

Contributi previdenziali non versati
Condividi

L’omesso o ritardato versamento dei contributi e delle ritenute previdenziali e assistenziali è punito dalla Legge con una semplice sanzione amministrativa fino alla reclusione. Lo scopo di questo articolo è fare chiarezza e analizzare la soglia di evasione contributiva relativa al versamento delle ritenute.

Quando è reato penale?

Dopo il decreto legislativo 8/2016 i contributi previdenziali non versati dal datore di lavoro sugli stipendi dei suoi dipendenti è punibile con reato penale in riferimento a delle soglie di punibilità.  In caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti per un importo superiore a 10 mila euro annui, è punibile con reclusione fino a 3 anni ed una multa fino a 1.032,00 euro.

A tal proposito è interessante capire il periodo di riferimento per la modalità di determinazione della soglia di punibilità per contributi previdenziali non pagati dal datore di lavoro. La Suprema Corte a Sezione Unite con la sentenza 10424 del 7 Marzo 2018 ha confermato che il limite superiore a 10 mila euro per la soglia di punibilità è riferito alle mensilità di scadenza dei versamenti contributivi. Dunque considerando un intero anno, il primo versamento 16 Febbraio, relativo alla retribuzione del mese di Gennaio, fino all‘ultimo versamento del 16 Gennaio, relativo alla retribuzione del mese di Dicembre.

Sanzione amministrativa

E’ reato punibile con una sanzione amministrativa la condotta del datore di lavoro per contributi previdenziali non versati. Il decreto legislativo 8/2016 per contributi previdenziali non versati per un importo non superiore a 10 mila euro annui prevede una sanzione amministrativa compresa tra 10 mila euro e 50 mila euro.

Con la notifica dell’atto di accertamento, al datore di lavoro sarà assegnato un termine di 3 mesi per pagare i contributi previdenziali non versati evitando quindi il processo penale ed eventuale condanna a reclusione di 3 anni.

Cosa deve fare il dipendente?

Il dipendente, venuto a conoscenza dell’evasione contributiva del suo datore di lavoro, deve immediatamente avvisare l’INPS che effettuerà le dovute verifiche con l’Agenzia delle Entrate in base alle denunce DM10 obbligatorie per le imprese.

 

 

 

Sottoscrivi la nostra newsletter per ricevere notizie e approfondimenti

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata