Decreto crescita 2019, ecco le novità previste dal testo

decreto crescita 2019
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Il 4 aprile 2019 il Consiglio dei Ministri si è riunito per l’approvazione di un decreto-legge avente ad oggetto misure urgenti in materia economica, si tratta del decreto crescita 2019. Nonostante non sia ancora possibile consultare il testo definito del decreto crescita 2019, si possono già rilevare le principali novità previste dallo stesso. La proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stata appoggiata dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria.

Tra le novità del decreto crescita 2019  si evidenziano una serie di incentivi rivolti alle imprese che effettuano operazioni di finanziamento con obbligazioni, altri rivolti alle aggregazioni di imprese o ancora destinati alla valorizzazione edilizia.

In materia di incentivi riguardanti gli interventi di efficienza energetica o di rischio sismico, il decreto prevede una rivisitazione del cosiddetto “sisma bonus”. Altra novità presente nel decreto crescita 2019 riguarda la proroga  ed il consolidamento del credito di imposta nel campo della ricerca e sviluppo. Inoltre, è previsto il credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici effettuati da distributori di carburanti.

Il decreto crescita 2019 prevede, inoltre, l’introduzione di importanti novità fiscali. Tra queste, l’IRES al 20% per gli utili accantonati a riserva e la reintroduzione del super ammortamento al 130% per i titolari del reddito d’impresa, esercenti professioni o arti che hanno investito in nuovi beni strumentali dal 1 Aprile 2019 fino alla fine dell’anno 2019.  Il decreto crescita 2019, inoltre, ha eliminato la mini-ires sugli utili reinvestiti ed ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali  per le imprese che ritornano in Italia.

Ancora, il decreto introduce relativamente ai marchi di almeno 50 anni, il cosiddetto “marchio storico di interesse nazionale”,  per i quali sono previsti una serie di aiuti da parte dello Stato in ipotesi di crisi.

La “Società di investimento semplice” (SIS) è stata introdotta come nuovo tipo di impresa capace di investire solo in start-up non quotate, ottenendo in cambio l’esenzione dalla tassazione sui redditi di capitale.

Infine, si introduce un nuovo bonus di cui potranno beneficiare quelle società che acquistano, demoliscono o ricostruiscono un edificio con diminuzione delle imposte ipo-catastali. Ulteriore novità consiste nell’aumento della deducibilità IMU pari al 50% nel 2019 e al 60% nel 2020.

Aumentano anche le misure volte a sostenere lo sviluppo delle attività svolte da liberi professionisti e per il sostegno dell’assunzione di personale nei comuni e nelle regioni a statuto ordinario. In particolare, il decreto intende aiutare, mediante corposi investimenti, zone economiche speciali e di crisi complessa come il Veneto e la Campania.

In più, si prevede un aumento delle quote della “Nuova Sabatini” con aliquote differenziate relative alle PMI e grandi imprese.

Attraverso questa serie di argomenti trattati dal decreto si intende dunque bilanciare la crescita del paese al fine di evitare la necessità di una manovra correttiva.

 

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