Deducibilità interessi passivi 2019: ecco le nuove regole

Deducibilità interessi passivi 2019
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A partire dal periodo d’imposta 2019 è stata modificata la disciplina della deducibilità interessi passivi 2019 per i soggetti IRES, contenuta nel Testo Unico delle imposte sui redditi.  In particolare, tali novità si concretizzano nella fissazione di alcuni limiti massimi di deducibilità del margine finanziario negativo scaturente dall’eccedenza degli interessi passivi rispetto a  quelli attivi, per le imprese esercenti attività differente da quella finanziaria. La finalità ultima di tale limitazione è quella di incentivare la capitalizzazione delle imprese attraverso l’investimento in capitale di rischio piuttosto che usufruire in maniera sovrabbondante del credito bancario.

Deducibilità interessi passivi prima della nuovo disciplina

La previgente disciplina prevedeva la deducibilità degli interessi passivi ed oneri assimilati fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati. L’eccedenza era deducibile nel limite massimo 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica. L’eventuale ulteriore eccedenza di interessi passivi poteva essere portata in diminuzione del reddito dei periodi successivi fino a concorrenza del R.O.L. di competenza se e nei limiti in cui in tali periodi l’importo degli interessi passivi e degli oneri assimilati di competenza eccedenti gli interessi attivi e proventi assimilati sia inferiore al 30 % del risultato operativo lordo di competenza

Per R.O.L. si intende un margine contabile che deriva dalla differenza di due macro classi del conto economico, ossia: lett. A)  valore della produzione; lett. B) costo della produzione, senza la considerazione delle quote di ammortamento delle immobilizzazioni, dei canoni di locazione finanziaria relativi a beni strumentali e componenti positivi o negativi straordinari relativi ad attività traslative dell’azienda o suoi rami.

Novità deducibilità interessi passivi 2019

A partire dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2018, entreranno in vigore le disposizioni contenute dalla Direttiva n. 2016/1164/UE del 12 luglio 2016, la quale agisce per una ridefinizione in materia di deducibilità degli interessi passivi.

La nuova disciplina in materia di deducibilità interessi passivi 2019,  si preoccupa prima di tutto della nozione di interessi passivi, facendo riferimento, come nella previgente formulazione,  ai componenti negativi scaturenti da rapporti contrattuali,  ma aggiungendo un ulteriore criterio di identificazione: la presenza di una componente di finanziamento significativa.

La norma, al comma 3, dispone, inoltre, che sono da ritenersi finanziari gli oneri ed i proventi che pur derivando da strumenti finanziari i quali, in base alla corretta applicazione dei principi contabili adottati, sono qualificati come strumenti rappresentativi di capitale, sono imponibili o deducibili in capo, rispettivamente, al percettore o all’erogante”.

Ai fini della deducibilità interessi passivi 2019, occorre tener conto delle seguenti due categorie di componenti finanziarie passive:

  • interessi passivi e oneri finanziari assimilati iscritti nel costo del bene capitalizzato;
  • interessi passivi connessi a dilazioni di pagamento concesse dai fornitori.

I  succitati flussi economici non erano contemplati dalla precedente formulazione.

Deducibilità interessi passivi 2019: modalità di determinazione del risultato operativo lordo.

Le novità relative alla deducibilità interessi passivi 2019 concernono anche le modalità di determinazione del risultato operativo lordo. A partire dal periodo d’imposta 2019, non si potranno definire i componenti del risultato senza considerare le variazioni in aumento o in diminuzione di cui agli articoli 83 e 110 del TUIR.  Per il calcolo del R.O.L., dunque, i valori di cui tener conto sono quelli fisicamente riconosciuti.

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