Esclusione degli amministratori dal regime forfettario

esclusione degli amministratori
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Con la risposta n. 169 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad una istanza di interpello, è stato precisato  che l’esercizio dell’attività di amministratore in una società a responsabilità limitata da parte del socio, svolta come lavoratore autonomo ed in regime forfettario, rappresenta una causa di esclusione degli amministratori dal regime agevolato qualora l’attività possa essere ricondotta a quella effettuata dalla società controllata anche in presenza di codici Ateco diversi.

Esclusione degli amministratori dal regime forfettario: l’istanza d’interpello

In particolare, la risposta dell’Agenzia delle Entrate fa riferimento all’istanza di interpello presentata da un contribuente che esercita la professione di architetto e che possiede delle quote di partecipazione in due società a responsabilità limitata le quali si occupano di gestione immobiliare. Il contribuente in questione risulta essere amministratore unico delle due società, da cui deriva un reddito di lavoro autonomo da lui percepito il quale rappresenta una parte prevalente del suo fatturato. Il contribuente chiede se può procedere per l’applicazione del regime forfettario.

L’Agenzia ha chiarito che per verificare la presenza di cause di esclusione degli amministratori, è necessario verificare la sussistenza del controllo diretto o indiretto della società  unitamente all’esercizio da parte società controllata di un attività riconducibile a quella svolta in regime forfettario. Nella fattispecie, il contribuente possiede una quota di minoranza delle due società mentre la parte restante è detenuta da familiari. Da ciò è possibile affermare che il requisito di controllo possa ritenersi integrato.

In aggiunta, le attività esercitate dalle due società controllate si ritrovano in sezioni Ateco diverse rispetto a quella svolta individualmente. Per tale motivo, l’esclusione degli amministratori dal regime forfettario non dovrebbe, per quanto nei precedenti chiarimenti indicato, verificarsi.

Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Nonostante quanto precedentemente indicato, l’Agenzia ha  ritenuto la fattispecie meritevole di una particolare interpretazione secondo la quale pur trovandosi le attività in sezioni Ateco diverse, si ravvisa comunque una diretta riconducibilità delle stesse. Pertanto, la risposta fornita ha stabilito che il ruolo dell’amministratore, da cui deriva la prevalenza dei compensi del contribuente, determini  una diretta riconducibilità delle attività effettuate dalle società a responsabilità limitata a quella di amministratore di queste, ricadendo in tal modo in causa di esclusione degli amministratori dal regime forfettario a partire dal periodo di imposta successivo.

 

 

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