Nuovo accordo Italia Cina sulla doppia imposizione

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Il 23 marzo 2019, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, insieme al ministro degli Esteri cinese WangYi, ha firmato l’accordo Italia Cina concernente la doppia imposizione e la loro abolizione. Tale accordo modifica l’accordo in vigore dal 1990 attraverso un aggiornamento che pone come finalità principale quella di incentivare gli investimenti transfrontalieri con le adeguate sicurezze fiscali nei riguardi delle imprese operanti nei due Paesi in questione.

Nel dettaglio, l’accordo Italia Cina si compone essenzialmente di quattro articoli che disciplinano rispettivamente:

  • i dividendi (art.10);
  • gli interessi (art.11);
  • le royalties (art.12);
  • i capital gains (art.13).

Nel caso dei dividendi, il nuovo accordo Italia Cina stipulato prevede, in ipotesi di partecipazioni dirette di un valore minimo pari al 25% del capitale della società che effettua il pagamento dei dividendi, la riduzione dell’aliquota convenzionale al 5% piuttosto che al precedente 10%.

Saranno le imprese italiane che riscuotono i dividendi di origine cinese a godere di tale vantaggio favorendo in tal modo la capitalizzazione delle imprese cinesi nel paese.

L’articolo 11 disciplina invece gli interessi, stabilendo che l’aliquota massima della ritenuta da applicare nello Stato della fonte è uguale al 10% del valore dell’ammontare lordo degli interessi stessi. È concessa però una diminuzione di tale percentuale all’ 8% in caso di interessi conferiti ad istituti finanziari.

Quando il soggetto tenuto al pagamento è il Governo o un ente locale, o se gli interessi sono dovuti al Governo, alla Banca Centrale oppure ad un ente pubblico, è possibile ottenere l’esenzione da ritenuta alla fonte sui pagamenti degli stessi.

L’aliquota massima della ritenuta applicabile nello stato della fonte, considerando le royalties, è anche in questo caso pari al 10%. Tale percentuale si attua sui canoni per l’uso o la concessione all’uso di un diritto d’autore relativo:

  • opere artistiche, letterarie e scientifiche;
  • software;
  • pellicole cinematografiche o registrazioni per programmi televisivi o radiofonici;
  • brevetti, marchi e modelli
  • formule e processi riservati.

Scende al 5% l’aliquota nel caso di pagamenti per gli strumenti ad uso industriale, commerciale o scientifico.

Infine, l’articolo 13 dell’ accordo Italia Cina, concernente i capital gains, conferma il trattamento delle plusvalenze scaturenti dall’ alienazione delle partecipazioni qualificate con un livello di almeno il 25%.

Se superato tale valore, si procederà alla tassazione delle plusvalenze.

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