Reddito da Servizio Civile: quando è tassabile ?

reddito da servizio civile
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Con la risposta 82/E del 2018 l’Agenzia delle Entrate ha dettato chiarimenti in materia di Reddito da Servizio Civile, evidenziando in quali casi questa tipologia di reddito possa essere considerato imponibile. L’Agenzia, in particolare, ha risposto all’interpello di una contribuente che si chiedeva se potesse considerare la figlia come familiare a carico, nonostante il reddito da Servizio Civile fosse superiore al tetto massimo reddituale per essere fiscalmente a carico di altri familiari.

Interpello 82/E 2018: Reddito da Servizio Civile Regionale.

La contribuente, che chiameremo Alfa, ha presentato istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate spiegando che la figlia ha sottoscritto un contratto di leva civica volontaria regionale con una associazione di comuni, per un periodo di 12 mesi a partire da Maggio 2017. La ragazza ha ricevuto, pertanto, una CU 2018 (anno d’imposta 2017) per un reddito totale di 3.036,60 €.  L’interpellante ha, pertanto, interrogato l’amministrazione finanziaria sulla possibilità di considerare il reddito esente, diversamente da come indicato nella CU, e di considerare la figlia quale familiare a carico, usufruendo, quindi, in sede di dichiarazione delle detrazioni previste dalla normativa fiscale.

La soluzione prospettata dal contribuente.

Alfa ha prospettato come soluzione di considerare le retribuzioni maturate con lo svolgimento del Servizio Civile Regionale esenti alla stregua delle retribuzioni maturate dai soggetti che svolgono il Servizio Civile Universale. Di conseguenza, l’interpellante, ha ritenuto possibile considerare come familiare fiscalmente a carico la figlia per l’anno d’imposta 2017.

Reddito da Servizio Civile: il parere dell’Agenzia delle Entrate.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate, relativamente al succitato quesito in materia di Reddito da Servizio Civile, ha fatto prima di tutto riferimento alla circolare n. 24  del 10 Giugno 2004 la quale afferma che in mancanza dei presupposti che consentano di configurare il rapporto di impiego dei volontari come un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, i redditi da Servizio Civile, ai sensi della normativa di settore, devono essere qualificati  quali redditi di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

La risposta dell’Agenzia poi fa riferimento al Dlgs 40 del 2017 recante disposizioni in materia di Servizio Civile Universale.  In particolare, l’articolo 6 di tale decreto, prevede che la programmazione, l’organizzazione e l’attuazione del servizio civile universale, nonché l’accreditamento degli enti, le attività di controllo ed ogni ulteriore adempimento relativo alle funzioni attribuite in materia di servizio civile universale allo Stato, sono svolte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. L’articolo 7 dello stesso decreto legislativo, però, fa salva la possibilità per le regioni di istituire, nella loro autonomia, un servizio civile regionale con finalità proprie e non assimilabile al servizio civile universale.

Inoltre il terzo comma dell’articolo 16 prevede che il rapporto di servizio civile universale si instauri con la sottoscrizione del relativo contratto tra il giovane selezionato dall’ente accreditato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e che gli assegni attribuiti agli operatori in servizio civile
universale, inquadrati nei redditi derivanti dalle assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere, sono esenti da imposizioni tributarie.

Sulla base dei succitati riferimenti normativi, l’Agenzia ha, dunque, messo in evidenza le differenze tra il Reddito da Servizio Civile Universale ed il Reddito da Servizio Civile Regionale. Prima di tutto  si ha Servizio Civile Universale, con le conseguenze normativamente previste sul piano fiscale, qualora il rapporto venga instaurato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, cosa che non avviene nel Servizio Civile Regionale.  La differenza tra le due tipologie di Servizio Civile è infine evidenziata dallo stesso Dlgs 40/2017 che, pur stabilendo la possibilità per le Regioni di istituire, nel rispetto dei principi costituzionali, il Servizio Civile Regionale, sancisce che questo è inammissibile al Servizio Civile Universale, inducendo a ritenere che non si possa applicare il
trattamento tributario agevolato riservato al nuovo servizio civile universale anche a quello della regione tenuto conto, peraltro, che, in linea generale, le norme che stabiliscono agevolazioni, in particolar modo se di natura fiscale, non possono essere applicate in via analogica a fattispecie diverse da quelle indicate dalla disposizione.

Conclusioni.

La risposta dell’Agenzia delle entrate in materia di Reddito da Servizio Civile non ha lasciato spazio a dubbi, sancendo una netta distinzione tra il Servizio Civile Regionale ed il Servizio Civile Universale e stabilendo che solo nel secondo caso il reddito prodotto può considerarsi non imponibile.

La risposta all’interpellante si conclude chiarendo che i redditi derivanti dal contratto di leva civica volontaria regionale siano produttivi di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e che tali importi concorrono alla formazione del reddito complessivo del percipiente, rilevando, nel caso di specie,  ai fini del limite di reddito previsto per essere considerato familiare fiscalmente a carico

 

 

 

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