Regime forfettario: dal 2020 invio dei corrispettivi telematici?

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Possibili scenari nel 2020…

A partire dal 1° gennaio 2020, l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi entrerà in vigore anche per i soggetti passivi IVA che, nel 2018, hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 400.000 euro, compresi coloro che si avvalgono del regime forfettario di cui all’art. 1 commi 54-89 della L. 190/2014. Infatti, nonostante questi ultimi non addebitino l’IVA in rivalsa e siano esonerati dalla fatturazione elettronica ex art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015, non beneficiano, allo stato attuale, di una specifica esclusione ai fini dei “corrispettivi telematici”. Dal 2020, dunque, saranno tenuti ad adempiere i nuovi obblighi nel rispetto della disciplina generale dettata dall’art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015.

Secondo quanto emerso dall’esito della maggioranza dell’Esecutivo del 21 ottobre 2019, il regime forfettario relativo alle partite Iva al di sotto dei 65.000 euro resterà ancora vigente.

Buona notizia per i contribuenti i quali hanno avviato o affermato una piccola attività facendo affidamento sul supporto fiscale garantito da tale sistema agevolato.

Nonostante ciò, si prevede la possibilità di istituzione di un nuovo sistema facoltativo per scaglioni di fatturato, suddividendo i ricavi ed i compensi fino ai 30.000 euro ai quali potrà essere applicato il regime agevolato attuale per la determinazione dei redditi mentre per i ricavi e compensi fino a 65.000 euro vi è la possibilità di usufruire di un’opzione analitica per la determinazione del reddito. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni il regime forfettario, dovrebbe rimanere tale anche per i contribuenti con compensi superiori ai 30.000 euro.

 

Regime forfettario nel 2020: opzione analitica?

Come enunciato, la maggioranza del Governo ha espresso il suo consenso nei riguardi del regime forfettario e per la sua conferma anche nel 2020.

Inoltre, si è discusso relativamente all’eventualità di introdurre un regime agevolato, su base forfettaria, che consente di effettuare il calcolo analitico del reddito.

Ciò sarà consentito esclusivamente avvalendosi di apposita opzione e forse solamente per i contribuenti appartenenti alla fascia di reddito più elevata.

L’idea sarebbe quella di istituire un sistema differenziato per scaglioni di fatturato, il quale distingue:

  • i ricavi ed i compensi che non superano la soglia dei 30.000 euro per i quali la determinazione del reddito seguirebbe le medesime modalità previste attualmente dal regime forfettario vigente;
  • i ricavi ed i compensi che non superano la soglia dei 65.000 euro per i quali si potrà beneficiare di un’opzione che consente di effettuare la determinazione analitica del reddito.

Inoltre, si prevede la possibilità di giovare della deduzione analitica del costo effettivo della manodopera e degli ammortamenti dei beni strumentali, nel rispetto di determinati limiti quantitativi ancora da specificare.

Scompare invece, la possibilità di dedurre anche quei contributi cui versamento era correlato alla previdenza complementare.

 

Lotta all’elusione fiscale

Tra gli obiettivi da raggiungere vi si comprende l’apposizione di correttivi tecnici in grado di fronteggiare comportamenti elusivi connessi alla fuoriuscita dal regime forfettario che può presentarsi esclusivamente nell’anno susseguente al superamento del limite dei 65.000 euro.

Tale situazione rende agevole la pianificazione di comportamenti scorretti dei fatturati e degli incassi in vista di maggiori vantaggi.

Al momento della perdita dei requisiti necessari per accedere al regime forfettario, la fuoriuscita si verificherebbe sempre nell’anno seguente al fatto, ma qualora durante l’anno i ricavi ed i compensi superino di un certo valore percentuale la soglia di 65.000 euro, la fuoriuscita risulterà tempestiva.

 

Regime forfettario e fatturazione elettronica

Numerosi sono i dubbi in materia di fatturazione elettronica e la sua eventuale applicazione obbligatoria anche in capo ai forfettari.

Ciò comporterebbe una semplificazione delle attività di accertamento tributario per i contribuenti appartenenti al regime agevolato e per le controparti delle operazioni economiche.

Tuttavia, c’è chi ritiene che tali obblighi potrebbero pesare fortemente e contrastare la finalità di ottenimento di un regime semplificato, proprio del regime forfetario.

 

 

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