Tassazione sui contanti: nuova proposta nel 2020

tassazione sui contanti
Condividi

Confindustria lancia una nuova proposta relativa alla tassazione sui contanti da applicare nel 2020: l’intento è di introdurre una tassa del 2% sui prelievi in contante qualora eccedano i 1.500 euro al mese. Al contempo, la proposta prevede l’introduzione di un credito di imposta di pari importo per i soggetti che decidano di usufruire della moneta elettronica.

La finalità ultima è quella dunque di incentivare l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili in Italia che ricopre l’ultima posizione in Europa. In tal modo è possibile ridurre le movimentazioni del denaro contante e contrastare cosi il fenomeno dell’evasione fiscale e riciclaggio.

Vantaggi e svantaggi

Quanto proposto da Confindustria consiste in un insieme di vantaggi e svantaggi che, da un lato, prevede una tassazione sui contanti pari al 2% per i prelievi maggiori ai 1.500 euro al mese e dall’altro, un credito di imposta sempre uguale al 2% da corrispondere a coloro che effettuino pagamenti tramite mezzi tracciabili e nominativi.

Secondo Confindustria, la tassazione sui contanti provocherebbe disagi per il 25% dei contribuenti i quali utilizzano cifre superiori ai 1.500 euro di denaro contante. Lo scoraggiamento alla fruizione del bancomat è dovuto anche ai costi di commissione applicati e, a tal proposito, il nuovo Governo intende generare una forte riduzione.

Tassazione e dichiarazione dei redditi

Con l’introduzione della tassazione sui contanti, si aggiunge un’ulteriore voce specifica all’interno della dichiarazione dei redditi per i contribuenti che usufruiscono della moneta elettronica. Infatti, la proposta suggerita da Confindustria, oltre alla tassazione sui contanti, prevede la corresponsione di un credito di imposta che, al momento della dichiarazione dei redditi, agisce con formula analoga a quella stabilita per la detrazione degli interessi passivi del mutuo.

La banca quindi agirà come sostituto di imposta, comunicando all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle transazioni effettuate mediante mezzi tracciabili per l’ottenimento del credito annuale del 2%.

Tale bonus potrebbe quindi essere inserito nella dichiarazione dei redditi precompilata, con fruizione, oppure tramite F24, o ancora come detrazione vera e propria.

Effetti sulla finanza pubblica

Confindustria ha predisposto una stima sull’impatto che la tassazione sui contanti così come il credito di imposta corrisposto a chi utilizza carte o bancomat, potrebbero avere nei prossimi anni sulla finanza pubblica.

Si ipotizza che nei primi due anni ci sarà la copertura e dunque un maggiore sforzo economico per finanziare lo sconto del 2%. A partire dal terzo e soprattutto quarto anno si assiste invece ad un’inversione in positivo degli effetti prodotti, con un aumento del gettito di circa 2,48 miliardi di euro scaturente dalla lotta contro l’evasione fiscale. Inoltre, nei quattro anni si stima un incremento di oltre il 95% delle transazioni effettuate con moneta elettronica.

Il pacchetto di incentivi e disincentivi, composta da un credito di imposta e tassazione sui contanti, proposto da Confindustria, lascia però aperte alcune questioni:

  • dato il conseguente ampliamento del mercato della moneta elettronica si dovrebbero limitare le commissioni sulle transazioni;
  • è necessario agire per l’introduzione del bonifico bancario tra i mezzi di pagamento che concedono la detrazione;
  • il meccanismo proposto esclude gli incapienti;
  • vi è la possibilità di elusione della tassazione sui contanti mediante l’apertura di plurimi conti correnti.

Sottoscrivi la nostra newsletter per ricevere notizie e approfondimenti

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata