IMU 2020: le novità allo studio del governo

IMU 2020
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Il nuovo Esecutivo è  al lavoro per  valutare i provvedimenti da inserire nella manovra finanziaria 2020 e tra queste  un’importante novità potrebbe riguardare l’IMU 2020.

L’obiettivo fondamentale che il Governo deve raggiungere anche attraverso il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020  è quello di reperire i 23 miliardi di euro da utilizzare per evitare l’attivazione delle clausole di salvaguardia IVA che potrebbero generare un incremento delle aliquote relative all’imposta sul valore aggiunto  a partire dal 1° gennaio 2020. Pertanto, l’esecutivo si sta cimentando nel difficile lavoro di conciliare l’esigenza di aumentare il gettito con quella di evitare l’aumento della pressione fiscale sulle imprese, oltre che conciliare la richieste dei due partiti espressione della maggioranza.

Tra dette misure da inserire nel manovra di bilancio 2020 c’è l’intenzione di riunire in un’unica imposta l’IMU e la TASI e di creare un’unica aliquota per tale nuova imposta, così da ottenere maggiore semplificazione e flessibilità in materia di tributi locali.

Arriva la nuova IMU 2020

Il governo, dunque, starebbe valutando una modifica alla disciplina in materia di IMU da concretizzarsi con l’unione dell’imposta municipale unica e il tributo per i servizi indivisibili, ossia la TASI. L’IMU 2020, dunque, rappresenta una vera e propria fusione tra le due componenti succitate. L’obiettivo, peraltro, è quello di semplificare il sistema mediante la previsione di un’unica aliquota.

La nuova IMU 2020 dovrebbe essere composta da un’aliquota pari allo 0,86 per mille comprensiva delle seguenti aliquote.

  • 0,76 per mille relativamente all’IMU;
  • 0,10 per mille relativamente alla TASI.

IMU 2020: quali sono i vantaggi?

Secondo le aspettative del governo,  l’IMU 2020 dovrebbe essere in grado di apportare numerosi benefici anche per quanto riguarda l’aumento della flessibilità per i Comuni, i quali avranno la possibilità di optare per l’azzeramento dell’ aliquota oppure per la sua applicazione. Di conseguenza, quindi non dovrebbero presentarsi effetti negativi sui bilanci dei Comuni.

La fusione stabilita per la nuova IMU 2020, dunque, sarebbe in grado di facilitare l’applicazione delle due imposte, IMU e TASI,  che attualmente risulta dispersiva e complicata. Tale difficoltà nell’applicazione ha portato, inoltre, all’impossibilità da parte dei contribuenti di usufruire di dichiarazioni IMU-TASI precompilate, come ad esempio accade per le dichiarazioni dei redditi. Con la nuova IMU 2020 dovrebbe, dunque, essere possibile mettere a disposizione dei contribuenti tali dichiarazioni precompilate, ma tale novità non arriverà prima del 2021.

 

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