Conto corrente estero: adempimenti e fiscalità

Conto corrente estero
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Si sente parlare spesso di trasferimento di soldi o apertura di conto corrente estero, ma è vietato dalla legge italiana? Qual’è la normativa di riferimento? In questo articolo proviamo a fare chiarezza identificando i punti fondamentali da tenere in considerazione in caso di conto corrente estero.

Residenza fiscale

Qualsiasi soggetto residente in Italia potrebbe valutare l’ipotesi di aprire un conto corrente bancario all’estero affidandosi ad un professionista. La normativa italiana sui conti correnti esteri si applica esclusivamente ai soggetti con residenza fiscale in Italia. Ma cosa si intende per residenza fiscale?

Sono considerate fiscalmente residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte dell’anno sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente, oppure hanno la residenza o il domicilio nel territorio dello Stato che sono tenute a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia.

Ivafe

Le persone fisiche residenti in Italia che detengono un conto corrente estero sono tenute al versamento dell’ Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero nelle scadenze previste per i versamenti Irpef. L’ IVAFE è stabilita in una misura fissa di 34,20 euro per ogni conto corrente estero. Se il conto corrente estero ha una giacenza media annuale inferiore a 5 mila euro non si deve scontare l’IVAFE.

Dichiarazione dei redditi

I soggetti residenti in Italia che detengono un conto corrente estero sono obbligati alla compilazione del quadro RW nella dichiarazione dei redditi per il monitoraggio fiscale e il calcolo dell’ IVAFE. Sono escluse le persone fisiche che lavorano all’estero per lo Stato Italiano o per organizzazioni internazionali a cui l’Italia aderisce.

Se l’estratto conto ha un valore massimo complessivo annuale inferiore a 15 mila euro non c’è obbligo di compilazione del quadro RW, salvo il caso in cui c’è obbligo di versamento dell’ IVAFE.

Oltre ai normali adempimenti doganali per il trasferimento all’estero, l’omessa o infedele compilazione del quadro RW comporta una sanzione dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato, raddoppiata in caso di Paese Black List.

 

 

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